Steph Curry 51 punti in tre quarti di gioco per stendere gli Washington Wizards, una delle partite offensive più incredibili mai giocate da Steph in carriera.
51 punti in 31 minuti sul parquet della Oracle Arena di Oakland, con 11 tiri da tre punti mandati a bersaglio (su 16 tentativi), 10 su 10 dalla lunetta e 15 su 24 totale al tiro.
Di questi, 31 punti in 20 minuti di gioco nel primo tempo. 51 punti senza mettere piede in campo nel quarto periodo, con la partita già ampiamente risolta dall’uragano di triple abbattutosi su John Wall e soci, e dai 30 punti (con 13 su 18 al tiro!) di Kevin Durant.
Steve Kerr, uno che come già detto sin troppe volte ha giocato contro prima, e poi con Michael Jordan, non finge nemmeno una goccia dello stupore col quale assiste alle esplosioni offensive di Steph Curry:
“Non so nemmeno come descrivere quello che ho visto stasera. Incredibile, sembra un videogioco. Hai un giocatore che tira da 10 metri e tu seduto in panchina pensi: ‘si, buon tiro, Steph!’ Ben fatto’ Non ha senso, non si è mai visto prima”
– Steve Kerr su Steph Curry 51 punti –
La partita di stanotte è la nona gara in carriera in cui Steph segna almeno 30 punti in un tempo. I 51 punti segnati dal figlio di Dell sono il career high personale (eguagliato) alla Oracle Arena.
I Golden State Warriors hanno segnato 46 punti nel primo quarto, e non si sono più voltati indietro.
Il match di Oakland ha portato Curry al quinto posto della classifica All-Time NBA per tiri da tre punti segnati in carriera.
Steph Curry 51 punti: “E’ sempre bello qui alla Oracle, un gran posto dove giocare”
“Fa le finte a 8 metri dal canestro e la gente salta“, copyright di un Flavio Tranquillo di qualche hanno fa.
Definizione semplice di come Steph Curry riesca a modellare lo spazio racchiuso tra i 28 x 15 di un rettangolo di gioco a proprio uso e consumo, soprattutto in serate come quella di mercoledì ad Oakland:
“Mi sentivo in ritmo… inizi bene la partita, crei buoni tiri, non devi forzare niente e non devi far altro che ripetere e ripetere lo stesso gesto… il palazzo inizia ad accendersi, i compagni ti incitano… l’ultima tripla del primo quarto è una delle cose più divertenti che mi siano capitate di vedere su un campo da basket. Sin da quando ho preso palla nella nostra area, i miei compagni mi dicevano: ‘non passarla, tira, tira!’ anche mentre portavo su la palla. Ho seguito il consiglio, ed ho tirato. E per fortuna è andata dentro”
– Steph Curry 51 punti sugli Wizards –
Il career high di Curry risale al 2013. 54 punti segnati al Madison Square Garden di NY, la partita della “rivelazione” per Steph.
Con 51 punti già a referto ed un quarto da giocare, sarebbe stato facile per Steph migliorarsi, ma coach Kerr ha saggiamente preferito “ritirare” i suoi titolari con la partita già in ghiaccio al termine del terzo periodo.
“E’ un po’ strano, perché sentivo che non avrei potuto sbagliare da tre punti, ma ho sbagliato due dei lay-up più facili che abbia mai preso, così in parte ti senti anche un po’ arrabbiato con te stesso: ‘ma come ha fatto a sbagliare?’ Alla fine però, 4 o 5 punti in più, è solo una di quelle sere in cui vai in campo e ti diverti da matti a giocare, a tentare anche tiri difficili e cercare di essere continuo lungo l’arco della partita“
Steph Curry 51 punti: “Terzo MVP? Se pensiamo a chi ha avuto questo onore… Warriors, siamo speciali”
L’inizio di stagione di Steph Curry:
34.6 punti a partita, con il 55% al tiro, il 90.9% ai tiri liberi ed 52.4% (!) da tre punti in cinque gare.
Curry has not scored in 53 seconds. He's not in the game but that is not an excuse.
— Ray Ratto (@RattoNBCS) October 25, 2018
Cifre del genere sono incredibili anche per un due volte MVP come Steph, che ha iniziato alla grande la stagione del possibile “three-peat” dei suoi Warriors dopo una off-season di assoluto relax e lavoro sul proprio fisico.
La “pre-candidatura” al titolo di MVP 2019 è quasi d’obbligo, per un Curry in tale stato di forma:
“Se pensiamo a chi ha vinto l’MVP per tre volte in carriera, sarebbe davvero qualcosa di speciale, e qualcosa a cui non avrei mai pensato di poter ambire un giorno. Si tratta di rimanere continui sera dopo sera, e fare quello che so fare meglio (…) voglio che tutti possano rendersi conto di cosa stiamo facendo, come squadra, di come sera dopo sera ci sosteniamo l’un l’altro e gioiamo per i successi di ognuno di noi. Questo è ciò che ci rende speciali, e vogliamo continuare ad esserlo“


