A 4 mesi dall’arresto di Brittney Griner nell’aeroporto Sheremetyevo di Mosca, a causa di presunto possesso di cartucce da svapo contenenti olio di hashish, un tribunale russo ha scelto venerdì come data di inizio del processo della giocatrice.
La Griner, a cui è stato ordinato di rimanere in custodia per tutta la durata del processo penale, rischia fino a 10 anni di carcere nel caso in cui venisse condannata, con l’accusa di aver trasportato droga in larga scala. E’ poi poco rassicurante anche sapere che meno dell’1% degli imputati nei processi penali russi viene assolto. E in più, per andare di male in peggio, a differenza degli Stati Uniti, eventuali assoluzioni possono essere annullate.
I procuratori russi hanno ottenuto un’altra proroga per la detenzione della giocatrice, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale russa Tass. E i funzionari statunitensi hanno dichiarato di aspettarsi che i tribunali russi continuino a prorogare la detenzione fino a quando non verrà raggiunto un accordo per il suo rilascio.
Lunedì mattina, il tribunale del sobborgo moscovita di Khimki, subito dopo un’udienza preliminare che si è tenuta a porte chiuse, ha annunciato che la proroga sarà di ben 6 mesi, come ha confermato anche l’avvocato della giocatrice, Alexander Boikov.
Diversi funzionari ed esperti sostengono che il processo (e un’eventuale condanna) sono sempre stati degli sviluppi probabili, come successo anche nei casi dei detenuti statunitensi Trevor Reed e Paul Whelan. Inoltre, indipendentemente dal fatto che i procuratori russi presentino prove convincenti, pretestuose o completamente inventate contro la Griner, la dinamica di base non cambia. Dunque, la Russia sarebbe disposta a negoziare il rilascio della giocatrice, e il procedimento giudiziario sarebbe un semplice pretesto per dare un tocco di legittimità alla saga.
Come è facilmente comprensibile, il caso della giocatrice si inserisce nel momento decisamente meno adatto, visti i rapporti tra Mosca e Washington. Nonostante le tensioni, i sostenitori della Griner speravano in una risoluzione tranquilla, fino a quando il Dipartimento di Stato non l’ha classificata come “detenuta illeggittima”, spostando la supervisione del suo caso all’Inviato Speciale Presidenziale del Dipartimento di Stato per gli Affari degli Ostaggi.
Ciò ha ovviamente attirato ancora più attenzione sul caso, e i sostenitori della giocatrice hanno incoraggiato uno scambio di prigionieri simile a quello che ad aprile ha visto coinvolti Reed e un pilota russo condannato per traffico di droga.
I media russi hanno ripetutamente detto che Brittney potesse essere scambiata con il trafficante d’armi Viktor Bout (soprannominato “Il Mercante di Morte”), che sta scontando una condanna di 25 anni per aver cospirato di uccidere dei cittadini statunitensi e aver fornito aiuto ad un’organizzazione terroristica. La Russia ha chiesto il suo rilascio per anni, ma la discrepanza tra il suo traffico globale di armi letali e il presunto possesso di cartucce da svapo contenenti olio di hashish della Griner potrebbe rendere tale scambio poco gradito per gli Stati Uniti. In molti hanno quindi suggerito di coinvolgere nello scambio anche Whelan, che sta scontando una condanna di 16 anni per spionaggio.
A tal proposito, quando è stato chiesto al Segretario di Stato americano Antony Blinken se tale scambio fosse possibile, ha evitato la domanda.
“Come proposta generale… non ho priorità più alta che assicurarmi che gli americani che sono detenuti illegalmente all’estero, in un modo o nell’altro tornino a casa” ha detto. “Non posso commentare nei dettagli quello che stiamo facendo, se non per dire che questa è una priorità assoluta” ha poi aggiunto.
A quanto pare, in ogni caso, qualsiasi scambio richiederebbe prima che la Griner venga condannata e poi richieda la grazia presidenziale, secondo quanto dichiarato dall’avvocato Maria Yarmush, specializzata in affari civili internazionali.
Dunque, “c’è molto da fare per riportarla a casa e al sicuro, ma stanno lavorando senza sosta”, come ha dichiarato anche Diana Taurasi.

