Home Basket femminileWNBA, Women's National Basketball AssociationPhoenix MercuryDopo 4 mesi, la star WNBA Brittney Griner è ancora in carcere in Russia

Dopo 4 mesi, la star WNBA Brittney Griner è ancora in carcere in Russia

di Carmen Apadula
blinken brittney griner

Brittney Griner, star della WNBA per le Phoenix Mercury (nominata 8 volte All-Star e vincitrice di 2 medaglie d’oro olimpiche), quasi 4 mesi fa è stata accusata di “contrabbando di quantità significative di sostanze stupefacenti”, reato punibile in Russia con anche 10 anni di carcere.

La giocatrice il 17 febbraio è stata trattenuta nell’aeroporto russo Sheremetyevo al suo arrivo da New York, dopo che le autorità avevano rilevato nella sua borsa delle cartucce da svapo contenenti olio di hashish, in seguito ad una perquisizione. La polizia aeroportuale ha quindi provveduto ad arrestarla, non rendendo inizialmente esplicito il nome dell’atleta nel suo rapporto, definendola solo come “un membro della squadra olimpica statunitense di basket femminile”. 

Recentemente, il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, Dmitry Peskov, in un’esclusiva intervista con Keir Simmons di NBC News, ha contestato la decisione presa il 3 maggio dal Dipartimento di Stato americano, secondo cui la Griner è “detenuta ingiustamente” in Russia.

“Brittney Griner non è diversa da centinaia e centinaia di cittadini russi che sono stati condannati per aver trasportato hashish” ha dichiarato. “Perché dovremmo fare un’esenzione per un cittadino straniero?”. 

Il fatto che il Governo degli Stati Uniti abbia classificato la detenzione della Griner come “illegittima” ha consentito al Dipartimento di Stato di trasferire la supervisione del caso all’Inviato Speciale Presidenziale del Dipartimento di Stato per gli Affari degli Ostaggi (SPEHA), e cioè il principale negoziatore di ostaggi del governo. Tuttavia, Peskov non crede che la giocatrice sia da definire un “ostaggio”, e sostiene che la 31enne ha semplicemente violato la legge russa e ora deve pagarne le conseguenze. 

“Ha violato la legge russa e ora viene perseguita” ha dichiarato. “Non si tratta di essere un ostaggio. Ci sono molti cittadini americani qui. Stanno godendo delle loro libertà, ma bisogna rispettare le leggi”.

Peskov non ha poi specificato quando o se i funzionari russi rilasceranno la Griner. 

Cherelle Griner, parla la moglie di Brittney: “Voglio solo sapere se sta bene”

L’agente della Griner, Lindsay Kagawa Colas, ha dichiarato di essere rimasta costantemente in contatto con l’atleta, con i suoi familiari e con il legale d’ufficio assegnatole dalle autorità russe. Ma Cherelle Griner, la moglie di Brittney, ha spiegato che sabato (in occasione del loro quarto anniversario di matrimonio) non ha potuto parlare con la giocatrice perché la linea telefonica dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Russia non risultava occupata da un operatore. 

La coppia non è mai riuscita a parlare al telefono nei 4 mesi successivi all’arresto della Griner, e per sabato era stata fissata questa tanto attesa telefonata tramite l’Ambasciata. Ma il giorno è arrivato ed è passato senza alcun contatto, lasciando Cherelle a chiedersi in preda all’angoscia cosa potesse essere andato storto, sospettando almeno inizialmente che le autorità russe avessero ostacolato la chiamata.

Ma la verità poi appresa dagli avvocati di sua moglie è ancora più angosciante: Brittney aveva provato a chiamarla circa 12 volte nell’arco di diverse ore, componendo un numero che le era stato dato dall’Ambasciata stessa, e che avrebbe dovuto trasmettere la chiamata a Phoenix, da Cherelle. Ma ogni singola volta non c’è stata risposta perché sabato, a quanto pare, la scrivania dell’Ambasciata dove il telefono ha squillato, era senza personale.

“Ero sconvolta, ferita, stanca, stufa” ha detto Cherelle in un’intervista per The Associated Press, raccontando come un anniversario che aveva aspettato con tanta ansia è stato invece trascorso in lacrime. “Sono abbastanza sicura di aver mandato un messaggio all’agente di Brittney e di aver detto: ‘Non voglio parlare, non voglio parlare con nessuno ora. Mi ci vorrà un minuto per raccogliere le emozioni. Dite a tutti che non sono disponibile in questo momento’. Mi ha messo fuori gioco questa cosa. Non stavo bene e non sto bene neanche adesso“.

Il Dipartimento di Stato lunedì ha dichiarato che il personale è profondamente dispiaciuto del fatto che Brittney non abbia potuto parlare con sua moglie a causa di un “errore logistico”, ribadendo che non ha priorità più alta della sicurezza dei cittadini americani all’estero e che rimane regolarmente in contatto con le famiglie degli ostaggi e dei detenuti ingiustificati.

Il portavoce del Dipartimento, Ned Price, ha detto che l’errore verificatosi è stato immediatamente risolto da alcuni funzionari, in modo da scegliere subito un altro giorno per la telefonata. Price si è poi scusato, dicendo che l’episodio è stato aggravato anche dalle limitazioni del personale dell’Ambasciata, compresi i tecnici che si trovano in Paesi terzi a causa delle restrizioni imposte dal Governo russo all’Ambasciata stessa e, di conseguenza, alle sue operazioni. 

“È stato un errore. Un errore su cui abbiamo immediatamente lavorato per correggere” ha detto Price. “La telefonata è stata riprogrammata e avrà luogo in tempi relativamente brevi”.

Ma né il Dipartimento di Stato, né la Casa Bianca hanno in realtà offerto un’altra data reale e concreta.

E per Cherelle Griner, l’esperienza ha ulteriormente esacerbato le frustrazioni già in corso riguardo una risposta del Governo degli Stati Uniti per il caso di sua moglie. I funzionari statunitensi hanno ripetutamente detto che stanno lavorando per riportare a casa la giocatrice, e che considerano il suo caso una priorità assoluta. Ma Cherelle ha detto di essere molto arrabbiata riguardo all’inconveniente di sabato, soprattutto perché la telefonata era stata programmata e nessuno l’aveva avvertita che sarebbe stato logisticamente impossibile sentire sua moglie.

“Lo trovo inaccettabile e ho zero fiducia nel nostro governo in questo momento” ha dichiarato senza peli sulla lingua. “Se non posso fidarmi di voi per ricevere una chiamata di sabato, al di fuori dell’orario lavorativo, come posso fidarmi per negoziare il ritorno a casa di mia moglie? Perché è una richiesta molto più grande questa che rispondere a una semplice chiamata di sabato”.

Cherelle ha confermato che il Governo statunitense si è scusato con lei per l’errore, riferendole che il numero dato a Brittney in genere elabora le chiamate dei detenuti dal lunedì al venerdì, ma non nei fine settimana.

“Ma attenzione” ha puntualizzato Cherelle. “Questa telefonata era stata programmata da due settimane, fissata per il weekend”.

La moglie della giocatrice spera ancora di poter incontrare o solo parlare con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, ma che le sembra ormai quasi impossibile. Non ci sono infatti informazioni sull’eventualità che Biden incontri Cherelle ma, a detta della portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre, il Dipartimento di Stato si è mantenuto regolarmente in contatto con lei, e ha anche parlato con il Segretario Antony Blinken, siccome qualsiasi americano detenuto all’estero è “una priorità assoluta per questo presidente”.

Per il momento però, Cherelle dice di essersi dovuta affidare esclusivamente a valutazioni terze per quanto riguarda le condizioni di sua moglie. Gli avvocati e i funzionari degli affari consolari hanno infatti potuto parlare con Brittney, solo sua moglie no.

“Sabato era un giorno molto importante, perché sarebbe stata la prima volta in cui avrei potuto davvero sapere se stava bene” ha detto Cherelle. “Sarebbe stata la prima volta in cui avrei potuto sentirla in tempo reale e sapere davvero se sta bene o se è a pochi secondi dal non esistere più”.

Caso Griner: prolungata la detenzione per la terza volta

La settimana scorsa, l’agenzia di stampa statale russa Tass ha riferito che la detenzione della Griner è stata momentaneamente prolungata fino al 3 luglio. 

Il Tribunale distrettuale di Khimki, nella regione di Mosca, ha prolungato la detenzione della giocatrice ormai per la terza volta e, secondo un diplomatico russo, Mosca non prenderà in considerazione l’inclusione della Griner in uno scambio di prigionieri “fino a quando non sarà completata un’indagine giudiziaria sul suo caso”.

La Tass riferisce infatti che l’amministrazione Biden aveva offerto di scambiare il trafficante di armi Viktor Bout con la giocatrice, ma il Vice Ministro degli Esteri Sergei Ryabkov, che stava rispondendo ai rapporti dei media statunitensi, non ha fornito alcuna tempistica per il procedimento nel caso della 31enne.

Molti sostenitori della star WNBA continuano a chiedere il suo rilascio, preoccupati anche dal fatto che Mosca possa usarla come merce di scambio nel contesto della guerra. Non bisogna infatti dimenticare che la situazione è resa ancora più tesa dalla guerra tra Russia e Ucraina, e soprattutto dalle sanzioni imposte dagli USA. I rapporti tra le due nazioni sono infatti ormai praticamente a zero, e gli USA sono stati tra i primi a sanzionare economicamente le banche, le imprese e gli oligarchi russi, bloccando i voli internazionali e i trasporti commerciali in seguito all’invasione voluta da Putin. 

Il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price ritiene che i funzionari del Dipartimento siano venuti a conoscenza dell’estensione della detenzione di Brittney solo attraverso la Tass, e che secondo lui ciò sia problematico.

“Questo caso è problematico da cima a fondo” ha detto. “Questo è esattamente il motivo per cui abbiamo caratterizzato Brittney Griner come una detenuta illegittima. Ed è proprio per questo che stiamo facendo tutto il possibile per cercare di ottenere il suo rapido rilascio dalla detenzione russa”.

Il team legale WNBA della Griner non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento della NBC News, ma la lega sta lavorando con il governo statunitense per cercare di accelerare il caso, potendo contare anche sul supporto della NBA e altri personaggi del mondo sportivo, che nelle ultime settimane si sono espressi a favore della giocatrice, dopo che la sua detenzione ha superato il triste traguardo dei 100 giorni. 

L’ultimo incontro dei funzionari del Dipartimento di Stato americano con i membri delle Phoenix Mercury risale infatti a lunedì, in cui è stato ribadito il loro impegno per riportare la 31enne in sicurezza sul suolo americano. 

Bring Brittney home.

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