La star delle Phoenix Mercury della WNBA Brittney Griner è stata arrestata a Mosca, all’aeroporto Sheremetyevo al suo arrivo da New York, per detenzione di sostanze stupefacenti.
Le autorità hanno rintracciato nel bagaglio di Griner delle ricariche per sigaretta elettronica a base di cannabis. La polizia aeroportuale russa non ha fatto esplicitamente il nome della giocatrice nel suo rapporto, indicando l’atleta solo come “un membro della squadra di basket olimpica statunitense”. L’agente di Griner, Lindsay Kagawa Colas, ha spiegato di essere in contatto con l’atleta e con i suoi familiari, e con il legale d’ufficio assegnatole dalle autorità russe.
La detenzione e il trasporto di sostanze stupefacenti sono reati punibili con il carcere in Russia, secondo la legge Brittney Griner potrebbe rischiare fino a 10 anni di carcere secondo i media USA. La situazione è resa purtroppo ancora più tesa dalla guerra scatenata dalla Russia nei confronti dell’Ucraina, e dalle conseguenti sanzioni imposte dalla comunità internazionale, con USA, UE e partner in testa.
Da qualche giorno non è più possibile infatti per i cittadini USA volare in Russia, non è dunque chiaro quando l’arresto di Brittney Griner sia avvenuto, probabilmente in febbraio. Griner, 32 anni, ha giocato per anni come diverse colleghe anche in Europa oltre che nella WNBA, e anche in Russia con l‘EMMC Ekaterinburg, dal 2015 al 2019.
Brittney Griner ha vinto il titolo WNBA nel 2014 ed è una 7 volte All-Star, 2 volte oro olimpico, nonché 3 volte vincitrice del campionato russo con l’EMMC.
Un episodio che rischia di scatenare un caso diplomatico tra Stati Uniti e Russia, i cui rapporti si sono di fatto azzerati col precipitare della crisi in Ucraina e con l’invasione voluta dal presidente Vladimir Putin. Gli USA sono stati tra i primi ad adottare le severe sanzioni economiche ai danni degli oligarchi russi, delle banche e delle imprese russe, così come sui voli internazionali e i trasporti commerciali.
Nelle ultime settimane sono state diverse le giocatrici sotto contratto con squadre russe, che hanno fatto ritorno negli Stati Uniti con l’aggravarsi della situazione.

