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Chelsea Gray MVP delle WNBA Finals: chi è la “closer” delle Aces con un futuro da head coach

di Michele Gibin
chelsea gray

Chelsea Gray non è stata All-Star e neppure All-WNBA in questa stagione, ma il titolo vinto e soprattutto il premio di MVP delle Finals possono bastare, come consolazione.

Gray, che ha vinto domenica sera in gara 4 contro le Connecticut Sun il suo secondo titolo WNBA in carriera (il primo era arrivato nel 2016 con le Sparks, in un ruolo minore), ha sigillato il suo MVP con 20 punti e 6 assist. Alle Las Vegas Aces non sono serviti stavolta i suoi eroismi di fine partita, i canestri decisivi li ha segnati tutti Riquna Williams, ma in una gara 4 in cui A’ja Wilson è stata meno efficace del solito, ogni singola giocata di Gray ha avuto un peso enorme, in fatto di leadership e capacità di fare la scelta giusta in campo.

A 29 anni, Chelsea Gary si è anche dimostrata allenatrice in pectore di una squadra WNBA (o NBA?) in futuro. Soprattutto in gara 4, la si è vista durante i timeout e gli huddle parlare con le compagne, disegnare schemi e situazioni alla lavagna e confabulare con coach Hammon come un’assistente allenatrice.

Gray ha fatto di tutto in questi playoffs, compreso mettere assieme la prestazione singola in post-season più efficiente di sempre in attacco, WNBA e NBA comprese. 21.7 punti di media con con il 61.1% al tiro e il 54.4% da tre punti (su 5.7 tentativi a partita), 7 assist, 3.8 rimbalzi, e il 71.9% di effective field goal percentage, ovvero di percentuale effettiva al tiro. Irreale.

Nella squadra che ha avuto due All-WNBA, Kesley Plum e A’ja Wilson, e l’MVP della stagione regolare, Chelsea Gray è risultata alla fine la migliore.

Il titolo WNBA 2022 è il primo nella storia della franchigia, che gioca in Nevada dal 2018 dopo aver lasciato San Antonio, ed è il primo titolo sportivo professionistico per una squadra di una citta, Las Vegas, che sta iniziando ad affacciarsi solo in questi anni e con grande decisione e potere economico al grande sport USA. Il proprietario dei Las Vegas Raider Marc Davis ha acquistato le Aces nel 2021 con l’obiettivo di farne una dinastia in campo, e una squadra “glam” per il prestigio sportivo della città e della WNBA. Lavoro per cui Becky Hammon e giocatrici e star come A’ja Wilson e Kelsey Plum sono state perfette. Per vincere le partite, la donna perfetta per il lavoro è stata soprattutto Chelsea Gray.

Lo scorso anno (con Bill Laimbeer, ndr) non avevamo mai avuto la sensazione di potercela fare. Perdere fu un momento duro da accettare ma ci ha forgiato il carattere. Ci ha preparate per quello che sarebbe arrivato. Las Vegas? Qui c’è l’impegno a tenere questo gruppo assieme, come negli anni passati hanno fatto a Seattle, Minnesota e Phoenix, c’è l’impegno a mantenere un livello di eccellenza. E’ importante che questa organizzazione sappia che cosa occorra per vincere non solo una volta, ma per tanti anni. Noi speriamo di diventarlo“.

Gray, Wilson, Plum, Jackie Young e Dearica Hamby sono sotto contratto con le Aces per almeno altre due stagioni, Becky Hammon al suo primo anno ha lasciato sulla squadra e sulla WNBA il segno che ci si attendeva a livello tecnico e di carisma, dopo gli anni nella NBA agli Spurs. Gli elementi per una squadra imbattibile a lungo ci sono tutti, a Las Vegas.

Durante le Finals contro la difesa fisica e coordinata delle Connecticut Sun, Gray e Hammon hanno dovuto fare aggiustamenti per aggirare la pressione di DeWanna Bonner a tutto campo, i blitz sui pick and roll e i raddoppi. Che da “sorvegliata speciale”, Chelsea Gray sia riuscita comunque a essere la top scorer in gara 4 la dice lunga sulla sua efficacia, così come il 9 su 13 dal campo.

Mi hanno quasi sempre marcata con un difensore più alto“, dice Gray dopo gara 4 “La loro difesa era molto allungata. Per cui gli angoli con cui attaccare le loro guardie dovevano essere diversi, per crearsi spazio per attaccare il canestro. Volevamo sempre in campo tiratrici e spaziature larghe. Da qui il quintetto piccolo con Riquna Williams e l’area libera. In gara 3 ero stata troppo passiva e lo sapevo, soprattutto sui pick and roll. Oggi sono stata più aggressiva“.

Talmente lucida da giocare in attacco nei minuti finali, quando Connecticut si era addirittura portata avanti per 69-67, come “esca” per lasciare spazio a Kelsey Plum e a Riquna Williams che hanno finito per segnare i 3 canestri della staffa per le Aces. “Ci sono momenti della partita in cui non hai la palla in mano, ma puoi comunque dirigere l’attacco o chiamare uno schema, perché vedi il campo da una posizione diversa. Di basket ne ho sempre guardato parecchio, e rivedo le nostre partite tutto il tempo. Sono i dettagli a fare la differenza“.

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