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Eurolega Devotion Most Valuable Player: Sergio Llull

di Riccardo Olivieri
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La redazione di Eurolega Devotion ha scelto il suo MVP. Ad aggiudicarsi l’ambitissimo trofeo è Sergio Llull, davanti a Teodosic e Wanamaker. Il merito dello spagnolo è quello di essere il simbolo del Real Madrid primo in classifica, l’uomo copertina dei successi più importanti.
Tutti conosciamo Llull per i suoi buzzer beater e per la garra che mette sempre in campo. Vi siete mai chiesti da dove derivi tutta la sua energia? Noi sì e lo abbiamo scoperto, quindi ve lo racontiamo.

 

LE ORIGINI

“Sergi” (che fantasia sti spagnoli coi soprannomi…) nasce a Mahon, sull’isola di Minorca, il 15 novembre del 1987. Fin dai primi giorni vive a Es Castelle dove Paco Llull, suo padre, gioca nella squadra locale. Paco racconta sorridendo che sua moglie ha portato il piccolo a vederlo giocare a partire dal quindicesimo giorno di vita. Sergio andava letteralmente trattenuto sugli spalti durante la partita; appena c’era una pausa veniva “liberato” e si precipitava subito alla rincorsa del pallone.
Dopo tanto tempo passato a “giocare” con la squadra di suo padre, arriva finalmente il momento di vedersela con qualcuno della sua taglia. I genitori lo iscrivono allora a “Le Salle Mahon“, squadra della scuola locale, dove però con quelli della sua taglia giocherà pochissimo. Racconta Felipe Pons, il suo primo coach, che Sergi ha sempre giocato con la leva superiore alla propria: anche se non era molto alto, i coach lo volevano per l’elettricità che sapeva mettere in campo.
La partita della svolta nella carriera di Llull arriva prestissimo: è ancora alle medie quando mette a referto 71 punti e 19 assist nella sfida contro la seconda in classifica nel campionato scolastico, il Jovent Alaior. Le immagini della partita rimbalzano per tutta la Spagna, Sergio viene intervistato per la prima volta ed il telefono di Ernest Berenguer, il suo agente, è letteralmente rovente.

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Sergio Llull durante la partita che lo ha fatto conoscere al grande pubblico

LA TERRA FERMA

Arriva una chiamata che affascina particolarmente Sergio: quella del Manresa. Qui infatti ha sede una delle migliori cantere di Spagna, la scelta sembra facile. C’è un solo problema: Manresa è sul continente. Questo significa che Sergi dovrebbe lasciare casa a soli 15 anni per trasferirsi da solo in una città che non conosce. La società si offre di prendersi cura di lui, la famiglia accetta che il figlio segua i suoi sogni: si parte.
Inizialmente si sentiva solo dato che non conosceva nessuno; la convivenza con i compagni Pedro Sanchez e Carlo Fuentes lo ha però aiutato a sbloccarsi e si iniziò a formare un bel gruppo.
Se tra compagni le cose andavano bene, in campo Sergio aveva vita difficile. Era il terzo playmaker della squadra e faceva fatica ad emergere: il coach non contava su di lui.
In molti però iniziarono ad interessarsi a Llull: la sua energia e la sua prestanza fisica erano infatti straordinarie per un ragazzo di quell’età e non passarono inosservate. Pablo Laso si ricorda molto bene di quel ragazzino, lo aveva incontrato quando allenava a Valencia durante un torneo a Maiorca e si era subito reso conto di avere davanti un ragazzo sveglio, appassionato e tenace: un futuro campione. Laso non fu l’unico ad accorgersene però, tante squadre infatti si mossero per averlo finchè una ebbe la meglio: il Real Madrid.

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Sergio Llull

 

ALMA BLANCA

I blancos per avere Llull hanno superato alcune rivali agguerrite come il Barcellona e la diffidenza del ragazzo che, stando a quanto racconta Alberto Herreras, voleva rimanere a Manresa per aumentare i suoi minuti e meritare la maglia di cui è innamorato fin da bambino. Sergi era infatti innamorato del Real di Arlaukas, quello di Herreros e, più recentemente, quello di Felipe Reyes. Llull capisce che quello del Real è un treno che passa una volta nella vita e sale a bordo, velocissimo come sempre: la chiamata arrivò di martedì, il giovedì si stava già allenando con la nuova squadra ed il sabato stava già debuttando a Badalona.

I primi tempi a Madrid non sono stati affatto difficili: tutto l’ambiente lo ha fatto sentire a casa fin da subito, Raul Lopez gli prestava addirittura l’auto della sua ragazza per farlo spostare.

A Sergi piace tutto di Madrid: andare per negozi, visitare i musei, fare una passeggiata nel parco del Retiro. “È nel posto giusto a fare ciò che ama”-dice Paco Llull-“dalla sua pace interiore deriva la sua grande maturità”.

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Sergi con la maglia del Real

 

Per scoprire com’è proseguita la carriera di Sergio Llull dovete aspettare la prossima puntata, non mancate!

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