Clint Capela l’uomo chiave negli schemi degli Houston Rockets

Clint Capela-Capela-Lakers-Difesa Houston Rockets

Clint Capela è salito di nuovo di livello, come tutta Houston ma non solo a livello offensivo. Difesa Houston Rockets pessima? No, la squadra spesso finita al centro delle critiche per la loro scarsa attitudine difensiva, gli Houston Rockets hanno sempre smentito con i fatti tali illazioni, dimostrando sul campo le loro grandi capacità in fase di ripiego e copertura, cosa che tra l’altro stanno facendo anche nella regular season attualmente in corso, dopo un avvio a dir poco in salita.

Lo scorso anno, in cui hanno fatto registrare il miglior record dell’Intera lega e della loro storia, piazzando al primo posto ad Ovest con ben 65 vittorie ed appena 17 sconfitte, i Rockets hanno chiuso la regular season col settimo miglior Defensive Rating della lega, con 105.6 punti concessi a partita, dietro soltanto a Portland Trail Blazers (105.5), Toronto Raptors (105.1), San Antonio Spurs (104.1), Philadelphia Sixers (103) Boston Celtics (103.1) e Utah Jazz (102.9).

Houston, per intenderci, è riuscita a fare meglio di squadre del calibro di Golden State Warriors (106) di Draymond Green, e dei New Orleans Pelicans (107.2) della miglior coppia di lunghi della NBA, le Twin Towers Davis e Cousins (anche se quest’ultimo ha chiuso l’annata sul finire di gennaio, per la rottura del tendine d’Achille riportata proprio contro i Rockets).

La crescita esponenziale di Clint Capela, in questo senso, ha aiutato e non poco una squadra che nelle prime battute della regular season targata 2018-2019 era apparsa in netta difficoltà in fase difensiva, palesando vistose lacune nelle prime gare della stagione, in particolar modo nelle prime sei partite (1-5), subendo ben 116.3 a gara (698 in totale, di cui ben 133 dai Los Angeles Clippers e 131 dai New Orleans Pelicans).

Il centro svizzero non aveva iniziato alla grande la nuova stagione, giustificato però dal fatto che l’intera squadra non si stesse esprimendo sui livelli ai quali ci aveva abituato nelle stagioni precedenti, in particolare in quella scorsa. Dopo che i suoi hanno ritrovato certezze importanti, però, anche Capela è tornato a dare garanzie: il numero 15 dei Razzi, attualmente, viaggia a medie di 16.3 punti, 11.2 rimbalzi, 1.7 assist e 1.7 stoppate in 33,3 minuti per gara (massimi in carriera per punti, rimbalzi, assist e minuti, nonché tiri tentati e segnati sia dal campo che dalla lunetta), tirando col 63%.

Clint Capela: si vola con Mr double-double machine

In quest’avvio di stagione, inoltre, Clint Capela ha già messo a referto dieci doppie doppie in quindici partite, portandosi così a quota 102 doppie doppie in carriera, così ripartite: 15 nel 2015-2016 (in cui trovò maggior minutaggio, passando dai 7,5 minuti a partita per 12 presenze totali nell’annata da rookie ai 19,1 minuti a gara in 77 apparizioni stagionali), 25 nel 2016-2017, sua prima stagione in quintetto dopo la partenza di Dwight Howard e ben 42 nella scorsa stagione, quella della sua effettiva consacrazione nella lega, e, appunto, 10 nell’attuale regular season, in cui sta riscrivendo gran parte dei suoi career-highs.

Queste alcune azioni difensive dello scorso anno:

 

Clint Capela il terzo big degli Houston Rockets

Big Capela, dunque, sta risultando la vera e propria arma in più dei suoi Rockets al fianco di James Harden e Chris Paul, cosa che peraltro si era già rivelato nella scorsa stagione: quest’anno, però, il suo impatto è ancor più evidente, anche se bisogna premettere che appena quindici partite non possono bastare a delineare i passi in avanti compiuti rispetto a un’intera annata.

Quel che è certo, però, è che Clint Capela sia un perno insostituibile per gli schemi D’Antoni e non un semplice schiacciatore e finalizzatore sugli assist di James Harden e Chris Paul, cosa che spesso in molti gli hanno attribuito. Se è vero che il classe ‘94 sia un abile giocatore di pick & roll, soprattutto col Barba, risultando capace di trarre in inganno numerose difese avversarie e di punirle con poderose schiacciate al ferro, è pur vero che il suo lavoro in campo non si limita affatto a quest’aspetto.

Al contrario, la venticinquesima scelta del Draft 2014 è anche un ottimo rim protector, tanto da esibirsi spesso e volentieri in stoppate decisive anche contro avversari apparentemente immarcabili, e sta migliorando costantemente il suo tiro dalla lunetta. Unico aspetto del gioco in cui pecca sensibilmente è il tiro dalla media distanza, il cosiddetto mid range shot, ma a sua discolpa va sottolineato che tale soluzione offensiva sia segnata alla voce “cose da non fare” nel playbook di coach D’Antoni.

Clint Capela, da incognita a stella difensiva ed offensiva?

In una lega che si evolve ed apre a nuove soluzioni anno dopo anno, i centri continuano a dominare il gioco, sviluppando costantemente caratteristiche tecniche e fisiche a dir poco notevoli: in questo senso, Embiid, Drummond, Cousins e Whiteside sono solo alcuni degli esempi ideali. Nel novero dei lunghi migliori della NBA rientra sicuramente anche Clint Capela, il più delle volte sottovalutato e citato raramente nell’ambito di questa speciale classifica.

La scorsa estate, la possibilità che lo svizzero lasciasse Houston sembrava piuttosto concreta quando le trattative tra le parti subirono una brusca frenata, ma alla fine le cose sono andate per il meglio per lui e per i Rockets, con il rinnovo quinquennale da 90 milioni di dollari che ha sancito l’estensione di un rapporto destinato a durare ancora a lungo. Del resto, se è vero che Clint Capela è passato dall’essere una scelta al secondo giro al Draft riserva di Dwight Howard a titolare fisso e tra i migliori nel suo ruolo nell’intera lega, è pur vero che tutto ciò è anche e soprattutto dovuto all’estrema fiducia che i Rockets hanno riposto in lui, tanto da affidargli un posto in quintetto dopo la partenza del sopracitato Howard, senza firmare un altro centro già pronto e più esperto di lui. Reduce da un’annata in cui ha sfiorato la vittoria del premio di Most Improved Player of the Year, piazzandosi secondo alle spalle del solo Victor Oladipo, Capela ha dimostrato di poter fare ancora di meglio, mettendo a tacere in breve tempo le critiche di chi ritiene che abbia un bagaglio tecnico piuttosto limitato. La sua impressionante crescita in termini di apporto alla squadra e personalità in campo e fuori non può passare inosservata: oltre a James Harden e Chris Paul, i Rockets hanno una terza stella per un Big Three da urlo.