Kemba Walker: “Charlotte è la mia città!”.
103 punti in due partite. Secondo il pollo di Trilussa fanno 51.5 di media, in realtà sono 60 nella prima e “solo” 43 nella seconda. In faccia a mister Kyrie Irving, per di più.
Walker sarà free agent in estate, uno dei pezzi più pregiati della classe del 2019, dopo Kevin Durant, Klay Thompson, Kawhi Leonard, ed assieme a Khris Middleton e – in caso di catastrofe in Pennslylvania – Jimmy Butler.
La missione di Kemba è però rimasta la stessa di quando calcò per la prima volta il parquet dell’oggi Spectrum Center di Charlotte, North Carolina: fare degli Hornets (oggi, una volta si chiamavano Bobcats…) una squadra di alto livello NBA.
A ridosso della trade deadline dello scorso febbraio, con la squadra in difficoltà ed indietro nella lotta per un posto ai playoffs della Eastern Conference, il timore di Charlotte di perdere l’ex UConn per nulla durant la free agency fu tale da scomodare Michael Jordan.
MJ rivelò che gli Hornets “avrebbero ascoltato eventuali offerte” per Kemba Walker, senza ovviamente accettare di svendere il proprio All-Star.
In estate, Walker ha confermato la sua volontà di rimanere un Hornet-for-life, nonostante il riportato forte interesse di Brooklyn Nets e New York Knicks per il giocatore, nativo proprio di New York.
E la stessa forza di volontà sta trascinando degli Charlotte Hornets incompleti e gravati da contratti pesantissimi verso l’agognato posto ai playoffs. Dopo 16 partite, Charlotte è 8-8, una vittoria in meno dei Boston Celtics.
Kemba Walker: “Lavoro ogni giorno sul mio gioco, Parker fondamentale”
43 punti, di cui 21 nel solo quarto periodo, 14 su 25 dal campo e 7 su 13 da tre punti, 4 rimbalzi e 5 assist e +17 di plus\minus per abbattere i Boston Celtics. Si dice che dopo la partita abbia addirittura spento le luci e chiuso tutto lui allo Spectrum, tanto fondamentale per gli Hornets è diventato questo Kemba Walker.
Kemba Walker erupts for 43 PTS in the @hornets home win, giving him a total of 103 PTS over his last 2 games (51.5 PPG). #Hornets30 pic.twitter.com/Gzxq83N1uW
— NBA (@NBA) November 20, 2018
Nel post gara, Kemba ha parlato del duro lavoro quotidiano (su Youtube sono tanti i video dei suoi workout) dietro a prestazioni di tale livello, e rinnovato la fiducia nei suoi compagni di squadra:
“103 punti in due partite? Non lo so… sto solo giocando a basket… la fede in Dio mi è di grande aiuto, lavoro duro ogni giorno sul mio gioco, i tiri che segno in partita sono frutto del grande lavoro quotidiano, faccio in modo di farmi trovare pronto per partite e per occasioni del genere. I tiri vanno dentro, ora (ride,ndr). La vittoria di oggi è super-importante (…) coach Borrego ci dice sempre di restare positivi e concentrati, che al momento giusto saprete salire di livello. Oggi è stato così, abbiamo lottato per tutta la partita e meritato la vittoria. Parker e Lamb? Ho bisogno dei miei compagni, le difese cercano di torgliermi il mio gioco e loro devono saper approfittarne. Io ho una grandissima fiducia in loro, so che possono essere decisivi, e voglio che lo sappiano. Tony Parker è entrato nel finale ed ha segnato due tiri fondamentali… cosa volere di più?“
Kemba Walker ha poi confermato il proprio amore e la propria fedeltà a Charlotte ed agli Hornets, come riportato da Rick Bonnell del Charlotte Observer: “Credo che lo sappiano, l’ho già detto altre volte. Il mio modo di stare in campo, come dò tutto in campo per la squadra e per la città, sono la dimostrazione del mio attaccamento“.
Walker, 29 anni, sarà eleggibile in estate per un’estensione contrattuale con Charlotte del valore di 5 anni e 189 milioni di dollari complessivi.
A fine partita contro Boston, il pubblico dello Spectrum Center di Charlotte ha tributato al proprio eroe un inequivocabile coro: MVP, MVP.
“Questa è la mia città! E’ una promessa!” La promessa è sempre quella, fare degli Hornets una squadra di alto livello NBA
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