Dopo una stagione 2017/2018 altalenante, i Brooklyn Nets si affacciano alla nuova stagione con i soliti dubbi degli ultimi anni. Non avendo a disposizione la scelta al draft (passata ai Cavs), i dirigenti bianconeri si sono mossi in free agency cercando di puntellare il roster, creando inoltre per il prossimo anno una voragine a livello di Salary Cap. Tutto passa dalla crescita di D’Angelo Russell, vero punto interrogativo per coach Atkinson: il talento c’è ed è sotto gli occhi di tutti ma anche le lacune non passano inosservate. L’asse play-pivot con Jarrett Allen (altro elemento da tenere d’occhio) potrebbe portare a risultati interessanti proprio se il play ex Lakers riuscirà ad emergere in quella che possiamo già definire la stagione della verità per lui. Che stagione dobbiamo aspettarci dalla franchigia? Cerchiamo di scoprirlo attraverso il manuale Brooklyn Nets 2018/2019.
MANUALE BROOKLYN NETS 2018/2019: L’ANNATA PRECEDENTE
- Record: 28-54
- Piazzamento: seed #12, Eastern Conference
- Offensive Rating: 104.3
- Defensive Rating: 108.5
- Team Leaders: D’Angelo Russell (15.5 PTS), Rondae Hollis-Jefferson (6.8 REB), Spencer Dinwiddie (6.6 AST)
MANUALE BROOKLYN NETS 2018/2019: I MOVIMENTI ESTIVI
Ottima la firma di Ed Davis da Portland, con un contratto annuale da circa 4,5 milioni. Sono arrivati via trade anche l’esperto Jared Dudley e l’eterno incompiuto Kenneth Faried (anche lui in scadenza e in caccia della stagione del rilancio). Sempre dalla free agency sono giunti alla corte di Atkinson, Treveon Graham e Shabazz Napier , mentre è arrivato il rinnovo di Joe Harris. Sul fronte partenze, scaduti i contratti di Dante Cunningham, Jahlil Okafor e Nik Stauskas, la dirigenza si è prodigata per liberare spazio salariale: le trade di Dwight Howard (acquisito e poi rilasciato), Isaiah Whitehead e Darrell Arthur vanno giudicate in questa ottica. Scambiato con Atlanta anche Jeremy Lin. Al draft, avendo perso la scelta numero 8, i Nets hanno preso con la numero 29 Džanan Musa, interessante prospetto del Cedevita di Zagabria (sicuramente ancora acerbo per il livello Nba).
MANUALE BROOKLYN NETS 2018/2019: L’ANALISI
Ipotizziamo il quintetto titolare di questo roster: Russell, Crabbe, Carroll, Hollis-Jefferson e Allen. Quello che possiamo dedurre fin da subito è la carenza di un tiro da 3 costante ed affidabile. Ci possiamo aspettare quindi 2 concetti abbastanza semplici ma efficaci, per quanto riguarda la parte offensiva: il pick and roll e il contropiede. Il pick&roll centrale tra Russell e Allen sarà l’apertura principale degli schemi di Atkinson.
L’intesa tra i due giocatori dovrà essere affinata.
Molto utilizzata anche lo scorso anno una variante con il centro che consegna la palla al piccolo.
Il centro di turno dovrà essere bravo a far girare la palla.
L’altra arma dovrebbe essere il fastbreak, contando sulla giovane età del roster e sull’atletismo dei suoi interpreti.
Recupero palla e contropiede immediato.
Nella metà campo difensiva invece si può contare sulla verticalità del centro, capace di poter aiutare e creare un vero e proprio scudo al canestro:
Il centro dovrà opporsi puntualmente in modo da chiudere la via verso il canestro.
Tutto questo, però, sarà possibile sempre e solo mettendoci voglia e con i piccoli che tengono le penetrazioni degli avversari, spingendoli proprio dove Allen (o Ed Davis) possono essere dei fattori.
Il quintetto riserve dovrebbe essere guidato dalla piacevole sorpresa dello scorso anno: Spencer Dinwiddie. Spesso nella scorsa stagione si è diviso i compiti nel reparto piccoli con Russell, quest’anno potrebbe entrare dal pino. Con lui in campo: Caris LeVert, Joe Harris, Kenneth Faried e Ed Davis. Come per il quintetto titolare, statistiche alla mano, il gioco passerà prevalentemente da un pick&roll centrale data la facilità dei due lunghi di concludere al ferro. Da Faried in particolare ci si aspetta la stagione del rilancio, su tutti e due i lati del campo, perchè solo le stoppate non sono sinonimo di buona difesa. La coppia Dinwiddie-LeVert ha funzionato bene nella scorsa stagione, anche se il giocatore soprannominato Baby Durant, deve crescere nel tiro dall’arco (34.7 % nel tiro da 3 la scorsa stagione) e nel contributo difensivo (111 punti subiti su 100 possessi con lui in campo). In un finale punto a punto ci aspettiamo che coach Atkinson possa rilanciare la lineup con 2 portatori di palla: Dinwiddie e Russell insieme, con Allen totem sotto canestro e la coppia Carroll+Crabbe (o Hollis Jefferson) come Ali. In una analisi sui 100 possessi, questo è il quintetto più equilibrato da un punto di vista offensivo (109.6 OFT) anche se è lacunoso dal punto di vista difensivo (110.6 DFT) A chiudere le rotazioni ci saranno minuti per Quincy Acy e Jared Dudley, anche se come già detto la priorità rimane quella di far crescere il pacchetto giovani. Molto difficile che il coach proponga uno small ball molto accentuato, proprio per la carenza di mani educate oltre l’arco (35.6 % lo scorso anno, 20esimi in Nba) e per le caratteristiche fisiche dei propri interpreti (Allen e Davis su tutti)
CONCLUSIONE
Da questa stagione possiamo aspettarci un pò di tutto da questa squadra. Il roster sembra sempre un cantiere aperto, con la possibilità di mettere sotto contratto qualche big nella prossima free agency. La crescita dei giovani sarà fondamentale e ci si aspetta tantissimo da D’Angelo Russell. In un Est abbastanza povero di talento potrebbero dire la loro se tutto dovesse girare nel verso giusto, ma più obiettivamente ci aspettiamo di vederli anche questa stagione nei bassifondi della classifica.

