Nuova stagione, nuovo progetto, stesse aspettative degli anni precedenti: ecco la Sixers preview 2020/2021. I Philadelphia 76ers continuano a fare fatica nell’uscire dal limbo che li vede esattamente a metà fra una squadra in grado di sferrare l’assalto decisivo al titolo NBA ed una capace di accontentarsi della qualificazione ai playoffs.
Dopo una delle stagioni più strane di sempre e caratterizzata dall’infortunio di Ben Simmons, i Sixers sono chiamati a lasciarsi alle spalle il fallimentare 4-0 rimediato contro i Boston Celtics, e ripartire con grandi cambiamenti.
I movimenti nella off-season

Pur mantenendo intatto il nucleo principale della franchigia, gli ultimi mesi hanno portato ad una vera e propria rivoluzione in casa Sixers, sia sul piano tecnico che dirigenziale. Licenziato Brett Brown, è sbarcato in Pennsylvania coach Doc Rivers, che ha battuto la concorrenza di Mike D’Antoni. Il cambiamento apparentemente più significativo potrebbe però aver riguardato gli uffici della società, grazie all’arrivo di Daryl Morey in qualità di president of basketball operations.
L’ex GM degli Houston Rockets è stato artefice di un mercato a dir poco entusiasmante, in particolar modo durante la notte del draft. Oltre ad aver selezionato Tyrese Maxey, Theo Maledon, Tyler Bey, Isaiah Joe e Paul Reed, Philadelphia è infatti riuscita a liberarsi dell’oneroso contratto di Al Horford, ottenendo dagli Oklahoma City Thunder Danny Green e Terrance Ferguson.
I Sixers hanno inoltre ceduto Josh Richardson e la scelta numero 36 dello scorso draft a Dallas, in cambio di Seth Curry. Altra trade quella con i Detroit Pistons, che ha consentito di ottenere Tony Bradley per Zhaire Smith. La complessa situazione salariale non ha invece garantito una free agency da protagonisti, riuscendo comunque a firmare Dwight Howard, Ryan Broekhoff e Derrick Walton Jr.
Sixers preview 2020/2021: il gioco
Poiché i due migliori giocatori sono dotati di scarso tiro da fuori e grande abilità vicino a canestro, il gioco dei Philadelphia 76ers è destinato a continuare a svilupparsi principalmente per nel pitturato.
Nella scorsa stagione Joel Embiid è stato il leader della lega per punti segnati da situazioni di post, con 9.1 punti di media in 8.3 possessi spalle a canestro a partita, con una distanza abissale sul secondo in classifica (LeMarcus Aldridge a 5.8 possessi).
Per sfruttare al meglio le qualità del centro camerunense e delle penetrazioni di Ben Simmons, è però indispensabile circondare di tiratori le due star, in modo da aprire il campo e creare spazi. Tale aspetto non ha funzionato secondo le aspettative nel 2019/2020, poichè i Sixers si sono piazzati al diciannovesimo posto nella speciale classifica delle triple a bersaglio (11.6, seppur con una buona percentuale del 36.8%). In tal senso possono rivelarsi importanti le acquisizioni di specialisti del calibro di Danny Green, in grado di aprire il campo ed offrire una doppia possibilità a Simmons: penetrare e arrivare al ferro o sfruttare le linee di passaggio createsi per mettere la palla nelle mani di un tiratore.
Ben Simmons potrà compiere le classiche giocate ‘penetra e scarica’.
Un altro aspetto da migliorare nella prossima stagione è rappresentato dall’uso del pick-and-roll, per cui Philadelphia si è costantemente piazzata in coda alle classifiche NBA. Rivers ha già dichiarato di voler sfruttare maggiormente a tal proposito la combinazione Simmons-Embiid. Ciò potrebbe far presagire un ruolo da point-guard per il giocatore australiano, che in caso contrario potrebbe essere affiancato da Shake Milton nel quintetto di partenza. O comunque Simmons è destinato ad essere il regista primario della squadra.
Sarà possibile sfruttare anche la duttilità tattica di Tobias Harris, che proprio sotto la guida di Doc Rivers ha fin qui raggiunto l’apice della sua carriera con 20.9 punti e 7.9 rimbalzi a partita nei Los Angeles Clippers.
Ciò che potrebbe però maggiormente caratterizzare i Sixers sarebbe la realizzazione di un’identità difensiva adeguata all’immenso talento a disposizione nella propria metà campo. Ipotizzando un backcourt titolare costituito da Ben Simmons e Matisse Thybulle, Philadelphia potrebbe vantare un terzetto di esterni difficilmente eguagliabile: i due sopra citati e Danny Green. Ad essi si aggiungono Terrance Ferguson ed il rookie Tyrese Maxey, ma soprattutto l’impenetrabilità dell’area dovuta alla presenza di Embiid e, in uscita dalla panchina, di Dwight Howard. L’energia dell’ex Lakers potrebbe rivelarsi importante su entrambi i lati del campo, come dimostrato dal ruolo predominante avuto nella stagione da titolo dei giallo-viola.
I Sixers dovranno sfurttare l’abilità di proteggere il ferro di Joel Embiid per mettere su un solido sistema difensivo.
Un potenziale fattore: Seth Curry

Se c’è un fattore che più di tutti ha influito sui risultati dei Sixers nelle ultime due stagioni, quello è certamente la mancanza di giocatori con punti nelle mani e abilità nel tiro dalla lunga distanza che sappiano offrire un’alternativa a Simmons, Embiid ed Harris. Non è un caso che Philadelphia abbia dato l’impressione di essere una grande squadra due anni fa, quando cioè poteva vantare un roster profondo e dotato di tiratori come Marco Belinelli, JJ Redick e Ersan Ilyasova.
Da questa riflessione scaturisce la firma di Seth Curry, micidiale nel tiro da tre punti e grandissimo scorer in uscita dalla panchina. Nella scorsa stagione, con la maglia dei Dallas Mavericks, ha realizzato 12.4 punti di media tirando con il 45.2% da tre punti (44.3% in carriera). Statistiche irreali, soprattutto, se rapportate su un contratto di soli 8 milioni di dollari a stagione.
Non sarà di certo una star come suo fratello Steph, ma Seth potrebbe davvero rivelarsi l’arma in più di questa squadra.
Sixers preview 2020/2021: le aspettative stagionali
Quella in procinto di iniziare sembrerebbe l’ennesima stagione avvolta dall’incertezza riguardo ai Philadelphia 76ers. L’obiettivo minimo della franchigia della Pennsylvania sembrerebbe essere il passaggio del primo turno dei playoffs, in una Eastern Conference nella quale la concorrenza aumenterà notevolmente anche a causa della presenza dei Brooklyn Nets al completo.
I Sixers si candidano indubbiamente ad occupare uno dei posti della top 5 nella conference orientale. La speranza è che le idee di Doc Rivers e di Daryl Morey riescano a dare i propri frutti, e cambiare il destino di una squadra dal talento smisurato ma sulla quale aleggiano innumerevoli dubbi.

