Home NBA, National Basketball AssociationNBA Passion AppHo visto il futuro ed indossa il numero 6

Ho visto il futuro ed indossa il numero 6

di Marco Tarantino
Kristaps Porzingis

Ho visto il futuro. E indossa il numero 21

                        Sir Charles Wade Barkley , al termine della prima partita di pre-season di Tim Duncan

Anche io ho visto il futuro, ed indossa il numero 6

Se Duncan dovesse iniziare a segnare anche da tre punti, potremmo andare subito tutti a casa

Avery Johnson, ex-coach Dallas Mavericks

Il futuro che ho visto io, tira anche da 3, alla Nowitzki per intenderci, ed è Lettone, residente a New York, la sua casa è il Madison Square Garden, il suo nome è Kristaps, Kristaps Porzingis.

Kristaps Porzingis

Kristaps Porzingis contro Capela degli Houston Rockets

Come molti cestisti, è nato con la palla fra le mani, padre, madre e fratelli sono tutti cestisti, inizia a 6 anni nelle giovanili del Liepajas, e ci rimane fino a 15 anni, quando, un osservatore, porta i suoi video in Spagna, stuzzicando il Siviglia ad offrirgli un provino. Alto 2.05 m x 71 kg conduce un provino in un Paese completamente diverso dal suo e viene selezionato.

“1,2,3 Hard Work” recitava lo spot del ritorno alla “Q arena” di LeBron, ed è un po’ quel che accade al nostro protagonista, clima più caldo , lingua diversa e, dopo i primi allenamenti, anche la batosta medica: ha un’anemia che causa “fatica, debolezza, fiato corto e difficoltà nell’allenarsi” non è quello che comunemente viene chiamato “kiss of dead” ma non è neanche qualcosa da prendere troppo alla leggera. Passano 2 anni nelle giovanili del Siviglia, guarisce, si ambienta e prende confidenza con lo  spagnolo, è pronto per il secondo salto della sua carriera (che di salti ne conta 5) il 3° anno , all’età di 18 anni.
A 18, dunque, compie i 2 salti fondamentali per un giocatore europeo : debutto in Europa contro lo Spartak San Pietroburgo a gennaio ( Eurocap) ed il primo canestro , sempre contro lo Spartak San Pietroburgo, a febbraio (sempre Eurocup).

Poi arrivano i primi segnali dell’esplosione, secondo anno che comincia con 12 punti, 6 rimbalzi e 4 stoppate contro il Saski Baskonia, per continuare fino al carrer-high contro la squadra più titolata di Spagna (il Real Madrid) di 20 punti , questa stagione infatti gli frutta il primo quintetto dei migliori giovani. Il terzo anno la consacrazione: arrivano le prime doppie-doppie , le prime partite da trascinatore, le prime prestazioni in Eurolega fino alla premio di miglior-giovane dell’eurocup, niente male per chi gioca in una squadra che rischia la retrocessione come il Siviglia.

NEW YORK, NY - JUNE 25: Kristaps Porzingis speaks to the media after being selected fourth overall by the New York Knicks in the First Round of the 2015 NBA Draft at the Barclays Center on June 25, 2015 in the Brooklyn borough of New York City. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. (Photo by Elsa/Getty Images)

NEW YORK, NY – JUNE 25: Kristaps Porzingis speaks to the media after being selected fourth overall by the New York Knicks in the First Round of the 2015 NBA Draft at the Barclays Center on June 25, 2015 in the Brooklyn borough of New York City. Getty-Images

In Estate si dichiara eleggibile per il draft del 2015, e i NY Knicks di Phil Jackson lo scelgono alla quarta scelta assoluta.

FISCHI. Questa è la reazione dei tifosi di New York, tutti si aspettavano Winslow, D’Angelo Russell (accasatosi però ai Lakers), ma il ragazzone sale sul palco e fa la foto di rito con Silver.

La classe di un giovane Dirk spalmata su 2.21 m di dominio difensivo, rimbalzista e stoppatore, dalla mano finissima in attacco, mano che è impossibile non paragonare a quella di Gasol o a quella di Nowitzki…Nella sconfitta con gli Spurs arriva la doppia-doppia dei 13 punti e 14 rimbalzi in 24 minuti, doppia doppia che si ripete, ancora e ancora, e se a questo aggiungiamo la sua assurda capacità nel tap-in (Aldridge è stato uno dei primi a subirne le conseguenze) possiamo constatare che, se Porzingis avesse avuto una squadra dietro (purtroppo a giocar da solo è abituato, anche a Siviglia era 1 vs 5) il  ROY di Towns non sarebbe stato tanto unanime…

“Morto un Re se ne fa un altro” dicevano, e l’anno da Rookie di Porzingis è stato anche l’ultimo di Garnett e Duncan…

Per NBAPassion.com
Emanuele Durante

You may also like

Lascia un commento