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Marc Gasol e Mike Conley, quattro squadre per quattro (possibili) trade

di Michele Gibin
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Marc Gasol e Mike Conley, a chi conviene? Quattro idee per quattro squadre, quattro team con ambizioni diverse e tutti potenziali acquirenti del duo di star dei Memphis Grizzlies.

La ricostruzione in casa Grizzlies è ufficialmente avviata. Marc Gasol (che potrà diventare free agent a fine stagione) e Mike Conley potrebbero partire già a febbraio in caso di offerta adeguata, e come insegnatoci tanti anni fa dalla famosa trade Rasheed Wallace – Detroit Pistons, la trade giusta al momento giusto potrebbe fare da subito della squadra “giusta” una contender con tutte le carte in regola.

Marc Gasol e Mike Conley: Milwaukee Bucks con Gasol per il titolo

 

Rinunciando ad una parte sostanziosa dell’attuale second unit a disposizione di coach Mike Budenholzer, i Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo potrebbero giocare la “carta Rasheed” e piombare sul lungo catalano dei Grizzlies.

Brook Lopez è stato sinora perfetto nel ruolo di “valvola di sfogo” per le penetrazioni di Antetokounmpo. Il lungo ex Brooklyn Nets viaggia in stagione con il 38.3% al tiro da tre punti, su una mole impressionante di tentativi a partita (6.6). Il contratto relativamente ecomomico (3.3 milioni per una stagione) e l’eta di Lopez non sono certo ciò che una squadra come Memphis cercherebbe in cambio di Marc Gasol.

Sacrificando i veterani Ersan Ilyasova e Tony Snell, ed aggiungendo al pacchetto i giovani ed interessanti D.J. Wilson e Sterling Brown (e presumibilmente una scelta futura al primo giro), i Milwaukee Bucks potrebbero arrivare a Gasol, e disporre così di un’alternativa a Lopez, aggiungendo playmaking, difesa accorta ed ulteriore pericolosità dall’arco (35.4% in stagione per Marc Gasol, dato analogo a quello di Ilyasova e leggermente più basso di quello di Brown, ma su una mole maggiore di tentativi). Una carta di valore per puntare già da quest’anno al bersaglio grosso, la Finale NBA.

D.J. Wilson e Sterling Brown, entrambi 23enni, hanno mostrato segnali di crescita incoraggianti in questa stagione. Il prodotto di Michigan Wilson ha sfruttato lo spazio concessogli da coach Budenholzer in uscita dalla panchina, rispondendo con medie da 5.9 punti e 4.6 rimbalzi a gara, con un ottimo 45.4% da dietro l’arco ed una discreta capacità di intimidazione a centro area (1,2 stoppate a gara per 36 minuti).

I nodi da risolvere? Ersan Ilyasova è titolare di un contratto lungo e oneroso (triennale da 21 milioni di dollari siglato nell’estate 2018), che lo renderebbe un “candidato ideale” per una veloce risoluzione contrattuale da parte dei Memphis Grizzlies. I Milwaukee Bucks non disporranno delle prime scelte al draft 2019 e 2021, e la prima scelta sacrificabile per Marc Gasol non sarebbe disponibile per i Grizzlies prima del 2023.

 

Marc Gasol e Mike Conley: Charlotte Hornets con Gasol per i playoffs

Sin da inizio stagione, la parola d’ordine per Kemba Walker e compagni è sempre stata una sola: playoffs. Post-season che a Charlotte manca dal 2016.

Kemba Walker compirà 29 anni il prossimo 8 maggio, e diventerà free agent in estate. La situazione salariale degli Hornets è bloccata dai contratti, lunghi ed onerosi, di Nicolas Batum, Bismack Biyombo e Cody Zeller, giocatori con poco appeal sul mercato.

Il secondo miglior giocatore della squadra è probabilmente l’ex OKC Thunder Jeremy Lamb. L’esplosione del secondo anno per Malik Monk da Kentucky tarda ad arrivare, e forse mai arriverà nonostante il potenziale e la giovanissima età (20 anni). Per gli Charlotte Hornets, arrivare a Marc Gasol significherebbe accrescere le possibilità di una buona posizione di ingresso ai playoffs. Per farlo, il neo-GM Mitch Kupchak dovrebbe rinunciare ad uno (forse ad entrambi) dei due migliori prospetti di cui la squadra dispone: Monk e Miles Bridges da Michigan State, selezionato con la chiamata numero 12 al draft NBA 2018.

La coppia Monk-Bridges potrebbe convincere i Grizzlies ad accogliere il pesante contratto di Bismack Biyombo (ancora 2 anni e 34 milioni di dollari) o Cody Zeller (3 anni e circa 33 miioni di dollari). L’aggiunta di Frank Kaminsky (interessante ma mai sbocciato, e free agent in estate), potrebbe sbloccare la situazione.

Il solo Marc Gasol rappresenterebbe per Charlotte un enorme progresso rispetto all’attuale front-line a disposizione di coach James Borrego. A fine stagione, il 35enne Gasol potrebbe decidere di sfruttare la sua player option sull’ultimo anno di contratto, rimanendo una stagione di più in North Carolina, o decidere di diventare free agent. Per gli Hornets, in ogni caso la prospettiva più simile ad una “win-win situation” oggi possibile.

 

Marc Gasol e Mike Conley: Detroit Pistons con Conley per Blake Griffin

Le squadre NBA si costruiscono in due modi: scegliendo bene al draft ed indovinando il (o i) free agent giusto quando l’occasione si presenta. I Detroit Pistons non hanno fatto nessuna delle due cose.

Gli ultimi draft hanno portato nella Motown giocatori come Stanley Johnson (2015), grande prospetto da Arizona appena tre anni fa ed ora separato in casa, in attesa di accasarsi altrove in estate. il tiratore mancino Luke Kennard da Duke (2017), pescato alla numero 12, si è sinora dimostrato tiratore di stirpe anche a livello NBA, ma poco altro (1.3 assist e 0.9 palle perse a partita in stagione), mentre il pariruolo scelto con la chiamata successiva dagli Utah Jazz… si, lo sappiamo.

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Ve lo avevamo anticipato qualche settimana fa. Gli Utah Jazz battono Cleveland e conquistano la sesta vittoria consecutiva. La crescita della squadra di Snyder coincide con la rinascita di Donovan Mitchell, anche questa notte MVP con 24 punti, 4 assist e un 9-15 dal campo. Nelle 5 gare precedenti: – 31.2 PPG – 6.0 APG – 50% FG% – 40% 3P% (3.2-7.0) Con un Rudy Gobert da doppia-doppia di media e sempre decisivo nella propria metà campo, i Jazz hanno tutte le carte in regola per ripetere lo stesso finale della scorsa RS. Secondo voi, possono pareggiare il 4° posto nella Western Conference del 2017-2018? #nbapassion #nba2k19 #NBApassionapp #NBA #basketball #utah #jazz #saltlakecity #donovanmitchell #rudygobert #spidad #TakeNote

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La free agency? Un solo nome: Reggie Jackson da Colorado, via Oklahoma City Thunder. Dopo quattro scalpitanti stagioni alle spalle di Russell Westbrook nel midwest, la grande occasione di un quinquennale da 80 milioni di dollari con i Detroit Pistons, decisi a fare di “RJ” il braccio armato del giovane Andre Drummond.

Quasi 5 anni e tanti infortuni dopo, Reggie Jackson rappresenta per i Pistons la più classica delle scelte sbagliate. Poco playmaking (4.2 assist in stagione, a fronte di 1.8 palle perse), poco tiro da fuori per rappresentare una minaccia in posizione di shooting guard di fianco all’affidabile veterano Ish Smith. La trade che nel febbraio scorso portò Blake Griffin a Detroit fu più che giustificabile. Aggiungere un All-Star affermato ed ancora giovane (29 anni) per “mettere una pezza” e sperare almeno nei playoffs.

I primi sei mesi in maglia Pistons dell’ex LA Clippers non sono bastati. I Detroit Pistons 2018\19 (21-27) sono tenuti in zona playoffs solo dalla debolezza delle avversarie. Ciò che resta dei migliori anni di carriera di Blake Griifin (per il quale i Pistons hanno “ingoiato” un contratto enorme, aggravata da una “trade kicker” del 15%) sta andando sprecato, l’highlight più bello in stagione di Reggie Jackson rimarrà probabilmente il surreale “video-bombing” con cui l’ex point-guard dei Thunder interrompe la tirata di Griffin su maturità e serietà di squadra, a fine partita.

Mike Conley è il giocatore più antitetico a Jackson che si possa immaginare. Difesa, tiro, esperienza, conoscenza oxfordiana del pick and roll farebbero di Conley il giocatore perfetto per Blake Griffin, abituato ai lob di Chris Paul (non a caso, in assenza Ish Smith, coach Dwane Casey ha affidato per lunghi tratti le chiavi della squadra al vecchio Jose Calderon).

L’arrivo di Mike Conley significherebbe l’automatica partenza di Reggie Jackson. I Pistons potrebbero offire.. di tutto a Memphis, per averlo. Detroit dispone della totalità delle proprie future prime scelte. Luke Kennard può e deve crescere, Lanston Galloway è giocatore d’esperienza ed affidabile, nonostante i limiti. Il contratto di Reggie Jackson è pesante (ancora 2 anni e 25 milioni di dollari) ma – una volta perso Conley – i Grizzlies avranno bisogno di una point-guard di livello (no, Shelvin Mack e Jevon Carter non sono la risposta).

 

Marc Gasol e Mike Conley: Orlando Magic con Conley per trattenere Vucevic

 

Chi è il giocatore franchigia degli Orlando Magic? Mo Bamba? Troppo giovane. Evan Fournier? Buono, ma non buonissimo. Aaron Gordon? Si, ma no. Nikola Vucevic? Si, ma sarà free agent tra pochi mesi.

Vucevic, 28 anni e protagonista di una stagione da All-Star Game, rappresenta ciò che di più vicino esista ad un giocatore franchigia per gli Orlando Magic dai tempi di Dwight Howard. Perdere il montenegrino a luglio significherebbe per Orlando reimbarcarsi in una estenuante ricostruzione fondata sul giovane ed atipico duo Jonathan Isaac-Mo Bamba. Evan Fournier ha 27 anni, un contratto blindato sino al 2021 (player option) ed è già probabilmente all’apice della sua carriera.

Aaron Gordon rimane un costoso mistero. Punti di media giù, assist su (3.4 contro i 2.3 dello scorso anno), tiri liberi tentati a partita: 3.2 (meglio di lui J.J. Redick, Jeremy Lin, Bojan Bogdanovic e DeMarre Carroll). I Magic punteranno ancora su di lui e sul suo contratto (primo anno di un quadriennale “a scendere” da 85 milioni di dollari), nonostante tutto.

La point-guard titolare degli Orlando Magic è oggi l’usato sicuro D.J. Augustin. Elfrid Payton è stato archiviato mesi fa, Jerian Grant è sparito presto dalle carte nautiche di coach Steve Clifford, che nelle ultime uscite gli ha preferito il rookie undrafted da Kentucky Isaiah Briscoe.

Se i Magic vogliono trattenere Vucevic (che a 28 anni è stanco di perdere), dovranno dimostrarlo. Sfruttare gli ultimi due\tre anni di carriera ad alto livello di Mike Conley, e scommettere sulla sua capacità di migliorare i compagni (Aaron Gordon su tutti) potrebbe valere la pena di sacrificare uno tra Bamba e Isaac.

Evan Fournier sarebbe il predestinato a partire assieme ad uno dei due giovani talenti, Jonathon Simmons o D.J. Augustin chiuderebbero il pacchetto da girare a Memphis. Inserire Gordon al posto di Fournier sarebbe probabilmente chiedere troppo, da parte dei Grizzlies.

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