Home NBA, National Basketball AssociationJames HardenJames Harden decisivo anche in una serata non perfetta

James Harden decisivo anche in una serata non perfetta

di Dennis Izzo
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Seconda vittoria consecutiva per gli Houston Rockets, che si impongono per 121-119 sui Toronto Raptors. Nonostante il risultato sembri suggerire che si sia trattato di una gara equilibrata, i padroni di casa non sono mai stati in svantaggio e hanno quasi sempre tenuto gli ospiti a dieci o più punti di distacco. A poco più di un minuto dal termine, però, i canadesi riaprono il match con tre triple consecutive, portandosi a -2 (121-119).

Forti dell’ultimo possesso, i Raptors hanno addirittura la possibilità di portare a casa la vittoria al fotofinish, ma Kawhi Leonard da tre non riesce a centrare nemmeno il canestro: a propiziare l’airball delle MVP delleê Finals 2014 è James Harden, autore di una gran giocata difensiva su uno dei migliori giocatori della lega, peraltro nel momento più delicato dell’incontro.

Accusato spesso e volentieri di non dare particolare importanza alla fase difensiva, il Barba è in realtà un gran difensore e la sua stazza fisica gli consente di rendersi utile in marcatura soprattutto in post, anche contro avversari più grossi di lui. Oltre a ciò, i suoi detrattori ignorano la sua crescita esponenziale degli ultimi anni nella metà campo difensiva, soprattutto in seguito all’arrivo di Mike D’Antoni.

In sostanza, Harden – che entrò nella lega come specialista difensivo e con la maglia degli Oklahoma City Thunder si fece apprezzare tantissimo per il lavoro svolto in difesa – è sì uno dei migliori, se non il migliore, in attacco, ma ciò non significhi che in difesa il suo apporto sia pari a zero, anzi. Il Barba, per dirne una, è attualmente terzo per palle rubate (2.1 a partita), alle spalle della coppia di OKC Westbrook-George (2.4 il primo, 2.3 il secondo).

Un Harden guerriero che ha voglia di vincere

Sono 22 le partite consecutive con 30 o più punti a bersaglio per James Harden, che si batte anche in difesa.

Per intenderci, la star degli Houston Rockets ha più recuperi di specialisti difensivi del calibro di Jimmy Butler (2.0), Kawhi Leonard (1.9), Marcus Smart, Jrue Holiday, Kent Bazemore (1.7), Draymond Green (1.6), Trevor Ariza, P.J. Tucker, Lonzo Ball e John Wall (1.5), nonché lo stesso numero di Chris Paul e Robert Covington (2.1).

Il detentore dell’MVP chiude a quota 35 punti, 2 rimbalzi, 7 assist e una stoppata, pur tirando con appena il 15% (2/13) da dietro l’arco. La sua striscia di gare consecutive con almeno 30 punti a referto, dunque, continua ed è attualmente la quarta più lunga nella storia, alle spalle delle tre fatte registrare da Wilt Chamberlain tra il 1961 e il 1963: rispettivamente 25, 31 e addirittura 65 partite di fila con 30 o più punti. 

Il Barba è dietro al solo Chamberlain anche per ciò che concerne le partite consecutive da miglior marcatore dell’incontro (22 per Harden, che supera Michael Jordan, 40 per The Stilt). Stavolta, però, il numero 13 non deve fare gli straordinari per trascinare i suoi alla vittoria, in quanto ben supportato dai compagni.

A fine partita, infatti, sono cinque i giocatori in doppia cifra tra le file dei Rockets, Harden compreso: 24 punti, 2 rimbalzi, 3 steals e una stoppata per Eric Gordon, doppia doppia da 21 punti, 14 rimbalzi e 2 stoppate col 73% al tiro (8/11) per Kenneth Faried, 18 punti, 3 rimbalzi, 2 assist e 4 palle recuperate col 64% dal campo (7/11) e il 50% da tre (4/8) per P.J. Tucker e 13 punti, 5 rimbalzi, 6 assist, un recupero e una stoppata per Austin Rivers.

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