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NBA: a Disney World le squadre avranno 17 posti a roster, potranno firmare free agent

di Michele Gibin
NBA

La NBA fornisce alcuni dettagli sui tempi previsti per la permanenza nella “bolla” di Orlando dei (tanti) giocatori che si troveranno a partire da metà luglio in isolamento per la ripresa della stagione 2019\20.

Nelle scorse ore, alcuni report avevano parlato di una fazione di giocatori dubbiosi sulle modalità con cui si sarebbero trovati a vivere e giocare a Orlando. La lega tenta così di dare agli atleti numeri ed un orizzonte temporale chiaro.

Delle 22 squadre che si ritroveranno al Walt Disney World Resort di Orlando, 14 saranno già eliminate entro il 53esimo giorno. Le 4 finaliste di conference non si avranno più tardi del 67esimo giorno di permanenza in Florida.

I training campo dovrebbero prendere il via dal 9-11 luglio, e la mini-regular season di 8 partite (i “seeding games”) inizierà il 30 luglio.

Le squadre che saranno escluse dai playoffs lasceranno la “bolla” già entro il 35esimo-40esimo giorno, e finali NBA dovrebbero iniziare il prossimo 30 settembre e l’intera tranche si stagione non dovrebbe durare, nei piani della NBA, più di 82 giorni complessivi.

La NBA vola a Orlando, ecco come saranno i roster delle squadre

La NBA ha concesso alle 22 squadre di portare a 17 il numero di giocatori a roster che voleranno ad Orlando. Prima dell’inizio della stagione, le squadre potranno puntellare i roster mettendo sotto contratto sia i giocatori oggi free agent, ma che hanno avuto un contratto in stagione (come Isaiah Thomas o DeMarcus Cousins, ad esempio), sia quelli inattivi per tutta la stagione come J.R. Smith o Jamal Crawford, ma solo per le squadre che possiedono oggi uno spot libero a roster.

8 squadre, tra cui i Los Angeles Clippers e i Denver Nuggets del nuovo Nikola Jokic, hanno uno spot libero a roster e potranno mettere sotto contratto un nuovo giocatore, che sia attualmente free agent.

I 17 posti varranno per la sola regular season. Per i playoffs i roster saranno ridotti a 15 giocatori, di cui 13 attivi. Durante la post-season, alle squadre sarà concesso di rimpiazzare un giocatore che dovesse risultare positivo al tampone per il coronavirus.

Tra la fine di giugno e inizio luglio, le squadre NBA avranno a disposizione una finestra di mercato di circa una settimana in cui potranno convertire i two-way contract attuali e firmare nuovi giocatori.

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