Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiQuattro giocatori che meritano più minuti

Non è mai facile conquistare un posto in quintetto nella major league del basket mondiale, ma non solo, è ancora estremamente difficile per i ragazzi più giovani, e non, conquistare fiducia e un buon minutaggio anche partendo dalla second unit. Ci sono un gran numero di scommesse su cui puntare, e alle volte gli allenatori si trovano in difficoltà su come distribuire i minuti di gioco. Per assurdo anche giocatori di grande talento sono costretti ad accomodarsi in panchina in base a diversi fattori, tra i quali, il quintetto che si fronteggia, le condizioni fisiche a causa della prolissità della stagione, oppure la concorrenza dei compagni.

Ecco quattro giocatori che meriterebbero sicuramente un minutaggio più elevato di quello concesso loro dai propri allenatori, andiamo a vedere chi sono e i motivi dietro a queste decisioni. Ed infine chiudiamo con un giocatore che a 24 anni si sta conquistando minuti e sta ripagano annulla grande il suo coach.

TYREKE EVANS

Tyreke Evans, un giocatore che ai Memphis Grizzlies meriterebbe più minutaggio.

Tyreke Evans.

Ormai son passati un po’ di anni da quando la quarta scelta assoluta dei Kings ha vinto il titolo di Rookie Of the Year. Il ragazzo sembrava davvero promettente e, anche se non ha inciso fino in fondo, a tratti ha comunque espresso un buon gioco. Infatti negli anni di gioco tra Sacramento e New Orleans ha tenuto una media di 16.2 punti, 4.8 rimbalzi e 5.1 assist a partita. Da quando è arrivato a Memphis, dove aveva già giocato ai tempi del college con ottimi risultati, Evans è partito dalla panchina portando un notevole apporto alla squadra sia in termini di punti che di presenza in campo. In queste prime partite la  shooting guard della Pennsylvania sta tenendo un ottimo ritmo portando all’economia della squadra 18.5 punti, 4.9 rimbalzi e 3.1 assist a partita in soli 27.7 minuti.

Tyreke non è più giovanissimo e forse ha trovato la squadra giusta troppo tardi, ma sembra perfettamente inserito nel sistema di Memphis, e se andrà avanti così chissà che non trovi più spazio, anche in vista di una possibile partecipazione ai playoff.

JONATHON SIMMONS

Jonathon Simmons ha avuto un impatto incredibile nella passato stagione uscendo dalla panchina con i San Antonio Spurs, e nelle poche gare di playoff disputate in quintetto dopo l’infortunio di Kawhi Leonard. La passata stagione è stata sia quella della scoperta, che quella della consacrazione per questo giocatore che non ha mai abbandonato l’idea di diventare una star della pallacanestro. Ha un ottimo gioco offensivo ed è solido difensivamente, inoltre è dotato di grande fisicità e temperamento. Si pensava che con il passaggio ad Orlando avrebbe trovato un posto in quintetto, invece ricopre lo stesso ruolo della scorsa stagione. E’ il giocatore più produttivo a gara in corso per i Magic, viaggia con una media di 15 punti, 3.3 rimbalzi e 2.1 assist a partita tirando col 50 % dal campo. Nonostante ciò, il ragazzo gioca a malapena 25 minuti, sperando con la costanza e il passare del tempo Vogel gli attribuisca il giusto minutaggio.

 

JOEL EMBIID

Joel Embiid.

Joel Embiid è un caso più unico che raro, giovane straordinario sui entrambi i lati del campo e leader dei Philadelphia 76ers. Non si trova in questa lista né per le sue capacità tecniche né tanto meno per la concorrenza dei compagni. L’unica colpa del nativo camerunese è di essere troppo fragile e troppo importante per la sua squadra, per questo motivo è sottoposto ad un minutaggio limitato. The Process ha dovuto saltare per intero la prima stagione dopo il draft a causa di un infortunio e visto il suo enorme talento i vertici dei Sixers hanno deciso di preservarlo con estrema cautela. Il centro non rimane mai in campo per più di 28 minuti a partita, salvo eccezioni. Estendendo il suo minutaggio a 36 minuti, questi sono i numeri che colleziona: 26.4 punti, 13.6 rimbalzi, 4 assist, 1.4 palle rubate e 1.8 stoppate di media a partita, il tutto tirando col 50 % dal campo. Nella gara disputata contro i Los Angeles Lakers, Embiid ha messo a referto 46 punti, 15 rimbalzi, 7 assist e 7 stoppate in 35 minuti di gioco, tirando col 70%. Impressionante.

 

CLINT CAPELA

Un altro giocatore che non ha sicuramente problemi a stare in campo, infatti il centro svizzero è dotato di un grande atletismo e sta diventando un ottimo difensore nel pitturato. Da un paio di stagioni si sta mettendo in mostra e quest’anno sta offrendo il suo contributo alla squadra con 13.3 punti, 11.5 rimbalzi, 1.4 assist e 1.9 stoppate, tirando col 70% dal campo, in soli 25 minuti di gioco.

Il problema di Clint è il tipo di gioco che esprime la sua squadra, in quanto spesso e volentieri i Rockets giocano col quintetto piccolo, limitando l’uso dei lunghi. Il ragazzo è molto giovane, in futuro bisognerà vedere se si adatterà alla scelta di D’Antoni per cercare di conquistare il titolo…

TJ WARREN

TJ  non sta ricevendo il credito che meriterebbe perché è affiancato da compagni quali Devin Booker, considerato la nuova speranza dei Phoenix Suns, Marquese Chriss e  Josh Jackson. Ma nonostante ciò è comunque considerato uno dei giocatori più futuribili nella lega in quanto è capace di grandi cose sui due lati del campo. L’ala piccola draftata dai Suns nel 2014 non è mai stata particolarmente produttivo nel corso della sua carriera, ha tenuto sempre medie piuttosto basse: 11.9 punti, 3.9 rimbalzi e 1 assist a partita.

Quest’anno però sembra aver iniziato la stagione con una marcia in più infatti sta viaggiando a 23.1 punti, 7.4 rimbalzi e 1.4 assist di media tirando col 49% dal campo su 36 minuti di gioco. Negli ultimi anni Phoenix non hai mai avuto un progetto a lungo termine e questo potrebbe avere inciso sulla mentalità dei giocatori, ma con gli ultimi draft la franchigia ha ripreso fiducia, e da quello che si evince anche i giocatori.

o

You may also like

Lascia un commento