Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiAround the Garden “Un Kyrie Irving stellare ancora non basta…”

Around the Garden “Un Kyrie Irving stellare ancora non basta…”

di Nicola Bogani
Irving sui Celtics

Un’altra settimana piena di alti e bassi in casa Boston Celtics che non scacciano i dubbi e le polemiche che circondano la squadra di Stevens in questa prima fase della stagione regolare: Kyrie Irving la nota lieta, ma cosa non va? Scopriamolo insieme.

Le note positive che arrivano da Kyrie Irving,tornato ai suoi livelli migliori e forse oltre,non sono sufficienti a trascinare un gruppo nel quale emergono troppe problematiche irrisolte.
In primis le altre sue stelle che compongono il Roster che faticano a dare il contributo per il quale sono stati firmati.
Horford continua a stentare a trovare la
condizione migliore cosa probabilmente normale vista l’età e gli anni spesi a battagliare nella lega.
Solo in molti quelli che chiedono che a questo punto sia affiancato da Baynes,in quintetto,in modo da sollevarlo da alcuni compiti che ora fatica a fare e che si ripercuotono su tutta la squadra.
Qui entra in gioco Hayward che dopo la buona partita con Toronto nella quale ha messo un 15/5/5 di tutto rispetto è tornato a bucare la partita con i Jazz soffrendo il back to back più di altri come penso sia normale.
Portarlo in uscita dal pino aiuterebbe Brown a ritrovare (forse) il ritmo scomparso (27% da 3) che lo ha mandato in stato confusionale,tanto da sbagliare le cose più semplici (tipo le schiacciate) che fanno parte del suo bagaglio tecnico naturale.
Stesso discorso per Rozier che,riportato in panchina,sembra aver smarrito quasi tutto il suo gioco e continua a tirare con percentuali assurde per il suo talento,33% dalla distanza e 38% dalla media sono statistiche insufficienti per un giocatore che nell’anno del suo contratto cerca un po’ di vetrina e spesso va fuori ritmo in cerca di gloria personale.
In tutto questo marasma i Celtics continuano ad avere la 29ª offense della lega per percentuali che racconta molto delle difficoltà per una squadra che tende a tirare molto e penetrare poco (30ª).
Quasi tutti i giocatori sono ai minimi personali per viaggi al ferro e questo porta la squadra ad avere anche l’ausilio di qualche viaggio dalla lunetta (28ª con 15 liberi a partita) per superare i momenti di difficoltà che la colpiscono.
Irving con le sue performance eccezionali e la difesa,ancora la migliore della lega,non bastano più a coprire tutte queste problematiche che affiorano soprattutto nelle partite ritenute normali.
L’ultima anomalia che fa riscontrare la squadra è infatti il saper cambiare registro quando ritiene che l’avversario sia degno dell’attenzione di tutti. Non si può non notare che,tra le mura amiche del TD i Boston Celtics,hanno infatti battuto Toronto,Philadelphia e Milwaukee e che nelle due sconfitte con Indiana e Toronto,subite in trasferta,abbiamo comunque giocato partite discrete e combattute fino alla fine.
Tutto questo però non basta perché la stagione è lunga e arrivare con un brutto record potrebbe essere un grave handicap per una squadra giovane che ama giocare spinta dal suo pubblico…

Game #14 Boston Celtics vs Chicago Bulls 111-82

Arriva contro i Bulls la vittoria più netta di questa prima parte di stagione.
Tutto secondo previsioni per la squadra di Stevens che dopo aver aggiustato la mira dopo un primo quarto un po’ sofferto,come spesso accade dopo un lungo viaggio,schiaccia sull’acceleratore e con un secondo quarto da 32-11 mette il sigillo su una partita mai veramente stata in discussione.
Nel secondo tempo dopo un altro parziale subito all’inizio panchine svuotate ber dare minuti anche a chi gioca poco.
Della serata restano impressi i 18 punti di Jaylen Brown con un ottimo 8/14 al tiro e 2/4 dalla distanza in una partita nella quale si è rivisto il JB che attacca il ferro con cattiveria per prendere fiducia.
Bene anche Jayson Tatum che mette 14 punti grazie al 4/8 dalla distanza che sottolinea come il ragazzo sembri aver finalmente abbandonato la strada dei long two e delle hero ball che stavano infastidendo l’ambiente.
Turno di riposo invece per Marcus Morris non al meglio dopo il rientro dal viaggio.

 

 

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Easy pickings for Jaylen Brown

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Game #15 Boston Celtics vs Toronto Raptors 123-116 ot

Celtics vestito a festa per l’occasione e i Celtics per la 3ª volta contro una delle rivali designate di Conference non deludono il loro pubblico.
Partita dal sapore di playoff e giocata da entrambe con grande intensità sin dalla prima palla a due.
I Celtics partono meglio e raggiungono anche il +13 (44-31) nel secondo quarto,ma Toronto ribatte colpo su colpo e nel terzo parziale sembra poter mettere le mani sulla partita grazie ad un grandissimo Leonard (31pts,15reb,4ast,3stl) che spinge i suoi sino al +10 (78-68).
Kyrie Irving però non ci sta e con una delle sue migliori prestazioni,da quando veste i colori di Boston,prende per mano i compagni e li trascina prima ad un insperato overtiime e poi alla vittoria finale.
Le cifre parlano chiaro 43 punti con 18/26 dal campo (69%),11 assist,3 palle rubate e addirittura 1 stoppata in 38 minuti di autentico dominio.
Ottime prestazioni anche di Jayson Tatum con 21 punti e Hayward che in 39 minuti mette a segno 15 punti e tante giocate importanti in crunch time.

Game #16 Boston Celtics vs Utah Jazz 86-98

Dopo solo 24 ore la più bella prestazione stagionale i Celtics cadono nelle vecchie abitudini di questa prima parte di stagione.
Disgraziata serata al tiro 5/33 dalla distanza e 11/20 ai liberi descrivono solo in parte la serata nella quale quasi tutti sono incappati.
Ecco così che in una partita in cui Kyrie Irving è solo normale (20 punti con 8/16 al tiro) i C’s cadono malamente davanti al pubblico di casa ancor più nettamente di quanto dica il punteggio finale.
Un frustrato Stevens già a 8 minuti dalla fine mette Kyrie Irving con Theis,Yobusele,Ojeleye e Wanamaker per dare un segnale a tutti quelli che a suo avviso continuano a giocare senza ascoltare le sue direttive.
Le dichiarazioni che arrivano dopo la partita parlano chiaramente di un gruppo che fatica a trovare coesione tra i vari giocatori.

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