Cleveland Cavaliers: buio pesto per la franchigia dell’Ohio?

Cleveland Cavaliers: l’inizio di stagione della franchigia non è stato tra i migliori. Dopo le due sconfitte patite contro i Toronto Raptors e i Minnesota Timberwolves, i Cavalieri speravano di raccogliere la prima vittoria stagionale contro gli Hawks, squadra molto più abbordabile delle precedenti.

Il debutto alla Quicken Loans Arena avrebbe dovuto ridare un barlume di speranza per dei fan abituati, negli ultimi anni, a obiettivi ben più elevati, ma così non è stato. In particolare, Atlanta ha annichilito i Cavs per 133-111, con il rookie Trae Young autore di una prova esemplare da 35 punti.

CLEVELAND CAVALIERS: LE PAROLE DI KEVIN LOVE E TRISTAN THOMPSON

Kevin Love e Tristan Thompson

Sul momento non troppo roseo per la squadra sono intervenuti due veterani, ovvero Kevin Love e Tristan Thompson. Quest’ultimo, in particolare, nel post-partita contro gli Hawks, ha espresso parole non molto rassicuranti:

Oggi abbiamo fatto due passi indietro. Mi sarei aspettato uno sforzo del genere da Toronto, ma non a casa nostra.

Il numero 13 di Cleveland si è soffermato, successivamente, sulla prestazione offerta dalla sua squadra contro una delle franchigie meno accreditate dell’intera Lega.

Con tutto il rispetto per Atlanta, la mentalità di quei ragazzi è di imparare dagli errori, competere per vincere ma con la consapevolezza che ci sarà tanto lavoro da fare. Non è quello che noi vogliamo fare. Io, Kevin, Kyle (Korver), Hill, Swish (J.R. Smith), vogliamo gareggiare perché siamo abituati a vincere. Stasera non c’era nulla di tutto questo.

Dal canto suo, anche Kevin Love si è mostrato molto irritato sia dal modo in cui Atlanta ha recuperato il divario creatosi nel primo quarto e sia dall’aver concesso al team della Georgia due periodi da almeno 40 punti.

Gli ultimi 3 quarti sono stati molto allarmanti. Nel nostro debutto casalingo prevedevamo di giocare molto meglio. Non so se il termine “allarmante” sia adatto, ma credo che suona molto bene per descrivere il nostro periodo.

Il lungo dei Cavaliers ha poi continuato ribadendo la sua preoccupazione per l’atteggiamento mostrato da tutta la squadra.

Il nostro livello di sforzo non era all’altezza, non era per niente buono. Non abbiamo difeso sul tiro da 3 punti, gli abbiamo concesso tiri facili. Stavano soltanto sparando senza infilarci in area. Noi non abbiamo mostrato una difesa aggressiva.

La situazione, dunque, non è la tra le più rosee per l’ex team di LeBron James. La strada per mostrarsi ancora competitivi è lunga e quanto mai tortuosa. La prossima sfida contro Brooklyn, in tal senso, potrebbe rappresentare uno spartiacque e dare la svolta di questo inizio di stagione molto deludente. Ma l’impressione è che ciò non accadrà, qualora i Cavaliers manterranno ancora lo standard dei 130 punti concessi in difesa.