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Nuggets, Jokic ed una difesa che non decolla

di Gianluigi Ambrosiano
Denver Nuggets Jokic e Millsap

Abbiamo visto nella prima parte della nostra analisi sui Denver Nuggets, come negli ultimi 2 anni  Jokic ha avuto una crescita esponenziale dal punto di vista offensivo, diventando il vero e proprio play della squadra, il cosiddetto “point center”, dal punto di vista difensivo le cose non sono andate propriamente allo stesso modo.

Anche per questo, in estate i Nuggets avevano aperto il portafogli per portare in Colorado Paul Millsap, che dopo essere stato fuori per più di 3 mesi, deve essere bravo a reinserirsi nei meccanismi di gioco ed a alzare l’intensità difensiva della squadra per avere qualche chance di andare ai playoff.

L’attacco dei Nuggets: Jokic al potere

Dal punto di vista offensivo non ci sono grandi problemi. I Nuggets hanno il sesto attacco di lega con un offensive rating di 108,6 punti per 100 possessi. Un gioco corale, fatto di tagli senza palla, e di ricerca del compagno libero, come dimostra il 61% di canestri realizzati grazie ad un assist. Gioco magistralmente diretto da Nikola Jokic, che seppur non ancora continuo dal punto di vista realizzativo, è il vero creatore di gioco dei Nuggets, che sia in post, o al di fuori della linea dei 3 punti.

Anche se il play in Colorado lo avrebbero trovato in Jamal Murray, convincente a tal punto in questa stagione da anticipare il benservito a Mudiay spedito a New York. Il canadese al secondo anno ha fatto passi avanti clamorosi in tutte le varie sfaccettature del gioco. Segna di più ( da 9.9 a 16 punti di media), tira di più e meglio ( dal 40% con 9 tiri, al 46% con quasi 13 tiri a partita), cerca maggiormente il rimbalzo, ed è migliorato anche come creatore di gioco pur non risentendone troppo in termini di palle perse. E Jokic, dopo Harris, ha trovato un nuovo compagno per gli highlights su youtube.

Gary Harris resta uno degli esterni più produttivi e sottovalutati delle lega. 17,8 punti di media con il 48% dal campo, a cui aggiunge difesa e mani veloci che gli fruttano quasi 2 partite rubate a partita. La diciannovesima scelta del draft 2014, dopo un primo anno di ambientamento nella lega, ha avuto una crescita costante, diventando una minaccia anche da oltre l’arco, dove quest’anno trasforma 2,4 triple a partita con il 40%. La sua innata capacita di muoversi senza palla e tagliare la difesa avversaria si sono poi sposati alla perfezione con la visuale periferica del Joker Jokic, che  proprio in Harris ha il destinatario preferito dei suoi assist.

Giovani, forti, e con un range di tiro quasi illimitato, il backcourt Harris-Murray si candida come vero erede degli splash brothers che hanno casa nella baia, con uno Jokic in più a emozionare il pubblico nel caso ce ne fosse bisogno.

Difesa: Abbiamo un problema

Se nella metà campo offensiva i Nuggets sono una delle squadre più efficienti e divertenti della lega, i problemi sorgono quando la palla è in mano agli avversari. Ad inizio stagione, l’arrivo di Paul Millsapp, ottimo difensore individuale, era stato fondamentale per ridare una identità difensiva in Colorado. Ma dall’infortunio dell’ex Hawks, e con lo spostamento di Barton in quintetto, i Nuggets sono crollati fino a diventare la ventiseiesima difesa di lega per defensive rating.

La assenza di specialisti del ruolo in quintetto, unita ad una maggiore propensione ad attaccare rende cosi la squadra una delle peggiori difese in circolazione. Le cifre dimostrano ampiamente quanto l’impegno sia spesso e volentieri sotto la media. I Nuggets sono ventinovesimi per punti subiti da turnover, ed hanno grossi problemi a proteggere il pitturato, come dimostrano i 47 punti subiti di media in area che fanno di Denver la venticinquesima difesa. Privi di grandi difensori sul perimetro, e con Jokic a proteggere il ferro, la difesa di Denver è più simile ad un colabrodo che altro. Il centro serbo, assoluto mattatore in attacco, quando c’è da difendere si concede notevoli pause. Lento sui cambi, ed indolente quando c’è da andare a contrastare i lunghi avversari, con lui in campo il pitturato dei Nuggets è tutto fuorchè inaccessibile.

Potrebbe non bastare il ritorno di Paul Millsap per rimettere a posto la fase difensiva, e con sole 17 partite al termine della stagione il tempo per correre ai ripari inizia a diventare davvero poco.

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