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Los Angeles Lakers preview 2020/2021: il repeat, una missione tutt’altro che impossibile

di Olivio Daniele Maggio
Lakers preview 2020/2021

Una delle classiche frasi che sentiamo utilizzare spesso in ambito sportivo è “vincere è difficile, ripetersi lo è ancora di più”La strada che porta alla vittoria di un titolo è impervia, ricca di ostacoli: una volta arrivati alla meta non ci si vuol muovere da lì, sapendo che verranno dei nemici all’assalto del tesoro conquistato. E che bisognerà lottare fino in fondo per tenerselo stretto.  Più o meno quello che i Los Angeles Lakers dovranno fare nella stagione ormai alle porte, come andremo ad analizzare nella preview 2020/2021.

I giallo-viola hanno chiuso la rocambolesca stagione 2019/2020 da vincitori del Larry O’Brien Trophy, contro dei mai domi Miami Heat. Il diciassettesimo anello è stato un traguardo storico, ma ora l’obiettivo è quello di divenire la franchigia più titolata della NBA mettendo a segno il repeat. Una missione (come già detto) difficile, ma non impossibile. Anzi, tutt’altro. Soprattutto se si ha la fortuna di fare affidamento su due signori chiamati LeBron James ed Anthony Davis

I movimenti nella off-season

montrezl harrell lakers

Montrezl Harrell.

L’obiettivo era quello di coprire le lacune che il roster aveva lo scorso anno, come ad esempio quella relativa alla lunghezza della panchina e alla presenza in rotazione di uno scorer affidabile oltre le due star. Tramite la trade con gli Oklahoma City Thunder è arrivato Dennis Schroder, in cambio di Danny Green e la scelta numero 28 del Draft 2020, mentre a sostituire Green ci ha pensato la firma di Wesley Matthews (annuale). Il vero colpo di scena però è stato l’approdo del Sesto Uomo dell’anno in carica Montrezl Harrell, strappato ai cugini Clippers facendogli firmare un biennale da 19 milioni di dollari complessivi (player option inclusa). Marc Gasol (biennale da 5.3 milioni) rimpolperà il pacchetto centri. Importanti le conferme di Kentavious Caldwell-Pope, che ha siglato un contratto triennale da 40 milioni di dollari, e di Markieff Morris, rimasto a roster con un accordo annuale. Trattenuto anche Quinn Cook, inizialmente tagliato. Invece Kostas Antetokounmpo è stato rifirmato grazie ad un two-way contract.

Oltre a Danny Green hanno lasciato Los Angeles Rajon RondoDwight Howard (che su Twitter aveva annunciato la sua permanenza ai Lakers salvo poi cancellarlo e firmare ai Sixers) e JaVale McGee, spedito ai Cleveland Cavaliers per creare lo spazio necessario alla firma di Marc Gasol. Dall’Ohio sono giunti Jordan Bell (che è stato tagliato) e Alfonzo McKinnie, che per ora vestirà la canotta gialloviola.

Allo stesso tempo però la franchigia ha poggiato le basi sulla futura competitività della franchigia. Infatti LeBron James resterà almeno fino al 2023 nella Città degli Angeli, grazie all’estensione contrattuale di due anni da 85 milioni di dollari complessivi, a cui è seguito l’accordo per il rinnovo di Anthony Davis: il nuovo contratto del lungo prevede 190 milioni di dollari per i prossimi 5 anni. I Lakers dunque potranno contare sulle due superstar e puntare al titolo minimo per le prossime 3 stagioni.

Lakers preview 2020/2021: il gioco

La chiave di volta del collettivo Lakers nella passata annata è stato senza dubbio la difesa, eretta con maestria da coach Frank Vogel che ne ha costruito le fondamenta durante la regular season ( defensive rating di 106.1, meglio avevano fatto solo Milwaukee Bucks e Toronto Raptors) per poi utilizzare il potenziale a disposizione nei playoffs. Presumibilmente sarà un punto di partenza anche stavolta: il compito dei giocatori sarà quello di occupare l’area in modo da evitare penetrazioni troppo semplici e proteggere così il ferro. In tal senso importante è la figura del rim protector, che dovrà essere pronto ad assorbire i contatti sotto le plance, un ruolo che ben si adatta a Davis, che però in molte circostanze sarà utile in alcune situazioni di single coverage

Vogel pretende aiuti puntuali sulle penetrazioni e un sistema coordinato di rotazione, affinché si possa intercettare il pallone e andare a compiere close-out sui tiratori. Gli esterni invece, saranno chiamati a pressare in maniera aggressiva i rispettivi pariruolo. Riguardo la difesa sui pick and roll i Lakers dovrebbero optare per il contenimento per costringere gli avversari a prendere conclusioni difficili.

Dalla difesa… all’attacco. Nella scorsa stagione i Lakers hanno fatto spesso uso della transizione veloce dopo un istantaneo recupero del pallone, soprattutto in post-season dove sono riusciti a segnare 22.2 punti di media in tale situazione. Scenario che potrebbe prendere corpo quando AD giocherà da 5 o quando Harrell sarà presente in quintetto. Del resto la priorità dei californiani è quella di fare incetta di punti nel pitturato, come accaduto nel 2019/2020 (52.8 punti di media, dietro solo ai Memphis Grizzlies): perciò a difesa schierata si dovrebbe ricorrere spesso al pick and roll per permettere la creazione di mismatch che possono essere sfruttati per attaccare il ferro. In primis LeBron James, capace di andare a segno con facilità in quella di circostanza ma anche di scaricare all’occorrenza il pallone sul perimetro innescando i tiratori. Punto focale dell’attacco sarà ovviamente Davis, che nella restricted area è inarrestabile, a testimonianza del 73.5% dal campo ottenuto lo scorso anno. Per lui saranno chiamati giochi in post e non solo, visto che specialmente ai playoffs ha dimostrato di saper aprire pure il campo: sono 23 su 60 i tentativi realizzati da Davis, col 38.3% dal campo.

I Lakers dovranno cercare di essere più costanti per quel che concerne il tiro da tre. Nel 2019/2020 i californiani sono risultati ventunesimi nella graduatoria, col 34.9% maturato grazie ad 11 triple insaccate su circa 31 a partita. Il miglior tiratore è stato Caldwell-Pope (38.5%), chiamato a riconfermarsi; le abilità al tiro di Matthews, così anche quelle di Gasol possono rendere le spaziature offensive dei Lakers più pulite; di conseguenza potrebbero aprirsi facilmente i varchi per le penetrazioni in area, senza intasarla  come accaduto in precedenza. Una manovra più ariosa e meno stantia è quello che serve in modo da poter attaccare la difesa schierata scorrevolmente, invece di ricorrere troppo agli isolamenti.

La second unit potrebbe essere l’arma in più a disposizione di Vogel. Energia e punti sono qualità che Harrell e Schroder sono in grado di portare a partita in corso (anche se il tedesco ha dichiarato che gli piacerebbe partire titolare). Entrambi vengono da un’annata dove, uscendo dalla panca, hanno totalizzato 18.6 e 18.9 punti di media. L’ex Clippers è uno dei migliori rollanti della lega grazie alla sua capacità di concludere nel pitturato o agendo inoltre da tagliante; la point-guard invece sarà molto utile nella gestione delle operazioni quando LeBron siederà in panchina. La composizione del roster potrà permettere a Vogel di mischiare le carte a proprio piacimento, schierando quintetti diversi a seconda delle esigenze. Dalla formazione col doppio lungo, ad un quintetto small con tre esterni (Matthews, KCP e l’onesto Alex Caruso, sempre pronto a sbattersi in difesa), ad esempio.

Da seguire le situazioni legate a Kyle Kuzma e Talen Horton-Tucker. L’ala nativa di Flint ai playoffs ha mostrato dei limiti su entrambe le metà campo: incostante nella fase realizzativa, poco attento e molle in difesa. A breve per lui inizierà il contract year, coi Lakers che valuteranno il da farsi su un’eventuale estensione contrattuale o una separazione.  Ci si aspettano dei miglioramenti, soprattutto riguardo le conclusioni in catch and shoot e alcune letture. Horton-Tucker invece, vista la stagione compressa, potrebbe avere qualche chance di entrare in rotazione. Il suo impatto fisico e la sua attitudine difensiva potrebbero venire utili a Vogel.

Un potenziale fattore: Marc Gasol

Lakers preview 2020/2021

Marc Gasol.

Non sarà il Gasol degli anni d’oro certo, ma l’innesto del centro spagnolo potrà a suo modo dare una mano ai Lakers.  Il classe 1985, grazie alla sua capacità di tirare dal perimetro (col 38.5% da tre, 1.3 tentativi su 3.4), sarà utile per migliorare le spaziature e rendere di conseguenza più fluida la manovra offensiva. Gasol è un passatore intelligente e sa leggere i movimenti dei compagni, cosa che aiuterà i Lakers ad evitare che la costruzione del possesso sia troppo stagnante e prevedivile. Nell’ultima stagione ai Toronto Raptors Gasol ha eseguito 43.6 passaggi di media a partita, spesso restando sulla punta ad analizzare la situazione o servendo suggerimenti dal gomito.

Il nativo di Barcellona  potrebbe essere impiegato una ventina di minuti a partita durante la RS, per poi sfruttarlo nei momenti chiave della post-season, dove la sua esperienza può essere utile. In difesa potrebbe soffrire avversari più atletici e guizzanti rispetto a lui, tuttavia il suo senso della posizione e le sue letture in aiuto sono peculiarità che al sistema di Vogel possono far bene.

Lakers 2020/2021 preview: le aspettative stagionali

Senza giri di parole, possiamo dire che i Lakers sono i favoriti per la conquista al titolo 2020/2021. L’aver rafforzato in maniera significativa il roster attorno al centro di gravità rappresentato dal duo LeBron-AD mette i losangelini in una situazione di netto vantaggio: soprattutto, i ricambi a disposizione potranno permettere al Re di gestirsi al meglio durante la regular season in modo da essere fresco per i playoffs, dove i campioni in carica si aspettano di arrivare fino in fondo. Una cosa non da poco.

Di sicuro Vogel dovrà sfruttare la regular season per inserire i nuovi tasselli nello scacchiere tattico e cercare di risaltare le loro rispettive qualità. Fare gruppo, metterci spirito di sacrificio: la chimica e lo spirito di squadra che hanno preso corpo lo scorso anno sono state componenti decisive per arrivare a mettere le mani sul Larry O’Brien Trophy. Uno scenario che potrebbe ripertersi anche quest’anno: se rimarranno compatti e non ci saranno contrattempi, i Lakers hanno molte possibilità di compiere il repeat. Una missione tutt’altro che impossibile.

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