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La metamorfosi di Ingram: “Sono pronto, è il mio momento”

Brandon Ingram si esprime sul percorso di crescita che ha segnato i suoi primi anni nella Lega.

La metamorfosi di Ingram: lo sviluppo di Tiny Dog è indubbiamente uno degli aspetti più intriganti ed attesi della stagione gialloviola.

All’interno di un lungo articolo dedicato al terzo anno dei Los Angeles Lakers, Mirin Fader di Bleacher Report ha riportato alcune dichiarazioni di Brandon Ingram, molte delle quali focalizzate sulla propria crescita ed il riconoscimento di non essersi ancora espresso al meglio:

Nei due anni in cui sono stato nella Lega, non penso di aver giocato al massimo delle mie capacità.

La Fader, oltre alla parole, riporta anche il tono e lo stato d’animo del terzo anno, utilizzando un efficace metafora paragonandolo ad una farfalla nel mezzo di una metamorfosi

Non credo di essere mai stato veramente a mio agio sul parquet.

…che lo sta portando dal non sentirsi all’altezza delle aspettative al poter dimostrare quello che crede sia il suo valore:

Anche solo per me stesso, sentirmi adeguato e mostrare le mie abilità.

Rispondere alle attese degli altri ma soprattutto di se stesso ha caratterizzato tutta la carriera del #14, come riconosciuto sia dal coach dei tempi di Duke Mike Krzyzewski:

Penso che Brandon aspiri ad essere perfetto. È molto critico con se stesso.

…e della high school Perry Tyndall:

È riflessivo. Si è sempre interrogato sul come poter cambiare, migliorare e di cosa necessitasse. È molto responsabile.

La metamorfosi di Ingram, il difficile inizio

Il neo Slenderman torna sulle difficoltà avute nell’anno da rookie, con le prestazioni non sempre all’altezza delle aspettativa di media e fan:

Ho vissuto momento ed esperienze peggiori di quelli.

…minimizzandole rispetto alle difficoltà della vita extra basket:

Sul serio. Non riuscirei a contare quanti ragazzi, miei amici, che sono morti prima dei 17 anni oppure sono il galera.

La metamorfosi di Ingram prosegue anche attraverso la consapevolezza dei propri limiti ed il riconoscimento dei propri errori:

Ho cercato di dimostrare troppo a me stesso. L’ho fatto così male che è sembrato persino brutto, come se stessi esagerando o forzando.

È la stagione dell’esplosione? Tutti se lo chiedono, tanti – tra cui LeBron James, la cui presenza potrebbe alleggerire la pressione sullo young core lacustre – se l’aspettano. Brandon continua a lavorare sodo:

L’unica voce nella testa che sento è la mia. Del tipo “Devi farlo bene”. Ogni giorno cerco di essere sovra-umano in qualunque cosa faccia. Mi sento pronto ora.

Pronto per…

Mi sento come se fosse il mio momento. Anche se dire questo mi fa sentire arrogante. Per questo provo a rimanere umile. Ma nella mia testa… Penso cosa mi fa andare avanti…

…stupire la Lega:

So che ho intenzione di ucciderti.

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