Manuale San Antonio Spurs 2018/2019: the end of an era

Manuale San Antonio Spurs.

Manuale San Antonio Spurs 2018/2019: the end of an era

C’erano una volta un caraibico, un argentino e un francese, che in un decennio ricco di titoli e successi rivoluzionarono il mondo della pallacanestro. Di quel formidabile trio oggi non ne è rimasto che un dolce ricordo: Tim Duncan e Manu Ginobili hanno appeso le scarpe al chiodo mentre Tony Parker si è accasato agli Charlotte Hornets. Anche Kawhi Leonard se ne è andato, dopo una serie di querelle con la dirigenza neroargento. Da paladino indiscusso a traditore della patria, il passo può essere piuttosto breve. È rimasto invece Gregg Popovich, l’ultimo baluardo della dinastia più lungimirante e allo stesso tempo vincente del nuovo millennio. È la fine di un era e di una franchigia che è prossima ricostruire da zero. Ecco a voi il Manuale San Antonio Spurs, edizione 2018/2019.

MANUALE SAN ANTONIO SPURS: L’ANNATA PRECEDENTE

  • Record: 47-35, settimo posto nella Western Conference
  • Piazzamento finale: primo turno playoff (sconfitta per 4-1, vs Golden State Warriors)
  • Offensive Rating: 105.5
  • Defensive rating: 102.4
  • Team Leader: LaMarcus Aldridge (23.1 PTS), LaMarcus Aldridge (8.5 REB), Tony Parker (3.5 AST).

MANUALE SAN ANTONIO SPURS: I MOVIMENTI ESTIVI

Marco Belinelli è tornato a San Antonio.

È stata un’estate rovente per i San Antonio Spurs e non nel senso positivo del termine. La colpa è stata di Kawhi Leonard che a giugno, come un fulmine a ciel sereno, ha chiesto di essere ceduto ai Los Angeles Lakers. Ma le richieste eccessive degli Spurs (Lonzo Ball, Brandon Ingram e Kyle Kuzma) hanno convinto Magic Johnson a bloccare le trattative e a posticipare, forse, l’arrivo di The Glaw per la prossima stagione. Si sono cosi fatti sotto i Cavaliers, i Sixers e infine i Raptors, che alla fine hanno avuto la meglio sulle concorrenti: via DeMar DeRozan e Jakob Pöltl, dentro Kawhi Leonard e Danny Green (altro scudiero di Pop). La scelta di puntare su DeRozan testimonia la volontà di rimandare una rebulding inevitabile e puntare ancora una volta alla postseason. Un obiettivo difficile ma non impossibile. Per il resto, Kyle Anderson, giovane di belle speranze, è volato a Memphis mentre Quincy Pondexter e Dante Cunningham hanno fatto il percorso inverso. Il ritorno di Marco Belinelli potrà rivelarsi prezioso, ma difficilmente sposterà gli equilibri, cosi come la conferma di Rudy Gay che ha rinnovato per un’altra stagione, probabilmente l’ultima in Texas. Gli Spurs hanno anche aggiunto il rookie Lonnie Walker IV, un prospetto interessante che sotto l’attenta guida di Pop avrà modo di ritagliarsi il suo spazio nella lega. Peccato per l’infortunio occorso nelle ultime ore a Dejounte Murray: il nativo di Seattle ha rimediato una rottura del crociato anteriore che con ogni probabilità lo terrà ai box per tutta la stagione. Un problema non da poco per gli Spurs, visto e considerato che ora l’unico play presente a roster è Patty Mills (30 anni compiuti ad agosto). Trade in vista?. Un probabile starting five per la stagione ventura potrebbe essere il seguente: Patty Mills, DeMar DeRozan, Rudy Gay, LaMarcus Aldridge e Pau Gasol.

 

MANUALE SAN ANTONIO SPURS: L’ANALISI

Gregg Popovich è uno dei migliori coach della lega e, malgrado i suoi maggiori scudieri siano partiti, anche quest’anno non muterà il suo sistema di gioco. Gli Spurs tendono a muoversi molto senza palla, smarcarsi attraverso una fitta serie di blocchi e sfruttare tutti i 24 secondi per crearsi la miglior conclusione possibile. Anche se non mancano episodi di isolamento (soprattutto con Aldridge spalle a canestro), la coralità è la principale caratteristica di questa squadra. in questo senso l’innesto di DeMar DeRozan potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio: l’ex Raptors aumenterà la produzione offensiva ma al tempo stesso, vista la sua attitudine a tenere la palla in mano, potrebbe anche rallentare i meccanismi della squadra.

Difficilmente DeRozan potrà permettersi tiri del genere a San Antonio.

Nelle situazioni di pick and roll, il play di turno predilige il lob per il rollante, mentre nel pick and pop  LaMarcus Aldridge o Pau Gasol, dopo aver portato il blocco, si aprono per il tiro da fuori. Soluzione, quest’ultima, che si è rivelata molto efficiente nella passata stagione (lo spagnolo ha infatti chiuso con il 40% da oltre l’arco).

Gasol, dopo aver bloccato, riceve da Ginobili per il tiro da tre punti.

Per quanto concerne la difesa invece, basta ribadire che gli Spurs hanno la quarta miglior efficienza difensiva della lega, alle spalle dei Boston Celtics, Golden State Warriors e Philadelphia 76ers. La retroguardia texana è solita difendere a tutto campo e pressare il portatore di palla avversario. Il roster di Pop conta molti validi elementi difensivi, temibili stoppatori e abili nell’anticipo. Durante la fase del pick and roll usano la soluzione contenimento: il giocatore bloccato tenta di spezzare il blocco per inseguire il portatore di palla, al contrario il difensore del rollante si stacca dal suo avversario per contenere il portatore in attesa del rientro del compagno. Un metodo piuttosto stancante ma che, se ben fatto, mette in difficoltà qualsiasi avversario. Il segreto di questa squadra risiede nella mentalità e quella, a differenza di Leonard, non potrà mai essere scambiata.

Contenimento.

CONCLUSIONE

L’obiettivo della prossima stagione sono i playoff, come da 20 anni a questa parte. Stavolta però non sarà facile, visto il pessimo mercato condotto in estate e il contemporaneo rafforzamento delle altre contendenti. Ad oggi infatti squadre come Warriors, Rockets, Thunder, Lakers o Jazz sono superiori alla franchigia texana. Probabile che lotteranno per gli ultimi posti disponibili fino alla fine della regular season. La solita magia Spurs potrebbe verificarsi anche a questo giro, ma sicuramente i fattori intrinsechi non sono dalla loro parte. Un’ultima grande stagione prima del passaggio del testimone.

Daniele Guadagno
dany20991@gmail.com

Daniele Guadagno, redattore per NBAPassion.com

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