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Belinelli a Philadelphia, i motivi della scelta tra tante pretendenti

La fila per averlo era lunghissima, ma l'italiano ha motivazioni precise

Non è più una notizia il trasferimento di Marco Belinelli a Philadelphia. Il 31enne di San Giovanni in Persiceto ha deciso di indossare la casacca dei 76ers dopo aver risolto il proprio contratto che lo legava agli Atlanta Hawks. E lo ha fatto dopo aver vagliato importanti alternative, che in un primo momento avrebbero potuto far gola a molti. Ma Marco è un veterano e sa che l’NBA è fatta di ingranaggi, che devono girare bene per sé e la franchigia per i cui successi si scende in campo.

Tante le alternative, Belinelli a Philadelphia perché he trusts the process

Undici anni di carriera nei quali ha girato gli Stati Uniti, un giorno con una maglia, quello dopo con un’altra, non sempre circondato da serenità e buon gioco. Per Marco Belinelli a Philadelphia si apre l’ennesima porta su una nuova realtà della NBA, quella di Joel Embiid e Ben Simmons. Intervistato da Jessica Camerato di NBC Sports, la risposta del Beli sul perché i Sixers è stata un prevedibile “Because I trust the process”; poi però il giocatore ha anche argomentato:

Penso di esser stato fortunato a poter guardare un paio di gare di altre squadre, tra cui Philly. I ragazzi giocano proprio bene, insieme, in attacco e in difesa. Queste cose contano davvero per me. Ho l’opportunità di aiutare questa squadra, per essere in corsa per i playoff. Penso che sarà positivo per me, quindi sono davvero felice e pronto a giocare.

Motivazioni che valgono anche di più se si pensa che Marco, secondo la Camerato, dopo il buyout con gli Hawks avrebbe avuto davvero l’imbarazzo della scelta: Oklahoma City Thunder, Portland Trail Blazers, Toronto Raptors e Milwaukee Bucks sarebbero state le franchigie ad esprimere interessi nei confronti del franco tiratore bolognese.

Ai Sixers per riempire dalla panchina un vuoto di esperienza

Belinelli a Philadelphia trova una squadra già abbastanza rodata, con i due giovani delle meraviglie a fare da cardini di una serie di ambizioni che sembrano finalmente raggiungibili. I comprimari sono di livello, primo fra tutti T.J. McConnell che sta dimostrando solidità da vendere (tripla doppia e 6 rubate ieri notte contro i NY Knicks). I Sixers però sono 25esimi in punti dalla panchina, dato allarmante in vista del capitolo per cui tutti a Philly si preparano da anni: i playoff con Embiid e Simmons.

Proprio qui subentrano le motivazioni che hanno stuzzicato Belinelli, che con i suoi 11.4 punti di media, 41.1% dal campo e 37.2% da tre punti può decisamente dire la sua. Destinazione Philadelphia dunque, senza troppe esitazioni. Stimoli nuovi e competitività, anche interna alla squadra, potrebbero essere gli ingredienti giusti per portare il gioco di Marco Belinelli al livello a cui d’altronde il giocatore ci ha abituati: prestazioni senza sbavature e punti preziosi dalla panchina. Le pretendenti possono attendere, Marco è parte di “The Process”.

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