Chris Paul ha respirato una “ventata d’aria fresca” in questa sua nuova avventura a Houston: finalmente si trova a suo agio in un ruolo forse poco consono o almeno al quale non era totalmente abituato a Los Angeles, sponda Clippers. Da primo violino, condividendo il ruolo con Blake Griffin, a giocatore chiave ma privato della pressione del primo violino, con gli Houston Rockets, inserito in un contesto offensivo di gioco orchestrato in maniera perfetta da D’Antoni.
“Sono eccitato dei possibili miglioramenti qui a Houston. Giocare qui 34 minuti è come farne 25 a Los Angeles, non devo fare dribbling ogni volta, non devo avere la palla in mano, è una novità per me. Ero stufo di avere sempre la palla in mano, onestamente. Ovviamente ho chiesto di avere meno palla in mano e di poter giocare in altri modi anche in passato.”
Chris Paul ha parlato poi del gioco offensivo ora con D’Antoni, un attacco veloce, basato su schemi ed improvvisazione. Da quarterback dei Clippers ad aiuto regista a Houston in grado di salire di ruolo e prendere in mano la situazione in alcuni momenti.
Per Chris Paul i tocchi di palla per gara sono scesi da 86.2 a 69.1 un numero incredibile: inoltre anche il numero di dribbling è sceso da 4.92 a 4.68 ed il tempo con il possesso di palla in mano da 7.6 minuti a 6.1.
Un bel passo in avanti per un giocatore che sembrava non chiedere altro…
Oltre a questo? 1.61 punti per possesso su spot-ups, offensive rating 119.3 con lui in campo per gli Houston Rockets. Un acquisto azzeccato ed un matrimonio che sta dando grandi benefici ad entrambi…

