Continua l’indagine sulle foto uscite la scorsa settimana del luogo in cui è avvenuto l’incidente dell’elicottero in cui hanno perso la vita Kobe Bryant, la figlia GiGi e altre sette persone. Nel vedere quelle foto girare liberamente per il Web, la moglie di Kobe, Vanessa, ha dichiarato di essere rimasta completamente “devastata”.
Una delle prime richieste che erano state fatte allo sceriffo della contea di Los Angeles, Alex Villanueva, era quella di non diffondere foto del luogo dello schianto. E Villanueva si era prodigato in lungo e in largo per evitare che i giornalisti riuscissero nell’intento. Non ha però preso in considerazione che alcuni suoi vice avrebbero potuto scattare qualche foto.
Così è stato. Sembra proprio che otto dei suoi collaboratori abbiano scattato foto dal luogo dell’incidente e le abbiano condivise. Villanueva in ogni caso è stato durissimo e ha ordinato ai collaboratori di cancellarle immediatamente. Poi ha parlato con la stampa.
“Era la mia priorità numero uno. Rendermi certo che quelle foto non esistessero più. Abbiamo identificato gli agenti coinvolti, sono venuti alla centrale da soli e hanno ammesso di aver scattato quelle foto. Poi le hanno eliminate. E siamo soddisfatti che i responsabili abbiano fatto questo gesto”.
Ovviamente non è sufficiente, perché scattare delle foto di un luogo in cui hanno perso la vita nove persone è macabro e indecente. Il fatto di condividerle è ancora più disumano, dato che non si tiene conto della sofferenza che potrebbero creare alla sensibilità dei parenti. “Abbiamo comunicato senza mezzi termini che il loro comportamento è inaccettabile” ha continuato Villanueva. “Voglio dire, molte persone stanno soffrendo per la perdita dei loro cari”.
All’interno del dipartimento è vigente una legge che vieta agli agenti di scattare foto dalle scene del crimine. Tuttavia, non vengono citati casi di incidenti. Perciò, al momento la contea di Los Angeles sta cercando anche di risolvere questa falla all’interno del sistema legislativo.
Gli agenti che si sono macchiati di questo vile comportamento ora saranno sotto indagine e subiranno presumibilmente una sanzione disciplinaria.

