Caso Luke walton, parla Kelli Tennant: “Ero spaventata, mi aggredì e rise di me”

Emergono nuovi dettagli sul caso Luke Walton, stavolta resi noti da Kelli Tennant, la giornalista che ha accusato il neo head coach dei Sacramento Kings di molestie sessuali.

Tennant, giornalista per SportsNet LA, ha raccontato la propria versione dei fatti in una conferenza stampa organizzata a Los Angeles, con la quale la donna ha annunciato di aver intentato una causa civile nei confronti di Walton.

Al contrario di quanto riportato nei giorni scorsi, i fatti risalirebbero al 2014 e non al 2016. All’epoca, Luke Walton era assistente allenatore di Steve Kerr ai Golden State Warriors, e le molestie sarebbero avvenute in un hotel di Santa Monica, California.

Durante la conferenza, Kelli Tennant ha confessato di aver reso pubbliche le accuse solo ora “perché spaventata”, vista anche la giovane età (25 anni all’epoca). La causa civile è stata presa in esame dal tribunale maggiore della Contea di Los Angeles.

All’epoca dei fatti contestati, Walton e Tennant erano colleghi a Spectrum SportsNet LA. La giornalista ha raccontato di essersi recata presso l’hotel Casa Del Mar di Santa Monica per lasciare a Walton una copia di un suo libro, per il quale l’allora assistente di Steve Kerr aveva scritto la prefazione. Tennant ha dichiarato che dopo averla invitata nella sua stanza, Walton l’avrebbe aggredita e spinta sul letto.

Ricordo che dopo pochi secondi che mi sembrarono un’eternità riuscii a divincolarmi” Racconta Tennant “Walton tentò di nuovo di bloccarmi la strada mentre tentavo di raggiungere la porta della camera, ridendo. Finalmente potei uscire“.

Ho passato gli ultimi anni tentando di dimenticare, di superare quanto successo, ma non ci sono riuscita. Col tempo, ho preso la consapevolezza della situazione ed ho trovato il coraggio di denunciare, con l’assistenza del mio legale“.

Tramite il suo avvocato, Luke Walton si è difeso dalle accuse nella giornata di martedì, definendole “prive di alcun fondamento” e bollando la denuncia come “il tentativo di un’approfittatrice”, promettendo battaglia in tribunale.

L’avvocato che rappresenta gli interessi di Kelli Tennant, Garo Mardirossian, ha così motivato la mossa della causa civile: “Quando si va dalla polizia per una denuncia dopo così tanto tempo, provare senza ombra di dubbio un dato fatto è difficile. La polizia tende a non accogliere casi così vecchi. Non escludiamo comunque l’opzione di una denuncia penale, in futuro. Forse al dipartimento qualcuno ascolterà le parole della mia assistita e deciderà di indagare, sappiamo che la NBA sta seguendo la vicenda, ne valuteremo gli sviluppi“.