Dopo l’inaspettato annuncio dell’ufficialità del suo ingaggio come capo allenatore dei Brooklyn Nets, è arrivato il momento per Steve Nash di presentarsi alla stampa. E a rispondere dei temi che di recente sono saliti alla ribalta delle discussioni riguardo la NBA: il colore della sua pelle e la sua inesperienza nel ruolo.
We made sure Coach @SteveNash got your messages and felt the love ? pic.twitter.com/2Kp4fqRdyn
— Brooklyn Nets (@BrooklynNets) September 9, 2020
Nel momento storico che si sta vivendo oltreoceano, dove infuriano lotte per l’uguaglianza razziale e sociale, l’assunzione di un uomo caucasico che abbia saltato ogni forma di gavetta nel suo ruolo, in effetti, può far scalpore. Ciò che però pare si stia perdendo di vista in questa situazione sono stati i meriti sportivi di Nash.
Il neo capo allenatore dei Nets ha infatti risposto così alle varie critiche che lo stanno investendo: “Sinceramente, sì, ho saltato la fila. Ma essere il leader di una squadra NBA per due decadi credo sia abbastanza unico. Per cui, per quanto io non abbia ancora imparato alcune delle abilità che cercherò di apprendere e capire sotto l’aspetto tecnico del ruolo, non mi sono mai state del tutto aliene.”
Dopo aver sottolineato quanto abbia imparato giocando da leader e al fianco di allenatori come Mike D’Antoni, Nash ha voluto evidenziare: “Non ho seguito il percorso di assistente allenatore come molti, ma ci sono precedenti di giocatori di successo e leader che abbiano ottenuto occasioni come la mia. Penso a Steve Kerr e ad altri che hanno avuto successo. E’ una situazione unica, ma capisco assolutamente che avrò bisogno di supporto.”
Al di là di Steve Kerr, con il quale tra l’altro Nash ha lavorato come consulente per lo sviluppo dei giocatori per un breve periodo, anche uomini del calibro di Jason Kidd o Derek Fisher hanno in passato ottenuto occasioni del genere.
Steve Nash ai Nets: white privilege?
Infine, Steve Nash ha affrontato il cosiddetto “white privilege“, tanto richiamato dopo la sua assunzione da parte dei Nets. Il neo capo allenatore ha affermato: “Anche io ne ho beneficiato. La nostra società deve fare passi avanti. Non credo sia stato un fattore in questa mia posizione, ma come bianchi dobbiamo capire che beneficiamo di un privilegio nelle nostre comunità solo a causa del colore della nostra pelle e che dobbiamo lottare per l’uguaglianza. Spero di poter essere un alleato importante per la causa.”

