Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsMiami HeatShaquille O’Neal si racconta su Text Message Talk Show con Dorell Wright

Shaquille O’Neal si racconta su Text Message Talk Show con Dorell Wright

di Michele Conti
Shaquille-O'Neal kings

Nella giornata di ieri, Shaquille O’Neal è stato ospite del nuovo talk show di The Players’ Tribune. Ideato in collaborazione con Dorell Wright, la conversazione è svolta esclusivamente attraverso una chat creata ad hoc. Quello con The Diesel è il sesto episodio di questa particolare e geniale iniziativa.

L’ultimo passaggio di Dorell Wright nella NBA risale ormai alla stagione 2014/15, dove ha disputato 48 partite con i Portland Trail Blazers. La sua carriera inizia nel 2004, quando viene selezionato al draft dai Miami Heat. Contemporaneamente, Shaquille O’Neal viene scambiato dai Los Angeles Lakers alla franchigia della Florida. I due condivideranno insieme le successive quattro stagioni, conquistando nel 2006 il primo titolo NBA nella storia dei Miami Heat contro i Dallas Mavericks. Perciò, si intuisce come entrambi abbiano diversi temi di cui discutere, dibattiti da accendere e aneddoti da raccontare.

I 5 migliori duo di Shaquille O’Neal e le Finals

Shaq, andiamo dritti al dunque. I tuoi cinque migliori duo di tutti i tempi!” “Io e Kobe. Jordan e Pippen. Magic e Kareem. LeBron e Wade. Io e Penny Hardaway.”

Dopo lo scoppiettante inizio, il secondo tema non può che essere il più recente: le NBA Finals appena vinte dai Los Angeles Lakers. Shaq, avendo vestito entrambe le casacche, non ha ammesso di essersi sentito combattuto nel sostenere una delle due franchigie. “Per quanto mi riguarda, sarei stato felice per qualunque squadra avesse vinto. La cosa migliore è stata poter di nuovo vedere della fantastica pallacanestro.  E di vedere giocare Jimmy Butler.

I Miami Heat e la vita fuori dal campo

La trade che ha portato Shaquille O’Neal ai Miami Heat è stata una delle mosse che suscitarono più clamore nel mondo della NBA. Dorell Wright lo sa, e la definisce una delle più grandi di quei tempi. La risposta del centro Hall of Famer è senza scrupoli.

Ero padrone del mio destino: è stata una grandiosa decisione. Da lì sarei andato a giocare con D-Wade, una delle cinque migliori guardie nella storia del gioco.

Da sempre la vita di O’Neal non è solo sport. Racconta le sue prime volte da DJ, il rispetto che si è guadagnato persino nel mondo del rap. Dorell Wright rende onore a questo. Shaq è stato un archetipo nel costruirsi una carriera fuori dal campo, mentre dominava in campo. Rapper, attore, businessman, e nel tempo libero dominava l’intera scena del primo decennio del ventunesimo secolo nella NBA. A chi lo accusava di non porre la giusta dose di concentrazione verso la pallacanestro, il quattro volte campione NBA sapeva come far allontanare ogni giudizio.

Sapevo che dovevo vincere, era il mio obiettivo. Le vittorie annullano il fallimento. È divertente pensare che coloro che hanno la prima parola su tutto, non hanno mai giocato. Ma ero convinto che se avessi vinto, nessuno avrebbe potuto aprire bocca.

Shaq e Wade nel 2006

Shaq conclude nel ricordo di Kobe

Come leggenda dei Los Angeles Lakers, Shaquille O’Neal ha marchiato una dinastia assieme al suo fratellino, Kobe Bryant. Dorell Wright non tocca minimamente l’argomento. Ma vuole sapere quale delle signature move di Kobe dovrebbe essere eretta come statua fuori dallo Staples Center.

Senza dubbio, il tiro in sospensione allo scadere contro i Phoenix Suns nel primo round dei playoffs del 2006.

Al di fuori del dirompente personaggio eccentrico che Shaquille O’Neal si è costruito nel corso della sua carriera, il suo mantra è stato sempre quello di “rendere orgogliosa la sua famiglia, la sua comunità.” Universale, genuino, autentico. L’essere Shaq è un fenomeno culturale.

You may also like

Lascia un commento