Dopo l’umiliante eliminazione subita al primo turno con un sonoro 4 a 0 per mano dei Boston Celtics, per i Philadelphia 76ers è tempo di cambiamenti e di valutazioni, e a proposito ha rilasciato una lunga intervista il GM Elton Brand. La stagione 2019/20 è stata un fallimento, senza se e senza ma. Le voci di un possibile approdo dei Sixers nei piani alti della lega si sono schiantate contro il muro biancoverde eretto da Brad Stevens.
E’ vero che l’assenza di Ben Simmons a causa di un intervento al ginocchio ha pesantemente penalizzato la squadra. Tuttavia, i Sixers andati in campo nel primo turno playoffs sono parsi senza fibra e motivazione: il cosiddetto “body language” mostrava una squadra che giocava senza un reale punto di riferimento. Joel Embiid ha spesso predicato nel deserto con i compagni che non lo hanno quasi mai seguito; tranne a tratti Josh Richardson e Alec Burks.
Le vere delusioni sono arrivate da Tobias Harris e Al Horford. Due giocatori su cui i Sixers hanno scommesso tantissimo durante la scorsa free agency e che hanno deluso ampiamente le aspettative. Nessuno dei due è riuscito minimamente a giustificare i super contratti che hanno firmato all’inizio di questa stagione: un quinquennale da 180 milioni di dollari per Harris e un quadriennale da 109 milioni per Horford.
Due contratti folli che appesantiranno il salary cap di Philadelphia per molto tempo e che limiteranno inevitabilmente le manovre di mercato. Intanto, per il fallimento di questa stagione ha già pagato coach Brett Brown che è stato esonerato dopo 7 anni di permanenza sulla panchina di Philly.
Molti pensavano che avrebbe preparato le valigie anche il GM Elton Brand, tuttavia pare che il suo destino sia ancora legato a quello dei Sixers. Pare che il front office di Philadelphia dovrebbe cambiare in modo considerevole, ma Brand, in ogni caso, dovrebbe mantenere un posto rilevante al suo interno.
Sixers, Elton Brand non fa passi indietro: “Costruiremo un gruppo vincente per il prossimo anno. Horford? Rimane un fit giusto”
Intanto, lo stesso Brand ha chiarito quale sarà la strategia dei Sixers per la free agency avvenire. Si pensava che l’unico modo per migliorare un po’ la squadra fosse quello di scambiare uno tra Simmons e Embiid (dato che i “contrattoni” di Harris e Horford non sono appetibili sul mercato). Ma Elton Brand ha già fatto chiarezza: “Non scambierò né Ben né Joel. Hanno rispettivamente 24 e 26 anni. Bisogna provare a trovare il fit migliore per loro per quanto possibile. Vogliono restare qui, vogliono far parte della nostra organizzazione”.
Così ha poi commentato la cocente eliminazione dai playoffs: “Uno dei motivi per cui siamo stati spazzati via è stata l’assenza di Ben Simmons. Mi sarebbe piaciuto vedere il gruppo con Ben in campo, ma non voglio trovare scuse. Penso che siano mancati l’attenzione ai dettagli, la volontà di vincere e un certo piglio”.
Poi, ha annunciato che si prenderà personalmente la responsabilità della scelta del nuovo head coach. I nomi caldi che stanno circolando intorno ai Sixers sono quelli di Tyronn Lue, ora assistant coach ai Los Angeles Clippers, e Jay Wright, coach di Villanova. “Sceglierò io. Sono cresciuto come leader e come general manager. Non vedo l’ora di prendere la situazione in mano e di assumermi la piena responsabilità di quello che accadrà”.
Brand ha già annunciato che per il rilancio della franchigia ha previsto una piccola rivoluzione all’interno del front office. “Penso che abbiamo bisogno di rafforzare la nostra organizzazione dal piano più alto a quello più basso. Abbiamo bisogno di più menti che sanno cosa vuol dire giocare a pallacanestro. Non so al momento esattamente quali saranno i cambiamenti, ma ci sto pensando seriamente e assicuro che sto facendo le giuste valutazioni perché questa squadra rimanga in un’ottica di vittoria del titolo”.
Infine, ha anche risposto a delle domande spinose che gli sono state poste su Tobias Harris e Al Horford in merito anche ai contratti che questi hanno firmato. “Tobias non era contento delle sue prestazioni ai playoffs, ma ha giocato una regular season da All-Star. E’ motivato a migliorare e a far vedere che può essere un leader. Sulla posizione di Al spetterà al prossimo coach capire qual è il suo ruolo nella squadra. Ma penso assolutamente che sia un ottimo fit per il nostro gruppo”.
Insomma, leggendo le parole di Brand sembra che a Philadelphia sia tutto rose e fiori e che non potrebbe andare meglio. Ovviamente i problemi dei Sixers sono tanti al momento: in primis quello di una situazione salariale bloccata, ancor di più se l’intenzione di Brand è quella di trattenere sia Embiid che Simmons.

