Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLA ClippersRivoluzione Clippers: l’inizio dell’era Griffin

Rivoluzione Clippers: l’inizio dell’era Griffin

di Pierluigi Ninni
Blake Griffin e il volo sopra il ferro durante il derby contro gli acerrimi rivali, i Lakers

Dopo l’addio di Chris Paul, la seconda franchigia di Los Angeles ha puntato tutto su Blake Griffin, che sarà il nuovo uomo di punta della squadra di Doc Rivers. La dirigenza LAC è stata una delle più attive sul mercato, aggiudicandosi le prestazioni di buonissimi giocatori come Gallinari, Beverley e del rookie Teodosic.

A Los Angeles spira un vento di cambiamento totale nelle due franchigie NBA: mentre i giallo-viola hanno puntato tutto sul fenomeno, sia a livello prestativo che a livello mediatico, Lonzo Ball dopo l’era vincente di Kobe Bryant; i Clippers hanno completamente stravolto il loro team, abbandonando il suo trascinatore Chris Paul, e aprendo la strada al più giovane ed esplosivo Blake Griffin, ala grande di primo livello nella lega.

Griffin è amato e stimato dai tifosi LAC non solo perché regala grandi giocate e spettacolo, ma anche perché è ormai parte integrante della storia della franchigia essendo il secondo miglior marcatore di sempre con 10.117 punti, dietro solo a Randy Smith. Il gioco dei californiani sarà impostato in funzione delle sue conclusioni, vista la sua buona lena in chiave realizzativa. Negli ultimi anni, però, la presenza di un playmaker così decisivo come Paul non aveva permesso a Griffin di esprimersi ai massimi livelli, nonostante l’exploit della stagione 2013-2014 in cui chiuse con una media punti di 24,1. Nonostante i frequenti infortuni, Blake Griffin ha migliorato molto il suo tiro e sta evolvendo il suo gioco diventando sempre più imprevedibile. Anche per questo, la sua posizione in campo potrebbe variare spesso nel corso dei match, agendo quasi come LeBron James nei Cavs: un “jolly” che si sacrifica anche in fase difensiva.

La dirigenza dei Los Angeles Clippers e il GM Dave Wohl hanno regalato a Doc Rivers tanti buoni giocatori, con eccellente esperienza internazionale e in grado di ricoprire diversi ruoli in campo. Ne sono un esempio Danilo Gallinari, utilizzabile sia da ala piccola che da ala grande, e Lou Williams, coinvolto nella trade che ha portato Chris Paul a Houston, che è a tutti gli effetti uno dei panchinari con maggiore impatto della NBA. Altro tassello importante, inserito anch’egli nella trade di Chris Paul, è Patrick Beverley: grande difensore e buon play in fase di costruzione, che garantisce energia e tanti minuti alla squadra rosso-blu. Chi dice che i Clippers abbiano sicuramente perso qualità dopo la trade riguardante Paul e gli Houston Rockets, potrebbe anche sbagliarsi.

Anche perché, al posto di Paul, il ruolo di playmaker sarà occupato da uno dei talenti qualitativamente più forti che il basket europeo ha potuto ammirare per tanti anni: Milos Teodosic. Il trentenne, ex Cska Mosca, è una sicurezza in fase di costruzione dell’ azione, una macchina d’assist, che può sostituire egregiamente Paul. Buone notizie per il centro DeAndre Jordan, che quindi può ancora esercitare tutto il suo strapotere fisico in situazioni di alley-oop e passaggi a scavalcare la difesa, vista la grande visione del regista serbo.

Genio e sregolatezza per una franchigia che ha tutte le carte in regola per riconfermarsi e centrare ancora i playoff, nonostante l’ incredibile salto di qualità fatto da molte compagini della Western Conference in questa estate di mercato NBA.

Pierluigi Ninni

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