Home NBA, National Basketball AssociationNBA Passion AppSo you wanna be a star: Marko Pecarski

So you wanna be a star: Marko Pecarski

di Francesco Gulfo

Tra i prospetti europei più intriganti, Marko Pecarski ha dimostrato di avere doti realizzatrici fuori dal comune. È giovanissimo, classe 2000, ma già riesce ad entusiasmare riuscendo a segnare in mille modi diversi. Suo padre, Miroslav Pecarski, è stato campione d’Europa con il Panathinaikos nel 1996. All’età di 17 anni il padre era considerato uno dei migliori talenti europei. Marko sta seguendo le sue orme.

Data di nascita: 12/02/2000
Luogo di nascita: Gijon, Spagna
Altezza: 210 cm
Peso: 92 kg
Squadra: Mega Leks Belgrade
Ruolo: PF – Power Forward
Titoli individuali: All-Star Five, FIBA U-16 European Championships (2016)

Pecarski: un DNA da campione

Marko Pecarski Serbia

Pecarski mostra con orgoglio alcuni trofei vinti in Francia con la sua Nazionale

Il padre Miroslav ha vinto la Coppa dei Campioni nel 1996. Era la prima volta che il Panathinaikos si aggiudicava ma la massima competizione continentale. In quella formazione, guidata da ‘Boža’ Maljković, Pecarski senior era un giocatore di rotazione, un comprimario. La Power Forward titolare era mister Dominique Wilkins, ormai 36enne, che faceva ancora tutta la differenza del mondo (MVP del torneo). Considerato agli inizi della sua carriera uno dei migliori talenti europei, Miroslav si trasferì negli Stati Uniti per giocare al Marist College di New York. Un grave infortunio, subito dopo il suo arrivo in America, ne pregiudicò il pieno sviluppo.

La sua carriera in Europa è iniziata nel 1987 con il Partizan Belgrado. È proseguita in Grecia con Aris, Panathinaikos e Panionios. In Grecia ha ottenuto anche la cittadinanza ellenica. Successivamente in Italia (Cantù), Francia (Cholet) e Spagna (Gijon). Proprio alla fine della sua stagione in terra iberica Miroslav si ritira dall’attività agonistica, diventa padre di Marko che nasce in febbraio. Il palmarés di Miroslav è di tutto rispetto: oltre alla Coppa dei Campioni del 1996, con le sue squadre ha portato a casa diversi trofei, come la Coppa Korac nel 1989 e la Coppa Saporta nel 1993.

Marko: un talento speciale

Quindici anni dopo il ritiro di Miroslav, è un altro Pecarski a far parlare di sé. Con la Serbia, infatti, Marko riesce a farsi notare a livello internazionale, a soli 15 anni. Le medie in nazionale descrivono un ragazzo di spiccate doti offensive. Si fa sentire anche sotto i tabelloni al punto da minacciare una potenziale doppia doppia ogni volta che scende in campo. La competizione per la Serbia finisce ai quarti contro la Turchia, ma i numeri di Marko sono già solidi: 12 punti netti a partita conditi da 8.9 rimbalzi. È proprio contro l’Italia che fa vedere i primi sprazzi di talento purissimo. Con la sua squadra sotto di 7 punti a 2:30 dalla fine del match, Pecarski spara tre triple consecutive che ribaltano il risultato e guidano la Serbia alla vittoria finale per 79-77. Per lui alla fine 25 punti e 14 rimbalzi.

Marko Pecarski Serbia

Marko in azione con la maglia della Serbia

Il 2015 porta anche l’invito al Jordan Brand Classic International Game. Qui gioca una partita tranquilla, da 8 punti e 4 rimbalzi, ma viene comunque individuato dagli scout come uno dei più talenti più pronti, almeno offensivamente, della sua età. Nel frattempo si qualifica con il Mega Leks, il suo club, alle fasi finali dell’Adidas Next Generation Tournament. Gioca sette partite a 13 punti e 7.1 rimbalzi di media. In questa competizione ha fatto fatica dall’arco, tirando solo con il 18.2%, ma ha confermato ad esempio le ottime medie al tiro libero (85% abbondante). Highlight della competizione contro Milano, il 27 dicembre 2015. Ben 20 punti e 9 rimbalzi per il talento serbo, che però non evita la sconfitta per 74-80 alla sua squadra.

Una letale arma offensiva

La Serbia arriva ai Campionati Europei Under-16 del 2016 come una delle squadre favorite per una medaglia finale. Purtroppo l’infortunio di Filip Petrusev, avvenuto durante la partita inaugurale, ha impedito alla sua nazionale di schierare un duo di lunghi (Petrusev e Pecarski) fenomenali per la loro età. In ogni caso, tornato a giocare coi suoi coetanei, il figlio di Miroslav ha dimostrato tutto il suo strapotere offensivo. Diventato il principale go-to-guy della Serbia, le cifre messe insieme dal classe 2000 sono state incredibili: 26.6 punti e 15.9 rimbalzi di media. Nella partita con la Polonia si è reso protagonista di una prestazione formidabile, con 45 punti messi a segno e 19 rimbalzi catturati.

La sua varietà di soluzioni in attacco è molto interessante. Sa segnare da fuori, anche dal palleggio; riesce a costruirsi un tiro in molte situazioni diverse. Ha avuto ottimi exploit per quanto riguarda il tiro dall’arco, come possono confermare gli azzurrini del 2015. Non è ancora abbastanza continuo da quel punto di vista, ma in futuro potrà essere una minaccia costante anche da fuori. La sua eccezionale tecnica gli permette di lavorare benissimo spalle a canestro, tirando sia in avvicinamento che in allontanamento. Grazie a queste caratteristiche è stato già paragonato a Pau Gasol e Dirk Nowitzki. Accostamento sicuramente eccessivo, ma è il segno di un bagaglio tecnico speciale, soprattutto rispetto ai coetanei.

Marko Pecarski Serbia Mega Leks

Qui cerca di evitare l’intervento di Atoumane Diagne del Barcelona Lassa

Il futuro

I fondamentali e l’istinto per il gioco fanno prevedere un ottimo futuro per Pecarski. In Europa può diventare un lungo molto pericoloso data la sua capacità di attaccare il canestro e contemporaneamente allargare il campo. Queste caratteristiche sono molto ambite anche oltreoceano, dove però il tasso di atletismo è di gran lunga più alto. È proprio questo il punto di domanda più grande riguardo Pecarski. Specialmente dal punto di vista difensivo sembra ancora troppo indietro. Non possiede doti fisiche o atletiche d’élite, e nella sua metà campo non è un affidabile rim protector. È in difficoltà anche quando si tratta di seguire lunghi atipici (come lui) fuori dall’area.

La mancanza di atletismo pone delle domande anche sul suo gioco offensivo. Ci si chiede se sarà in grado di incidere contro difensori più grossi ed esplosivi di lui. Dalle relazioni degli scout si può notare qualche miglioramento nella parte inferiore del corpo. Bisognerà vedere fin dove potranno arrivare questi progressi. Per il momento Pecarski ha i numeri per diventare un ottimo lungo offensivo, almeno nel nostro continente, dove ha già un futuro luminoso. Anche gli scout americani continuano a seguirlo, e se dovesse migliorare fisicamente e atleticamente potrebbe diventare molto interessante anche per gli standard NBA.

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