Ray Allen è stato l’ultimo tra i 13 grandi introdotti venerdì notte nella Naismith Memorial Basketball Hall Of Fame, a chiusura di una serata che ha visto – come da copione – dediche sentite, momenti leggeri e di forte emozione, e tanti ringraziamenti.
Prima di Allen, sono saliti sul palco a ricevere gli onori i grandi ex Jason Kidd, Steve Nash e Grant Hill. Dino Radja, ex Boston Celtics, campione in due continenti e due volte medaglia olimpica, ha confessato di aver pianto per una settimana dopo aver ricevuto la notizia della sua nomina ufficiale tra i grandi del gioco.
“Giocare è più facile che fare discorsi” ha scherzato un emozionato Radja.

Dino Radja in maglia Celtics
Coach Charles “Lefty” Driesell, uno degli allenatori più vincenti nella storia della NCAA, ha intrattenuto la platea con un divertente discorso-fiume.
Charlie Scott, il primo giocatore afroamericano a ricevere una borsa di studio a North Carolina, nel 1967, si è detto “orgoglioso di rappresentare l’esempio di un nero americano che ha scelto di prendere la via più difficile, rivelatasi poi quella giusta”.
Rod Thorn, ex giocatore e grande GM NBA ha ringraziato Michael Jordan. Thorn, all’epoca General Manager dei Chicago Bulls, scelse MJ al mitico draft NBA 1984.
Tina Thompson, la miglior realizzatrice ogni epoca nella WNBA, fu la scelta numero 1 al primo draft WNBA della storia, nel 1997.
Thompson ha vinto 4 titoli WNBA consecutivi con le Houston Comets tra 1997 e 2000, e due ori olimpici (2004 e 2008) con la nazionale USA. Nel suo discorso, Tina ha ringraziato sua madre e la sua famiglia per il supporto ricevuto durante la sua carriera.
Wayne Gretzky, canadese, il “Michael Jordan” dell’hockey su ghiaccio, ha introdotto Steve Nash, definendolo un pioniere della pallacanestro in Canada.
Ray Allen: “Pierce e Garnett saranno nella Hall of Fame, io qui grazie al duro lavoro quotidiano”
Dal podio, Ray Allen ha avuto parole concilianti e di apprezzamento per i suoi ex compagni ai Boston Celtics Paul Pierce e Kevin Garnett. I passaggi del discorso di Allen dedicati al suo periodo a Boston sono stati accolti da un lungo applauso:
“Dopo 12 anni di carriera, ho avuto la possibilità di unirmi ad altri due futuri hall of famers, Paul Pierce e Kevin Garnett. Qualcosa che non avrei immaginato nemmeno nei miei sogni più sfrenati”
– Ray Allen su Paul Pierce e Kevin Garnett –
Allen ha poi attribuito il suo successo al duro lavoro quotidiano ed agli allenamenti, ed ha espresso il desiderio di poter essere un giorno da esempio per i più giovani:
“Non credo nel solo talento. Io sono qui perché ho lavorato duro. Se non avessi lavorato così duramente, nessuno in questo auditorium, a parte la mia famiglia, saprebbe chi sono. A tutti i ragazzi che oggi ci guardano, che aspirano a diventare un giorno come noi, dico: impegnatevi, date il massimo di voi e guardate avanti, all’incredibile viaggio che vi aspetta“

Reggie Miller ha introdotto Ray Allen sul palco venerdì sera (Photo by Catherine Steenkeste/NBAE/Getty Images)
Ray allen è stato presentato sul palco della Naismith Memorial Basketball Hall of Fame da Reggie Miller.
Nel febbraio del 2011, Allen batté il record NBA di tiri da tre punti realizzati in carriera, detenuto sino a quel momento dalla leggenda degli Indiana Pacers.
Allen ha ringraziato Miller, definendolo “il miglior tiratore che abbia mai visto”. Ray ha poi citato l’etica lavorativa ed il fuoco competitivo di Reggie MIller quali forze ispiratrici della sua carriera, durante i primi anni:
“So che si dice che io sia uno dei più grandi tiratori di sempre nella NBA. Io so solo che il signore seduto qui di fianco a me, Reggie Miller, è il miglior tiratore che io abbia mai visto in vita mia. Spesso arrivavo presto per il riscaldamento, pensando di essere tra i primi, e lui era già li, ad allenarsi con addosso una maglietta di Superman. E quando vedi un avversario come Reggie vestito da Superman, devi avvero chiederti: come si batte Superman, stasera?
– Ray Allen su Reggie Miller –

