Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiRookies: Donovan Mitchell, il diamante grezzo

Rookies: Donovan Mitchell, il diamante grezzo

di Alberto Bodei
Donovan Mitchell

Nella terza edizione della rubrica settimanale dedicata ai Rookies dell’ NBA andremo a parlare di Donovan Mitchell.

Mitchell è stato scelto alla posizione numero 13 dai Denver Nuggets, ma, visto il sovrannumero di guardie presenti nel roster dei Nuggets, è stato scambiato durante la notte del draft, con  la scelta numero 24 degli Utah Jazz, Tyler Lydon.

Donovan Mitchell, Nato Per Segnare

Dopo due anni a Louisville, Mitchell ha deciso di rendersi eleggibile per il draft 2017. I primi mock-draft lo vedevano proiettato verso la fine del primo round, tra la scelta 20 e 25. Le cose sono cambiate velocemente però. Infatti, dopo la prima draft-combine, tutti gli scout sono rimasti impressionati dalla sua fisicità e dal suo atletismo. Entrambe queste qualità si sono adattate perfettamente all’NBA in meno di trenta partite. Ma Mitchell non è solo fisico e atletismo, è molto di più.

Di seguito le statistiche fino a questo punto di Donovan Mitchell:

  • 17.7 Punti
  • 3.0 Rimbalzi
  • 3.4 Assists
  • 1.5 Palle Rubate

Questi numeri potrebbero tranquillamente valere il primo posto tra i candidati di Rookie dell’anno se non fosse per Ben Simmons (e altre stelle nascenti).

Le sue percentuali al tiro, estese sul corso della stagione fino ad ora giocata, sono decisamente solide ma non stratosferiche come quelle nelle ultime dodici partite giocate dal prodotto di Louisville:

Percentuali in stagione:

  • 42.6% FG
  • 36.6% 3PT
  • 84.1% FT

Percentuali nelle ultime dodici partite (segnando 23 punti di media a partita primo tra tutti i rookies):

  • 49.8% FG
  • 42.5% 3PT
  • 82.5% FT

Come possiamo notare, più il tempo passa e più Donovan si sta trovando a suo agio con i ritmi e tempi dell’ NBA. Mitchell è in grado di segnare in qualunque modo e da qualunque posizione come si può vedere nei video qui di seguito:

Partiamo da una giocata spettacolare: Donovan prima finta leggermente il taglio sulla linea dei tre punti, ma poi punisce Austin Rivers tagliando deciso a canestro, Ingles lo vede, gli serve un passaggio perfetto (Rivers non può più recuperare) e Mitchell conclude la alley oop con una schiacciata fantastica.

Qui Mitchell attacca Smart (ottimo difensore) in palleggio, riceve un blocco all’altezza del tiro libero, lo sfrutta e senza esitare si prende il tiro, 2 punti.

Letale anche dalla distanza: esce da un doppio blocco sulla linea dei tre punti, il difensore fa l’errore di passare sotto il secondo blocco, Mitchell è in ritmo e con i piedi posizionati per il tiro, 3 punti.

Un altro dei suoi assi nella manica è il “floating jump shot”. Donovan attacca Ball che non riesce a contenerlo, una volta che Bougut sembra chiudere la via, Mitchell rallenta, attende il contatto di Ball e realizza (con fallo).

Come ogni Rookie però, anche Donovan ha dei punti deboli su cui lavorare. Il prendersi cura della palla è sicuramente l’aspetto più importante. Mitchell infatti viaggia con una media di 2.5 palle perse a partita, non tante se consideriamo il numero di palloni che passano per le sue mani, ma eccessive se rapportate al numero di assists a partita: 3.4.

Di seguito alcuni esempi su cui Mitchell può e deve migliorare:

In questa azione Mitchell guida il contropiede, Boston si chiude bene e recupera, Mitchell attacca a testa bassa e commette un evitabilissimo fallo in attacco.

Qui la situazione è simile ma su difesa schierata. Mitchell attacca, viene raddoppiato, salta senza avere un idea chiara su cosa fare: passaggio o tiro? Quello che ne vien fuori è semplicemente una palla persa.

Con ancora 14 secondi sul cronometro Mitchell lascia partire un tiro da ben oltre la linea dei tre punti. In questo caso il “decision making” non è stato di qualità. Infatti, avendo Faried a marcarlo così fuori dalla linea dei tre punti, Donovan avrebbe potuto attaccarlo e/o scaricare per un compagno se la penetrazione fosse stata completamente negata.

Ovviamente questi sono solo piccoli dettagli su cui dovrà lavorare e senza dubbio aiuteranno Donovan Mitchell nella sua crescita.

In un estate dove Utah ha perso il suo giocatore più rappresentativo in Gordon Hayward, i Jazz potrebbero aver trovato il giocatore che, una volta raggiunta la sua maturazione cestistica, potrebbe dare una svolta alla franchigia di Salt Lake City.

Tutto sommato, niente male.

You may also like

Lascia un commento