La NBA non ci sta. Le ultime parole del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha definito “paesi di me**a” Haiti e San Salvador e successivamente si è anche professato come “Il meno razzista che abbiate mai intervistato” hanno suscitato scalpore e disgusto. Nella persona di Adam Silver e Michele Roberts, direttore esecutivo dell’Associazione dei giocatori, la NBA si è schierata apertamente contro quelle dichiarazioni scellerate.
Tutto questo avveniva domenica durante la visita di Silver e Roberts al National Civil Rights Museum, per il cinquantesimo anniversario della morte di Martin Luther King. Ad un commento delle parole di Trump, Silver risponde:
Penso che sia per me che per Michele, questo sia un motivo di spingere ancora più forte nella direzione in cui giù stiamo andando come Lega. Lo sport continua ad essere un’opportunità unica per unire le persone, è un luogo dove c’è un raro senso di uguaglianza. Siamo contenti che in NBA vieni giudicato per il tuo rendimento in campo, indipendentemente dalla tua nazionalità, etnia e background. E’ il rafforzamento di quello che già stiamo facendo in questo momento, con programmi che portiamo avanti da decenni, come “NBA Voices” che inizierà questa settimana.
Ritornando alle ultime parole di Silver, questo nuovo programma che si chiamerà “NBA Voices”, sarà volto ad affrontare tematiche come l’ingiustizia sociale, promuovere l’inclusione, elevare le voci e superare le divisioni nelle nostre comunità.

Da sinistra Carmelo Anthony, Chris Paul, Dwayne Wade e Lebron James agli ESPYS
La risposta di Adam Silver a Donald Trump è stata l’ultima manifestazione antirazzista. Già nel 2016 sul palco degli ESPYS, LeBron James, Chris Paul, Dwayne Wade e Carmelo Anthony, avevano manifestato il loro disaccordo su come gli afroamericani, nonostante gli enormi passi avanti che si sono fatti, sono ancora una popolazione che vive momenti di difficoltà in termini sociali.
La NBA è sempre stata una lega all’avanguardia sulle tematiche sociali e sui diritti degli uomini, ha combattuto la discriminazione razziale con Bill Russel, è stata la prima lega a far arbitrare ad una donna e non mancherà nemmeno tanto tempo prima di vedere una head coach donna. Adam Silver e l’intera NBA sembrano pronti a combattere questa crociata contro Donald Trump.

