Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsDetroit PistonsCon Blake Griffin Drummond entusiasta: “Costruiremo un impero”

Con Blake Griffin Drummond entusiasta: “Costruiremo un impero”

di Claudio Zagara
andre drummond

Settimana incredibile per i tifosi dei Detroit Pistons, e ancor più ai limiti del verosimile per Andre Drummond. Prima la sostituzione dell’infortunato John Wall nel Team LeBron in vista dell’All-Star Game, poi il fulmine a ciel sereno della trade con i Los Angeles Clippers, che ha mobilitato giusto qualche nome importante nel panorama della lega a stelle e strisce. Anche se l’esito della trattativa ha diviso addetti ai lavori e tifosi, con Blake Griffin Drummond conta di creare qualcosa di molto serio, duraturo e vincente.

 

Griffin – Drummond pilastri del futuro

Il recente affare concluso tra Pistons e Clippers ha posto in essere un’ennesima questione lunghi: in una lega che procede ad ampi passi verso l’uso di big men “totali”, avere un centro e un’ala forte con abilità più tradizionali è quasi anacronistico. L’accoppiata Griffin Drummond in questo senso si trova un po’ agli antipodi della controparte dei New Orleans Pelicans, per esempio, con Davis e Cousins a spadroneggiare praticamente in ogni area della metà campo offensiva senza particolari limiti. Per Drummond però nessuna preoccupazione, anzi. A Nick Friedell di ESPN il centro ha dichiarato:

“Si apre un nuovo capitolo. Abbiamo tre nuovi compagni in arrivo, è qualcosa di davvero motivante. Ovviamente, Blake è un portento di giocatore così come un grande passatore, quindi non vedo l’ora di costruire questo nuovo impero con lui.”

 

Quale sarà il volto dei nuovi Pistons

La franchigia di Detroit aveva messo nelle mani di Stan Van Gundy un gruppo da zona playoff, ora al nono posto con un record di 23-26. Dopo la trade, la curiosità di conoscere il nuovo assetto è tanta. Ieri i Pistons hanno sconfitto i Cavaliers, ma senza le tre nuove pedine di cui Drummond si è detto entusiasta. Dal canto suo il 24enne prodotto di UConn continua a sfornare doppie-doppie, dando un contributo fondamentale anche nello smistamento della palla per facilitare le finalizzazioni. È anche vero però che la convivenza di due lunghi più “vecchio stampo” potrebbe rendere più statico e prevedibile l’attacco dei Pistons, che grazie a giocatori come Tobias Harris e Avery Bradley offriva situazioni variegate. Griffin ha comunque dalla sua l’esperienza maturata con un altro lungo non-stretch come DeAndre Jordan, al quale Drummond si dice superiore. Sarà con Griffin che potrà diventare imperatore di Motown?

 

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