ENOUGH, questa è la parola stampata sulle maglie da riscaldamento dei Los Angeles Lakers e degli Atlanta Hawks. ”Enough” significa ”è abbastanza”, infatti l’ultimo caso di carneficina avvenuto negli USA è stato 5 giorni fa, quando un uomo è entrato in un bar a Thousand Oaks, appena fuori Loas Angeles, ed ha aperto il fuoco. Le vittime sono 13 in tutto, compreso l’attentatore che si è successivamente tolto la vita, i feriti 21.
Gli iniziatori di questa protesta sono stati Milwaukee Bucks e i Los Angeles Clippers la scorsa notte, indossando la maglia con annessi i nomi delle 12 vittime nel retro. Questa notte i Lakers e gli Hawks li hanno seguiti.
Adam Silver ha così commentato al termine del match tra Hawks e Lakers: ”Come ho sempre detto, i nostri giocatori non sono solo giocatori, sono cittadini. I loro sentimenti sono forti riguardo ciò che sta accadendo nella società, e reagiscono a ciò. È stato un evento importante all’interno della lega. È nato da un gruppo di giocatori e si è diffuso tramite passaparola da una squadra all’altra.”
”Tutto è nato ovviamente in California e altri team intorno alla lega lo hanno supportato”. Ha continuato Silver. ”Ancora, io supporto il desiderio di parlare di un fatto accaduto dei nostri giocatori. Le loro parole sono importanti per la società”.
ENOUGH, Lebron James: ”Sono tempi preoccupanti per tutti”.
LeBron James, che ha parlato apertamente di diverse questioni relative all’ingiustizia sociale, ha detto di provare gli stessi sentimenti di indignazione che tanti hanno sentito dopo una sparatoria di massa.
”Ho pensato quello che hanno pensato tutti. Tutto torna a questa situazione delle pistole e della violenza armata in America. Non ne voglio parlare ora, ma sappiamo che queste persone sono tutte in grado di andare in un negozio e comprarsi un’arma e poterla usare. A causa di questo vite innocenti sono stroncate in giovane età”.
Lebron ha poi riflettuto su quando era giovane e cresceva ad Akron, e come i tempi fossero più innocenti.
”Sai, quando ero giovane, non dovevamo preoccuparci molto della violenza armata”, ha detto. ‘‘Se avevi un problema con qualcuno te la risolvevi con i pugni. Ora è come se le persone che sparano non abbiano neanche problemi con qualcuno. Hanno solo problemi con se stessi e con la situazione in cui vivono”.
‘‘Sono tempi duri per tutti e specialmente per i genitori”, ha concluso. ”Come puoi sentirti sicuro nel mandare i tuoi figli a scuola o in chiesa o al cinema o al centro commerciale? Questi erano i paradisi con cui sono cresciuto, e in questo periodo sono posti spaventosi”.
Infine anche l’allenatore degli Atlanta Hawks, Lloyd Pierce si è espresso a favore di questa iniziativa: ”È una cosa nazionale. È un momento difficile ora con le sparatorie di massa. È triste. Possiamo parlare di controllo sulla vendita delle armi. Possiamo parlare su come convivere con ciò che sta accadendo. Ma penso che le magliette servano solo a ribadire la presenza della NBA riguardo le vittime, i feriti e i presenti. Penso sia un grande movimento”.

