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Analisi SWOT: i Toronto Raptors 2019-2020

di Andrea Esposito
toronto raptors 2019-2020

Oggi torniamo con una nuova puntata di quella che sarà l’analisi, in evoluzione delle aspettative per le varie squadre NBA: via con l’analisi Swot dei Toronto Raptors 2019-2020, attraverso i loro punti di forza, quelli di debolezza, eventuali minacce e opportunità per la stagione NBA 2019-2020. Cosa li aspetta?

Le scommesse si possono vincere o perdere. I Raptors l’anno scorso l’hanno decisamente vinta.

La stagione appena conclusa verrà ricordata e tramandata ai posteri, il “Jurassick Park” nel giro di pochi mesi è diventato un luogo cult di Toronto e della NBA tutta. Come tutte le belle cose però la favola Raptors sembra essersi conclusa con l’addio all’uomo che tutto questo l’ha resa realtà: Kawhi Leonard.

L’addio all’MVP delle ultime finali NBA ha inevitabilmente stravolto la fisionomia dei campioni in carica, il quintetto dei Toronto Raptors al giorno d’oggi si presenta così:

  • Kyle Lowry
  • OG Anunoby\Fred VanVleet
  • Rondae Hollis-Jefferson
  • Pascal Siakam
  • Marc Gasol

Ora andiamo ad sviluppare la nostra analisi SWOT dei nuovi Raptors.

Strengths (forza)

I Toronto Raptors 2019-2020 sono difficilmente inquadrabili, la “spada di Damocle” del probabile addio di Kawhi Leonard non ha mai permesso progetti a lungo termine, Masai Ujiri e la dirigenza hanno concentrato tutti i loro sforzi, col senno di poi vani, sulla free agency di Leonard.

La forza dei ragazzi di coach Nick Nurse è senza ombra di dubbio il cuore e l’abnegazione di giocatori come Norman Powell, Fred Van Vleet e del leader carismatico della squadra Kyle Lowry; quel cuore che ha permesso ai canadesi di scrivere pagine indelebili nella storia NBA appena qualche mese fa.

I Raptors del futuro saranno incentrati su Paskal Siakam, chi se non lui?

Pascal Siakam

Pascal Siakam è il faro dei Toronto Raptors 2019-2020

Weaknesses (debolezze)

Come brevemente accennato, questa situazione di transizione “rallentata” pone Toronto nella terra di mezzo della Eastern Conference. Un poco dietro le big 4 ed un passo avanti il resto della mediocrità della costa est. Con ogni probabilità il roster verrà ancora rivoluzionato a stagione in corso, non sarà così scontato vedere profili come Marc Gasol, ad esempio, ancora in maglia Raptors nella seconda fase della stagione.

Questo aspetto di incertezza che accompagnerà i campioni nel corso della prossima stagione sicuramente non gioverà, ma la ricostruzione incombe.

Opportunities (opportunità)

La grande abbuffata dell’anno scorso ha permesso ai canadesi di scrivere il proprio nome nell’Olimpo della NBA, l’addio a Leonard è stato si doloroso, sebbene preventivabile, e sebbene durato una sola stagione, il binomio è valso decisamente la proverbiale candela.

Ora occorre girar pagina, a girarla sarà con ogni probabilità Pascal Siakam. Siakam ha tutto per diventare un all-around player, il faro dei Raptors di domani. La figura di Kyle Lowry sarà di capitale importanza anche l’anno prossimo, aspettando qualche sorpresa dal mercato in ottica trade per abbassare un monte ingaggi che ha “subìto” le trade di completamento della scorsa stagione.

Threats (minacce)

Le minacce di quest’anno sono tante. Quando una dirigenza ha una possibilità, anche minima, di rifirmare l’uomo più ambito della NBA è inevitabile che la questione monopolizzi tutti i piani della dirigenza.

Rondae Hollis-Jefferson

Il “ripiego” Rondae Hollis-Jefferson

Questo plausibile ritardo nel costruire la squadra post-Kawhi ha fatto perdere terreno nell’incandescente estate della NBA, Toronto sulla carta parte indietro ad almeno quattro squadre che per tempo hanno potuto organizzare una free-agency ricca di talento.

Riusciranno in Canada a recuperare il terreno perso nella vana speranza? Non ci resta che aspettare l’inizio della prossima stagione.

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