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La storia di Dennis Johnson: da Seattle a Boston

di Giacomo Greco
Dennis Johnson-contro-un-avversario

Oggi vi raccontiamo la storia di Dennis Johnson, chi di voi non lo conosce? Forse i più giovani non ne avranno mai sentito parlare, ma il ragazzone aveva una storia interessantissima, che vale la pena raccontare e riascoltare, o rileggere come in questo caso, di nuovo. Da Seattle a Boston per arrivare alla Hall of Fame: che giocatore è stato?

La storia di Dennis Johnson a Seattle

18 settembre 1954: a San Pedro, California, nasce Dennis Johnson. Viene selezionato con la scelta numero 29 nel draft NBA 1976 dai Seattle SuperSonics. Johnson arriva in una squadra che nel backcourt ha già Slick Watts e Fred “Downtown” Brown, e nella prima stagione parte dalla panchina.

Le cose cambiano già nella seconda stagione; Lenny Wilkens diventa il nuovo allenatore dei Sonics rilevando la squadra reduce da una partenza con un record di 5-17. La prima mossa dei SuperSonics è scambiare Slick Watts a New Orleans e consegnare a Johnson un posto nel quintetto in coppia con Gus Williams, e la squadra comincia subito con una serie di 12 vittorie casalinghe consecutive.

Ai playoffs Seattle fa la voce grossa, eliminando i Los Angeles Lakers, i Trail Blazers campioni in carica e i Denver Nuggets; in Finale i Sonics affrontano gli Washington Bullets, andando avanti per 3-2 nella serie prima di perdere gara 6 e gara 7.

La stagione successiva Seattle è una squadra in missione, Dennis Johnson gioca una grande stagione sia dal punto di vista offensivo che difensivo, tant’è che diventa All-Star e viene inserito nell’All-Defensive 1st Team.

Dennis Johnson in azione

Dennis Johnson con la maglia dei Seattle SuperSonics

Ai playoffs Johnson incrementa la sua media punti, arrivando a 20 punti a partita; Seattle elimina prima i Lakers poi i Phoenix Suns in 7 gare, prima di giocarsi la rivincita contro i Bullets.

Washington vince gara 1, ma poi è un dominio Sonics nelle successive 4 partite, trascinati da un incontenibile D.J. leader della squadra, che segna 32 punti in gara 4 e viene nominato MVP delle finali alla sua terza stagione NBA. Nella stagione successiva Johnson incrementa la media punti in campionato, toccando quota 19.0 punti per gara restando sempre un difensore di elite (nominato nell’All Nba 2nd team e nell’All Defensive 1st team). Stavolta però nei playoffs i suoi Sonics cedono ai Lakers nelle finali della Western Conference in 5 gare.

Dennis Johnson cambia aria: finisce in Arizona e quindi a Boston

In estate a sorpresa Seattle inserisce Dennis Johnson in una trade che lo manda ai Phoenix Suns in cambio di Paul Westphal.

Nel suo primo anno in Arizona, D.J. trascina Phoenix a vincere il titolo della Pacific Division e viene nominato nell’All Nba 1st team, andando a far compagnia a gente del calibro di Kareem-Abdul Jabbar, Larry Bird, Julius Erving e George Gervin. Ai playoffs però Kansas City batterà Phoenix ponendo fine ai loro sogni di gloria.

Johnson giocherà altre due stagioni a Phoenix dimostrandosi sempre un gran difensore, un vero e proprio mastino, prima di venire scambiato a Boston. Ai Celtics D.J. Entra a far parte di un team spettacolare che a roster ha il più forte frontcourt della lega, Parish-McHale-Bird.

Johnson si renderà protagonista, in maglia Celtics, di alcune istantanee rimaste nella memoria dei playoffs come il buzzer-beater contro i Lakers in gara 4 delle Finals 1985 e l’altro buzzer beater contro i Pistons in gara 5 delle finali della Eastern Conference del 1987 dopo la storica palla rubata di Larry Bird.

Johnson è un ingranaggio importantissimo di quei Celtics che arriveranno in finale in 4 stagioni consecutive, vincendo l’anello nel 1984 in 7 gare contro i Los Angeles Lakers e nel 1986 in 6 gare contro Houston, perdendo di contro due volte nel 1985 e nel 1987 sempre in 6 gare contro i Lakers.

Dennis Johnson si ritirerà nel 1990 a 36 anni, come uno dei giocatori di Boston più amato dai tifosi e, al tempo, come undicesimo giocatore nella storia a collezionare in carriera più di 15000 punti e 5000 assist.

Larry Bird, di certo non una persona che si lasciava andare a complimenti, definì Johnson come “the best I’ve played with“, investitura non indifferente. Dennis Johnson si può tranquillamente definire come una delle migliori guardie difensive nella storia della NBA, ingranaggio fondamentale dei Sonics campioni e dei Celtics dominatori dell’Est negli anni 80. Mani e piedi velocissimi, che lo rendevano micidiale nelle traiettorie di passaggio e nel rubar palla agli avversari, abile anche a rimbalzo e capace di condurre agevolmente il contropiede.

Tutto questo oltre ad essere un combattente nato, un vincente che mal sopportava le sconfitte ; una volta disse: I’m a winner.I put my heart into the game. I hate to lose. I accept it when it comes, but I still hate it. That’s the way I am

Qui il suo discorso nell’introduzione nella Hall of Fame:

 

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