La stagione NBA si appresta a iniziare e in questo periodo di inattività Doc Rivers svela alcuni retroscena risalenti al 2013. L’ex allenatore e campione NBA con i Boston Celtics firmò un contratto quinquennale con i Los Angeles Clippers nel 2013, ma la sua avventura californiana sarebbe potuta finire prima del previsto.
Come svelato dallo stesso coach a Arash Markazi del Los Angeles Times, il rapporto iniziale con l’ex proprietario dei Clippers Donald Sterling non fu idilliaco, per usare un eufemismo. Alla base di questo diverbio l’ingaggio di J.J. Redick che allora era free agent. Dopo la conferma arrivata dallo stesso Sterling sull’acquisto dell’attuale giocatore dei Pelicans, poco dopo ci fu un dietrofront da parte dello stesso presidente, non più intenzionato a portare il tiratore da Duke in California. Tutto ciò fece imbestialire Rivers che minacciò di riconsiderare il contratto da capo allenatore dei Los Angeles Clippers.
Tutti dicevano che era un grande affare. Sono tornato a casa ad Orlando per un paio di giorni. Ricevetti una chiamata da parte dell’ex presidente dei Clippers Andy Roeser che mi disse che Donald Sterling aveva deciso di annullare l’affare. Ho detto ‘Che cosa vuol dire? L’affare è già fatto, JJ è un free agent. Se non facciamo questo accordo, nessun free agent verrà da noi.

Donald Sterling, ex proprietario dei Los Angeles Clippers, radiato ne 2014 dalla NBA
Dopo questa conversazione con Roeser, Doc Rivers chiamò direttamente Sterling minacciandolo di rescindere il contratto appena firmato con i Clippers.
Mi misi al telefono con Donald e lui mi disse quanto contasse la sua parola. Ero nel parcheggio che urlavo ‘No, no, no, no, no, no! Non lo farai! Alla fine dissi che se lui non faceva il suo lavoro io me ne sarei andato. Lui mi disse che io non potevo andarmene e se lo avessi fatto si sarebbe assicurato che io non allenassi da nessuna parte. Risposi che mi sarei trovato un lavoro.
Alla fine Redick firmò un contratto quadriennale da 27 milioni con i Los Angeles Clippers, contratto portato a termine prima di andare – come free agent – ai Philadelphia 76ers nel 2017. Sterling nel frattempo fu radiato dalla NBA nel 2014 dopo intercettazioni telefoniche che portarono alla luce dei suoi commenti razzisti.

