Estate 2010. Anche quattro anni fa il free agent clou dell’estate proveniva da Akron. Già, sempre lui, LeBron James. Criticato, amato o odiato, in discussione a prescindere, ma pur sempre nella top 3 dei migliori sul pianeta. Le speranze dei tifosi dei Cleveland Cavs vennero spezzate dalla trasmissione di ESPN, “The Decision”. Ebbene sì, una trasmissione.
Quattro anni fa, infatti, l’uomo autonominatosi Re comunicò al mondo la sua attesa scelta tramite programma TV. La scelta, al di là del tasso tecnico/tattico a livello di gioco, scaturì moltissime polemiche. La professionalità dimostrata con questa scelta non piacque al mondo americano e al mondo sportivo. “Ho deciso i portare i miei talenti a Miami”, – ma soprattutto, successivamente – “Not one, not two, not three, not four, not five, not six..” riferito al numero di titoli che avrebbero raccolto LBJ&compagni a Miami, crearono una catena di polemiche e critiche attorno all’uomo uscito da S.Vincent&S.Mary’s. La decisione maturata e comunicata invece venerdì scorso ha provocato una corrente di reazioni completamente diverse. La scelta dell’ormai ex giocatore degli Heat è piaciuta a diversi ex giocatori/esperti della palla a spicchi. Il ritorno a casa, e soprattutto la lettera pubblicata da Sports Illustrated ha commosso molti amanti del gioco. Non vogliamo quindi discutere la scelta tecnica, giusta o sbagliata di tornare ai Cavs, di restare nella Eastern Conference, di lasciare Miami dopo i due titoli, bensì la modalità. King James ha scritto una lettera semplice ad un sito di informazione Usa, a differenza della trasmissione targata 2010. Le parole usate, inoltre, sono state toccanti e sincere, il che fa onore al ragazzo dell’Ohio. Ecco alcuni stralci significativi della lettera scritta a SI.com: “L’Ohio rappresenta un posto speciale nel mio cuore: è dove sono nato e cresciuto e dove ho sofferto – e ancora – “Non prometto un titolo, so quanto è difficile. Ma la mia missione va oltre il basket, ho una responsabilità. Qui tutto è guadagnato. Sono pronto ad accettare la sfida”. Su Miami: “E’ stato straordinario, rifarei la stessa scelta, ma magari comunicandola in maniera differente”.


