I Los Angeles Lakers sono tornati ad allenarsi e ad incontrare la stampa al El Segundo, un’altra delle tappe d’avvicinamento ad un ritorno alla realtà che sarà lento, e soprattutto in acque inesplorate, dopo la morte di Kobe Bryant.
Coach Frank Vogel ha incontrato i cronisti, a 5 giorni ormai dall’ultima partita giocata dai Lakers, sabato 25 gennaio a Philadelphia, la partita del sorpasso di LeBron James su Kobe, esordendo con le condoglianze alle famiglie delle 9 vittime dell’incidente aereo di Calabasas, California.
Vogel ha dichiarato che la squadra ha passato le ultime ore svolgendo attività importanti e “terapeutiche” per affrontare le prime fasi del ritorno alla normalità. Nella giornata di mercoledì, giocatori e staff hanno improvvisato una sessione di ricordi personali e aneddoti su Kobe Bryant: “Ora vogliamo rappresentare quello che Kobe Bryant ha sempre rappresentato per questa franchigia. Abbiamo sempre voluto che fosse orgoglioso di noi, e questo non cambierà ora“.
Quando la notizia ci è arrivata, mi sono preso la responsabilità di dire a tutti, uno per uno, che cosa fosse successo. Ora ci vorrà tanto tempo per riprendere, abbiamo fatto attività che speriamo possano farci bene, tornare ad allenarci e a saggiare il campo, il pallone, attività di squadra (…) siamo diventati una vera famiglia in poco tempo, comprendiamo la grande possibilità che abbiamo quest’anno
“Da padre, è un evento col quale è inevitabile farsi coinvolgere a livello emotivo” Ancora Vogel “Il front office ci è stato vicino e ci ha aiutato, ci hanno parlato tanto“.
Frank Vogel ha aggiunto che i giocatori non parleranno con i cronisti in questi giorni, e che torneranno a disposizione dei media “quando saranno pronti, e non prima“.
Un ricordo personale da avversario per coach Vogel: “Kobe? Era sempre l’uomo più temuto da tutti, faceva paura. La sua influenza è stata profonda e globale, durerà per sempre, e noi terremo alto il valore di tutto quello che Kobe ha rappresentato“.


1 commento
Buon viaggio Gianna Kobe VVB Ciao.