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I Lakers ricordano Kobe Bryant, LeBron e Judy Seto raccontano alcuni aneddoti personali

di Gabriele Melina

I Los Angeles Lakers si sono riuniti, in un raggruppamento di giocatori, allenatori, membri dello staff medico e della facility in cui la franchigia californiana tiene le sessioni di allenamento a El Segundo, per condividere alcuni ricordi ed esperienze personali su Kobe Bryant, a seguito della sua tragica scomparsa assieme alla secondogenita Gianna ed altre sette persone.

I membri maggiormente coinvolti in questa riunione per celebrare il mito della leggenda gialloviola, secondo quanto riportato da ESPN, sono stati LeBron James e la dottoressa Judy Seto (director of sports performance dei Lakers), i quali hanno menzionato un aneddoto riguardante le olimpiadi del 2008, e Nick Mazzella, direttore del personale Lakers il quale ha voluto elogiare il grande spirito amichevole di Bryant.

Quella volta che Kobe verificò la fisicità di Pau Gasol

Alle olimpiadi di Pechino del 2008, annata in cui la squadra di coach Mike Krzyzewski vinse l’oro olimpico, LeBron James e Judy Seto poterono assistere ad una dimostrazione dello spirito combattivo di Bryant durante la gara finale contro la Spagna di Pau Gasol.

All’epoca, il nativo di Philadelphia e quello di Barcellona erano i perni fondamentali della corazzata Lakers, che perse in sei gare la finale NBA contro i Boston Celtics ed il relativo MVP Paul Pierce. Con l’amaro in bocca per essere arrivati così vicini al traguardo senza averlo effettivamente tagliato, e con una rabbia interiore nei confronti del lungo catalano per non aver dato il massimo durante le serie conclusiva, Kobe intraprese il viaggio verso le olimpiadi segnandosi sul calendario un eventuale incontro tra nazionali con il suo compagno di squadra.

Dopo pochi minuti dalla palla a due, il 18 volte All-Star si schiantò volontariamente contro un blocco impostato da Gasol, causando a quest’ultimo una caduta sul parquet e inviandogli un chiaro messaggio di essere più fisici quando la posta in gioco è alta.

Ad aver descritto il senso di stupore vissuto in quegli attimi è stato lo stesso James, ai tempi compagno di Bryant nella nazionale statunitense: “Mi sono davvero stupito quando Kobe ha trattato in quel modo così duro agonisticamente il suo compagno di squadra“. Judy Seto, anche lei membro della nazionale come fisioterapista, ha raccontato: “Lo scontro era un qualcosa di programmato, Kobe era di ritorno da una finale persa e voleva mandare un messaggio al suo centro“.

Nick Mazzella racconta come Kobe lo abbia aiutato con la sua ragazza

I Lakers erano nel mezzo di una trasferta di riscaldamento alle Hawaii in vista dell’inizio della stagione regolare, quando Nick Mazzella, tutt’oggi responsabile del personale della franchigia sedici volte campione NBA, portò la sua promessa sposa, Susan, fuori a cena.

Bryant, assieme ad alcuni agenti della sicurezza, una volta ricevuta la notizia, decise di recarsi al ristorante in cui la coppia stava tenendo la loro cena, subentrando a locale sgomberato con le seguenti parole: “Signora, ha idea di chi sia la persona al suo fianco? E’ Nick Mazzella, e andrà molto lontano con il suo lavoro. Io sono Kobe, congratulazioni a voi per il matrimonio“.

Secondo quanto riportato da Mazzella, l’intervento dell’MVP della stagione 2007\08 ha fatto sentire lui e la sua ragazza “in cima al mondo“.

Aver espresso la propria personale considerazione su Kobe Bryant ha notevolmente aiutato tutti i membri dell’organizzazione losangelina, consentendogli di muovere i primi passi per superare un momento storico così difficile.

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