La nostra preview degli Indiana Pacers nel 2020/2021 parte, per forza di cose, dal termine della stagione scorsa: dopo l’accesso ai playoffs nella bolla di Orlando da quarta testa di serie, la squadra ha subito una sonora eliminazione al primo turno da parte dei Miami Heat. Un 4-0 senza appello che ha condannato l’allenatore Nate McMillan all’esonero, nonostante gli fosse stato rinnovato da poco il contratto.
L’addio di Paul George, ormai datato 2017, non ha cambiato la serie di eliminazioni al first round in postseason, confermatasi anche quest’anno. L’ultima volta in cui i Pacers hanno superato il primo turno è stata nel 2014 (finale di Conference, persa, contro gli Heat): troppo poco per una squadra che ha sempre avuto ambizioni da titolo. Alle battute finali di una off-season piuttosto sonnecchiante, vediamo come Indiana si presenta in vista della prossima stagione.
I movimenti nella off-season
Una preview dei Pacers per la stagione 2020/2021 non può non tener conto delle manovre sul mercato della squadra. È difficile dare un giudizio positivo ai movimenti dei Pacers, perché sostanzialmente non ce ne sono stati. Nate Bjorkgren è stato scelto come nuovo capo allenatore della squadra dopo il benservito a McMillan. Ex assistente di Nick Nurse ai Toronto Raptors, Bjorkgren è ritenuto una grande mente offensiva, e non ha perso tempo nel cercare di familiarizzare subito con le star della squadra, Oladipo e Sabonis.
I Pacers hanno già una delle difese migliori della lega e un potenziamento dell’attacco può solo portare dei benefici. Il problema è che a parte il cambio di allenatore la franchigia è rimasta immobile. La mossa più importante è stata impedire che Victor Oladipo se ne andasse. Nonostante i numerosi pettegolezzi su una sua eventuale partenza, la guardia del Maryland ha voluto ribadire il suo attaccamento alla franchigia e la volontà di restare, dopo aver recuperato al meglio dall’infortunio. I movimenti di mercato sono stati per lo più interni: hanno rinnovato il proprio contratto sia Justin Holiday sia JaKarr Sampson. Gli acquisti si sono limitati a Kelan Martin, ala piccola proveniente dagli Iowa Wolves della NBA Development League, e Jaren Lecque. Quest’ultimo è stato scambiato in una trade con T.J. Leaf, ma è improbabile che rimanga a roster e sembra destinato ai Fort Wayne Mad Ants, la franchigia dei Pacers che milita in G-League. Si è parlato moltissimo di una trade per arrivare a Gordon Hayward, ma alla fine l’ex Celtics si è accasato agli Hornets.
Al draft le cose non sono andate molto meglio. Complice un’unica scelta al secondo giro, i Pacers hanno selezionato Cassius Stanley, guardia iper-atletica proveniente da Duke e passata dalla Sierra Canyon High School. Per ora il classe 1999 ha firmato un contratto two-way che gli permette di dividersi tra NBA e G-League, ma potrebbe anche risultare una sorpresa: a Duke ha registrato di media 12.6 punti, 4.9 rimbalzi e il 36% da tre.
Pacers preview 2020/2021: il gioco
La NBA classifica i Pacers al diciasettesimo posto della classifica delle migliori squadre in vista della prossima stagione (l’anno scorso era al sedicesimo). Le statistiche del 2019/2020 permettono di farci un’idea precisa sul gioco di Indiana, dato che non ci saranno cambiamenti nel quintetto di base: Malcolm Brogdon, Victor Oladipo, T.J. Warren, Domantas Sabonis e Myles Turner.
La difesa è arrivata al terzo posto della lega per punti concessi: solo 107.5 a partita. Il quintetto rimane estremamente affidabile dal punto di vista difensivo. I principi di McMillan erano molto semplici: rimanere davanti all’uomo, tenere le mani alte per evitare il fallo e far convergere tutte le penetrazioni verso il centro dell’area, dove un grande difensore del ferro come Myles Turner poteva occuparsene. Durante la scorsa stagione abbiamo visto anche alcuni, rari casi in cui i Pacers hanno difeso con la zona 3-2; è successo quando si son trovati davanti squadre molto veloci e la copertura a uomo non dava le giuste garanzie. Bjorkgren avrà un’ottima base di partenza per disegnare il suo gioco e dovrà cercare di premiare l’abilità difensiva sul perimetro di giocatori come Oladipo e Brogdon, tenendo il più possibile dentro l’area Sabonis e Turner per non farli coinvolgere in pick and roll che sguarnirebbero le retrovie.
Ciò su cui sicuramente Indiana deve migliorare è l’attacco. Le cifre dell’anno scorso non sono confortanti: le medie di 109.4 punti (ventitreesimi nella lega) e 42.8 rimbalzi a partita (venticinquesimi) vanno assolutamente migliorate per fare il salto di qualità. Da questo punto di vista, il ritorno a pieno regime di Victor Oladipo è l’assoluta priorità di Bjorkgren. L’ultima stagione giocata interamente è stata quella del 2017/2018, ed è stato in grado di assommare numeri da MVP (23.1 punti, 2.4 palle rubate e 37.1% da tre). Tuttavia, il recupero dal grave infortunio di gennaio 2019 non gli ha consentito di essere al massimo nelle 19 partite giocate nella scorsa stagione. Oladipo non basta.
Con McMillan, i Pacers hanno tirato raramente da tre, all’interno di una lega in cui la soluzione dalla lunga distanza è sempre più importante: 28 tentativi di media a partita nel 2019/2020, unici insieme ad altre due squadre a tentare meno di 30 volte da dietro l’arco. Quando l’han fatto, i risultati sono stati piuttosto incoraggianti, visto che la media del 36.3% è a un rispettabile quattordicesimo posto nella classifica ad hoc. Il problema non è certo la mancanza di tiratori, perché un non-specialista come Myles Turner l’anno scorso ha fatto registrare il 34.4% da tre e il ‘fenomeno della bolla’ T.J. Warren addirittura il 40.3%. La soluzione è invitare i giocatori a tenere di meno la palla e tirare di più, forzando gli avversari a uscire per difendere sul perimetro e liberando così gli spazi per Oladipo e Sabonis. Vediamo un esempio. In questa azione, la difesa dei Knicks deve uscire velocemente su Justin Holiday perché rispetta il suo tiro da tre (40.5% la stagione scorsa) e poi anche su Malcolm Brogdon, lasciando sguarnito il pitturato per la penetrazione con gran schiacciata proprio di Oladipo. Questa potrebbe essere una vera e propria preview dei Pacers per il 2020/2021: con più azioni del genere, aumenterebbero di molto la loro imprevedibilità offensiva.
Il gioco di McMillan si basava su una difesa quasi impenetrabile ma aveva carenza di soluzioni offensive ed era estremamente lento (i Pacers l’anno scorso son stati ventiquattresimi nella lega per numero di possessi). Bjorkgren dovrà accelerare la manovra e allargare il campo per permettere a un grande velocista come Oladipo di attaccare il ferro. Questo è un altro aspetto su cui i Pacers sono mancati: la media di 19.1 tentativi dalla lunetta è risultata l’ultima della NBA, ma il 78.7% di tiri liberi realizzati ha comunque permesso di sfruttare le poche occasioni ottenute.
Un potenziale fattore: Victor Oladipo
La scelta non è stata facile. T.J. Warren a Orlando ha fatto vedere cose meravigliose ed è sembrato a tratti inarrestabile: nella bolla in 10 partite ha avuto una media impressionante di 26.6 punti, 6.3 rimbalzi e 2.4 assist, tirando con il 54.1% dal campo e il 47.5% da tre. Ciò nonostante, la carriera di Oladipo e le stagioni trascorse prima dell’infortunio ci convincono a puntare le nostre fiches su di lui per la prossima stagione. Nelle quattro partite di playoff di quest’anno, seppur a mezzo servizio, ha segnato 17.8 punti di media, segnale di un giocatore che – al 100% – è senza dubbio il MVP della squadra. Warren, se dovesse riconfermarsi ad alti livelli, potrebbe essere il perfetto partner di un Oladipo integro e proiettare davvero i Pacers in un ottimo posto a est e verso una off-season di alto livello.
Pacers preview 2020/2021: le aspettative stagionali
Concludiamo la nostra preview dei Pacers per il 2020/2021 con qualche pronostico. La squadra conferma il nucleo della scorsa stagione ma vuole far passare i cambiamenti dalla nuova guida tecnica. Nate Bjorkgren potrebbe essere l’uomo giusto per far fare il salto di qualità offensivo a Indiana. I giocatori in grado di fare bene ci sono, devono solo essere indirizzati correttamente per rendere al meglio. Oladipo e T.J. Warren sono i due nomi su cui tenere gli occhi puntati, perché se sono al 100% possono davvero spostare gli equilibri a est. L’obiettivo minimo è superare, dopo molti anni, il primo turno dei playoff e diventare una mina vagante della Eastern Conference, in grado di poter battere chiunque, anche se forse non in una serie al meglio delle sette. La solidità della squadra non è in discussione e Bjorkgren, alla sua prima esperienza da capo allenatore in NBA, dovrà tenere le redini di un gruppo con un buon grado di maturità ma di scarsa esperienza in postseason.



