Questa notte, i Minnesota Timberwolves hanno ottenuto il secondo successo di questa stagione, vincendo in quel di Salt Lake City contro gli Utah Jazz. Mentre la squadra capitanata dal duo Donovan Mitchell e Rudy Gobert è reduce da un’annata ricca di alti e bassi, ed ha quindi bisogno di evadere dal suo stato di mina vagante ad ovest, Minnesota al contrario ha un’assoluta necessità di emergere dal relativo stato di mediocrità.
I Timberwolves hanno dimostrato, almeno per quanto riguarda questo breve inizio, di essersi incamminati sulla giusta strada. Quel che ha reso importante la recente vittoria, oltre alla buona prestazione della matricola Anthony Edwards, è stata la resistenza e la determinazione messa in atto dalla franchigia di Minneapolis: difatti, nonostante l’infortunio del punto di riferimento Karl-Anthony Towns, Minnesota è riuscita a rimanere a galla ed a concludere il match dalla parte dei vincitori.
116 a 111 il risultato finale, conseguito tramite un’ottima prestazione della guardia D’Angelo Russell, arrivato a metà stagione l’anno scorso, e, come detto in precedenza, grazie alla prima vera scossa da parte della prima scelta allo scorso draft.
I Timberwolves lottano fino alla fine e portano a casa il match, decisivi Russell ed Edwards
Con poco più di cinque minuti al termine della gara, Towns penetra a canestro in cerca di una conclusione facile, tuttavia, incontra nei pressi del ferro l’opprimente difesa del due volte difensore dell’anno Rudy Gobert. Il venticinquenne non riesce a concludere l’azione con un canestro, ed, in fase di atterraggio, cade sul parquet ponendo buona parte del suo peso sul polso sinistro.
Towns rimane per un po’ di secondi steso per terra, ed il panico è immediato in casa Timberwolves: sembra essere lo stesso infortunio che ha costretto il lungo a saltare dodici gare lo scorso anno. Il due volte all-star viene così condotto negli spogliatoi, e privata della sua punta di diamante, Minnesota deve inevitabilmente far affidamento sul resto della rotazione.
Russell ed Edwards, anche se in modo non così esplicito, rispondono presente all’appello: l’ex Golden State Warriors ne mette a referto 25 totali, con 3 su 6 dalla lunga distanza, mentre il prodotto di Georgia si unisce con 18 punti ed un 8 su 12 dal campo.
Quel che ha fatto rinascere le speranze dei tifosi Timberwolves, quei pochi rimasti probabilmente a seguito di anni di continue delusioni, è stata la determinazione con cui Edwards ha fatto canestro. Spesso Minnesota, ed in particolare Towns, sono stati criticati per giocare con troppa poca intensità, tuttavia quest’oggi la tendenza sembrerebbe essersi completamente invertita.
“Il mio compito compito è quello di scendere in campo e fare quello per cui sono stato scelto al draft, ovvero mettere la palla nel canestro“, ha affermato la giovane guardia diciannovenne, che in un possesso ha attaccato il ferro ed ha fatto canestro pur trovandosi davanti solo ed esclusivamente lo stoppatore Gobert, dal quale Edwards non si è mostrato intimidito.
Il momento di massima essenza cestistica è giunto nel finale di gara: i Jazz sono incaricati di effettuare la rimessa con poco più di quattro secondi al termine, nonostante ciò, la difesa dei Timberwolves è così attenta, reattiva e preparata, che Utah commette una violazione dei cinque secondi non riuscendo neanche a rimettere il pallone in campo. Fino a poco tempo fa’, inserire nella stessa frase Minnesota e difesa ad alta intensità avrebbe costituito nient’altro che un ossimoro, tuttavia ad oggi i ragazzi di coach Saunders cercano di trasformare quel che han fatto in una realtà costante.
“Dobbiamo rimanere compatti, fare affidamento su noi stessi nei momenti di maggiore difficoltà“, ha riportato il capo allenatore dei Minnesota Timberwolves. “Quella di oggi è stata una vittoria importante, perché ha dimostrato che possiamo essere una squadra unita nonostante il gruppo non abbia avuto così tante occasioni per affinare l’intesa”.
Anche Jarrett Culver e Malik Beasley hanno contribuito alla vittoria, mettendo a referto rispettivamente 14 e 18 punti. Oltre all’impegno dei singoli, la differenza l’ha fatta un’insolita ma necessaria coesione di squadra, che ha portato Minnesota a mettere in atto un’ottima difesa: Utah ha concluso la partita con il 38% dal campo, una percentuale non di certo positiva che dovrà far riflettere coach Snyder.
Karl-Anthony Towns abbandona la gara per un infortunio al polso, poi rientra e vince
L’unica nota negativa di quest’ultimo match è stato l’infortunio di Towns, di cui non si hanno ancora informazioni precise e dettagliate. Il venticinquenne ha abbandonato il campo, nel quarto quarto, per recarsi negli spogliatoi, ma per non lasciare sola la sua squadra ha deciso di ritornare sul parquet senza sottoporsi ad ulteriori accertamenti.
“Non ero in grado neanche di afferrare o ricevere il pallone, sono subentrato semplicemente per poter mettere pressione alla difesa con la mia presenza. Non avevo voglia di abbandonare il campo e sottopormi a dei controlli. Volevo essere d’aiuto alla mia squadra, e così ho fatto“, ha dichiarato nel post-gara il nativo del New Jersey.
Mentre si attendono ulteriori verifiche per il lungo dei Timberwolves, Minnesota si prepara ad affrontare il primo vero ostacolo della stagione 2020/21: i campioni in carica Los Angeles Lakers, reduci da una vittoria natalizia contro i Dallas Mavericks del giovane Luka Doncic.

