Era stata un’annata da All-star quella di Gordon Hayward, che prima dell’infortunio rimediato a inizio aprile stava conducendo gli Charlotte Hornets ad un posto playoffs. Quello dell’ex Boston Celtics, e di altri giocatori chiave, è stato uno stop che ha fatto scivolare la squadra verso la zona play-in, seppur lasciando invariato il valore della stagione.
Fino al 3 aprile, infatti, Hayward ha viaggiato su medie da 19.6 punti, 5.9 rimbalzi e 4.1 assist a notte, certificando la bontà della scelta della franchigia. A proposito, il general manager Mitch Kupchak ha ripercorso le tappe che lo scorso autunno hanno portato il giocatore dal Massachusetts alla Carolina del Nord.
“Non pensavo avrebbe scelto di rinunciare all’opzione contrattuale per rimanere a Boston. Non è un qualcosa che succede spesso.” ha continuato “Perciò anche alla fine, dopo che le avevamo provate tutte davvero e c’era un discreto ottimismo riguardo il suo arrivo a Charlotte, una parte di me continuava a ripetermi che non succede spesso che un giocatore abbandoni un grande mercato in favore di uno più piccolo. Perciò non ne sono stato sicuro fino al momento della firma.”
Hornets, Kupchak: “Troppi soldi? Riparliamone tra cinque anni”
Alla fine Hayward ha firmato un contratto dal valore totale di 120 milioni di dollari che lo legherà agli Hornets per altre tre stagioni. Quella di aver pagato troppo giocatori come il numero 20 e come lo stesso Terry Rozier (58 milioni in tre anni) è stata una critica con cui Kupchak ha imparato a convivere: “È difficile colpirmi. Potrebbe esserci stato del criticismo, ma non gli ho dato granché peso ai tempi. Alla fine però devi soppesare bene tutto, Draft, free-agency, scambi. E devi aspettare almeno quattro o cinque anni per capire se hai commesso un errore o meno.”
Al netto di tutto, comunque, a Charlotte saranno senz’altro soddisfatti dell’annata del gruppo squadra. Ora saranno con ogni probabilità attesi da un torneo play-in che si annuncia in salita, ma che sarà allo stesso tempo un banco di prova fondamentale per gli elementi più giovani e promettenti del roster.

