Russell Westbrook è a una sola tripla doppia dal raggiungere e a 2 dal superare lo storico record di triple doppie di Oscar Robertson (181 in 14 stagioni NBA). Dopo esser stato il secondo giocatore a chiudere almeno una stagione in doppia cifra per punti, rimbalzi e assist, appunto dopo l’ex stella dei Royals e Bucks, Westbrook diventerà presto il giocatore con il maggior numero di triple doppie in carriera.
A questo proposito è uscita sul New York Times un’intervista a Robertson in cui il campione si esprime anche in merito alla questione.
Oscar Robertson sul record di triple doppie: “Ho scoperto il mio record solo diversi anni dopo il mio ritiro”
In apertura di intervista Robertson rivela come ai suoi tempi il termine tripla doppia non esisteva ancora (fu “inventata” negli anni ’80 con le prestazioni stratosferiche di Magic Johnson) e che anche lui ha scoperto di questo suo record diversi anni dopo il suo ritiro.
“Ero all’oscuro di questo record quando giocavo. L’ho scoperto diversi anni dopo il mio ritiro. In quegli anni i giornalisti si concentravano soprattutto sul punteggio, sui punti che facevi e sui tiri che segnavi o sbagliavi. Non c’era molta pubblicità per le altre statistiche, quindi nessuno compreso me ci faceva caso. Onestamente neanche nei primi anni in cui si è iniziato a parlare di triple doppie non ci ho pensavo. Ho scoperto il mio record solo quando andando indietro negli anni qualcuno ha scoperto i miei numeri. Io per primo ne rimasi sorpreso”
Negli anni si è scoperto che Oscar Robertson è stato il primo giocatore a chiudere una stagione in tripla-doppia nella storia NBA (già nella sua seconda da professionista) e che nelle prime 5 annate in NBA viaggiava a 30.3 punti, 10.4 rimbalzi e 10.6 assist di media a notte. Nonostante ciò l’ex stella NBA ha ribadito che lui è sempre sceso in campo solo per vincere a aiutare la squadra a far bene. Mai per mettersi in mostra o gonfiare le sue statistiche.
“Non ho mai pensato di dover segnare per forza, non ho mai pensato di dover prendere tanti rimbalzi, o fare tanti assist. Io ho sempre e solo pensato a pensato solo a vincere. In quegli anni, però, non avevamo una grande squadra a Cincinnati, quindi abbiamo faticato a fare buoni risultati. In NBA hai bisogno di una squadra con diversi uomini forti e un buon sistemi che funzioni per vincere, ma io ho sempre dato tutto solo per il bene della squadra, mai solo per il mio personale”
L’ex stella NBA ha sempre fatto il tifo perché Russell Westbrook superasse il suo record
Quando l’intervista si è spostata sul paragone con Westbrook, le sue impressioni sulla carriera del giocatore, sul fatto che gli manchi un anello per coronare la carriera e sul rischio che il giocatore degli Wizards gli rubasse il primato sono arrivate solo parole di sostegno e ammirazione da parte di Robertson.
“Penso che questo discorso del non aver mai vinto un anello si faccia solo quando si parla di grandi campioni. Ciò dimostra il valore del giocatore. Io sono stato a Cincinnati per molti anni, ma non abbiamo mai fatto scambi degni di nota per ottenere giocatori migliori e non abbiamo mai vinto. A Milwaukee sono stato meno, ma hanno fatto le mosse giuste e abbiamo vinto. Ma è la storia del basket a insegnarci ciò, io lo dico sempre alla gente, ogni squadra che ha vinto un campionato ha fatto scambi o ha scelto al draft giocatori chiave. Come ad esempio i Celtics degli anni ’60 con l’arrivo di Bill Russell”
“Tornando a Russell mi piace moltissimo il modo in cui gioca. È un ragazzo dinamico, atletico, ma che capisce anche tanto di basket. L’hanno spostato in diverse squadre e, nonostante le critiche, io penso che sia una delle guardie più forti della storia. In molti pensavano che a Washington non avrebbe fatto bene, o che comunque non avrebbe giocato ai livelli mostrato a Houston e soprattutto a Oklahoma City. Invece sta facendo una stagione straordinaria, in una carriera che non molti giocatori in NBA possano vantare e sono felice che sia lui a superare il mio record. Faccio da tempo il tifo per lui.”
In chiusura il campione NBA rilascia un piccolo commento alle tante critiche che spesso vengono rivolte a Russell: “Su ciò che dicono i giornalisti penso che sia ridicolo criticarlo perché non ha vinto un titolo. I giocatori non vincono i campionati da soli. Come già detto per vincere ci vuole: una buona gestione, dei buoni compagni e un buon sistema di gioco… e potrebbe non bastare”

