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Ben Simmons via da Philadelphia? “Non voglio essere ceduto, amo questo posto”

di Gabriele Melina
Ben Simmons mercato

La carriera di Ben Simmons in maglia Philadelphia 76ers è giunta al termine? E’ questo il quesito che tormenta da qualche giorno le menti di chi, nelle prossime settimane e mesi, si occuperà di prendere una decisione fondamentale per il futuro della franchigia. Simmons è sempre stato il braccio destro di Joel Embiid, le due colonne portanti del così detto “The Process”, e più volte Philadelphia gli ha concesso spazio e tempo per rimediare alle proprie lacune: tuttavia, l’australiano non ha mai fatto passi in avanti nelle ultime stagioni ed i 76ers, di fronte all’ennesima sconfitta prematura, si ritrovano con le spalle al muro e due opzioni sul tavolo.

La prima opzione, che al momento appare forse più logica e sensata, è quella di cercare uno scambio che coinvolga Simmons. La questione diventa però decisamente più complessa quando si cerca di definire il valore di mercato del ventiquattrenne: se fino a pochi mesi fa’ il tre volte all-star era sufficiente, assieme ad altre pedine minori, per ottenere un giocatore dal calibro di James Harden, ad oggi quanto vale Ben Simmons?

La seconda opzione sarebbe quella di insistere sullo stesso Simmons, concedendogli quindi l’ennesima seconda possibilità. Il prodotto di LSU ha dichiarato di voler lavorare con totale impegno e costanza sul suo tiro, pur a costo di saltare le Olimpiadi di Tokyo che lo vedrebbero protagonista con la maglia dell’Australia, una affermazione di certo positiva ma che rappresenta comunque una scommessa per i Sixers.

Dal canto suo, Simmons ha sottolineato il suo attaccamento a Philadelphia ed ha affermato che preferirebbe non essere ceduto.

L’affetto che Ben Simmons prova nei confronti di Philadelphia non è probabilmente ricambiato dai tifosi locali, eppure la point-guard ha dichiarato di non voler giocare altrove: “Adoro Philadelphia. Amo questa organizzazione, i tifosi sono fantastici. Sono consapevole di aver giocato male in questa serie, e mi aspettavo tutto questo mormorio”.

Quel senso di incertezza legato alle prestazioni di Simmons era però palpabile già a fine gara 7, dove sia coach Doc Rivers che Embiid hanno risposto in modo molto sincero a delle domande abbastanza scomode a loro rivolte. “Ben Simmons può essere la point-guard titolare in una squadra da titolo?”, questa la domanda rivolta a coach Rivers, il quale ha risposto con uno schietto: “Non lo so”.

Poi la palla è passata ad Embiid, che ha riflettuto sul momento che ha deciso l’esito dell’incontro. “Non saprei come dirlo, ma credo che la gara sia stata persa quando avevamo un tiro facile ed, anziché prenderlo, abbiamo optato per due tiri liberi, di cui uno poi sbagliato”.

L’azione a cui il camerunense ha fatto riferimento è chiara nella mente di tutti: Simmons effettua una virata verso la linea di fondo, si ritrova l’area libera con la possibilità di schiacciare, eppure piuttosto che tirare passa il pallone a Matisse Thybulle, puntualmente braccato da due difensori. Ciò assume una sfumatura ancora più bizzarra se si osserva il seguente dato: da gara 4 a gara 7, Simmons non ha mai tentato un tiro nel quarto conclusivo.

Per di più, nella serie contro gli Atlanta Hawks Simmons ha chiuso con il 33.3% dalla lunetta (15 su 45). Infine, l’australiano è stato costretto a rimanere in panchina nei finali perché gli avversari, consapevoli delle sue scarse percentuali, adottavano la tattica del fallo volontario. Se Simmons non ha preso quella conclusione facile è una questione mentale e non tecnica, la stessa mentalità che lo ha trasformato in una spina nel fianco per i suoi compagni.

Ben Simmons, quale ruolo futuro lo attende?

Philadelphia ha per anni scommesso sulla convivenza Simmons ed Embiid, rispettivamente point-guard con un fisico da lungo e lungo con delle doti da guardia. Fino ad ora la coppia non ha mai portato a dei risultati del tutto positivi, nonostante la moltitudine di prestazioni notevoli di Embiid, perciò potrebbe tornare utile cercare di riconfigurare il ruolo del ventiquattrenne.

L’idea che qui di seguito verrà proposta è praticamente impossible da realizzare a Philadelphia, ma al contrario risulta alquanto fattibile in tante altre squadre. Che Simmons palleggi, muova la palla, individui i compagni e corra in contropiede come una vera point-guard è indiscutibile, ma non è detto che ciò gli conferisca automaticamente tale ruolo.

In alternativa, Simmons potrebbe essere l’esempio lampante di quel che viene definito “point center“, ovvero un giocatore che ricopre il ruolo di centro ma si atteggia come una guardia. Ciò vorrebbe dire disporre di un lungo versatile in difesa, capace di difendere sia il pitturato che l’arco dei tre punti. In attacco, invece, Simmons potrebbe assicurarsi l’egemonia del pitturato oppure sfruttare le sue doti da passatore per cercare i compagni, opportunamente disposti al di fuori dell’area.

Al momento è chiaro che queste ipotesi non sono compatibili con lo stile di gioco di Embiid, il quale seppur capace di segnare da tre non può essere limitato ad un tiratore dagli scarichi per far spazio a Simmons. Una situazione molto simile era occorsa nel 2019, quando la dirigenza Sixers dovette decidere se prolungare o meno il contratto di Jimmy Butler.

Philadelphia ed il rifiuto di estendere Butler, ecco una possibile ragione

Jimmy Butler è arrivato a Philadelphia nel 2019 con il desiderio di svoltare in positivo la sua carriera: quell’anno la corsa al titolo dei Sixers si è poi fermata sul mitico canestro di Kawhi Leonard, ma quel breve frangente temporale è bastato comunque a Butler per imporre la propria presenza. La squadra, all’epoca ancora allenata da Brett Brown, poteva contare sul seguente quintetto: Simmons, J.J. Redick, Butler, Tobias Harris, Embiid.

I presupposti e le intenzioni per vincere l’anello erano non solo presenti ma anche concreti, eppure l’annata è andata a finire in un modo totalmente diverso: Philadelphia ha dovuto soccombere ad un monumentale Leonard, poi MVP delle finali e campione NBA, con conseguente abbandono di Butler, poi sbarcato a Miami, e qualche mossa di mercato parecchio discutibile.

Il motivo per cui i 76ers non abbiano esteso il contratto di Butler sembrerebbe essere il seguente: Ben Simmons era poco contento e molto frustrato di dover giocare lontano dalla palla, vista la presenza di Butler come principale portatore e leader della fase offensiva. Yaron Weitzman, corrispondente per Fox Sports, ha riportato le seguenti informazioni: “Secondo alcune fonti, la frustrazione di Ben Simmons nell’essere relegato ad un ruolo lontano dalla palla ha contribuito alla decisione di non firmare Jimmy Butler. Brett Brown aveva conferito le chiavi della fase offensiva a Butler, e la dirigenza Sixers era molto preoccupata di come Simmons avrebbe reagito a questa decisione”.

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