Due tra le favorite al titolo in questa stagione, ovvero i Los Angeles Lakers e i Chicago Bulls, si sono ritrovate stanotte allo United Center e si sono rese protagoniste di un godevole match, nonostante entrambe siano state falcidiate recentemente da numerosi focolai Covid. La partita, giocata ad una buona intensità e soprattutto sempre punto a punto, ha visto l’allungo decisivo dei Bulls solamente nell’ultimo minuto di gioco, quando, sotto 110-109, la squadra di Billy Donovan ha realizzato un mortifero 6-0 di parziale ed alzato le barricate in fase di non possesso. I Bulls tirano tanto ma malino, (43% in totale) e devono assolutamente aggrapparsi al fattore difesa, riuscendo a portare a mettere a referto ben 10 palloni recuperati nell’arco di tutto il match. Lakers che invece al contrario tirano poco ma bene (51.3% in totale), pur con diverse perplessità per quanto riguarda le percentuali dalla lunetta, ma perdono ben 19 palloni, non proprio un gran risultato per un team che vorrebbe puntare all’anello.
LeBron put forth a big effort, trying to carry LAL to a tough road win at Chicago despite the absence of 6 teammates, with several vets playing more minutes than they typically would. But missed FT’s, TO's and DeRozan conversions on the other end won it for the Bulls, 115-110.
— Mike Trudell (@LakersReporter) December 20, 2021
Tuttavia il dato che desta maggiore preoccupazione è quello riguardante LeBron James. I gialloviola, per provare a vincere, hanno bisogno in tutti modi di far giocare per circa 40 minuti di media a partita un giocatore di quasi 37 anni che però anche quest’anno ha mostrato i primi acciacchi legati all’età che avanza. E nonostante una prestazione fatta di 31 punti, 14 rimbalzi, 6 assist, 2 stoppate e 1 pallone recuperato, il re tira con percentuali davvero pessime, soprattutto dall’arco (1 su 7) e dalla lunetta (8 su 11).
La partita ha segnato inoltre il momento del ritorno in campo di DeMar DeRozan, uscito finalmente fuori dai protocolli anti contagio; l’ex All-Star di Toronto e San Antonio non si è fatto attendere ed è tornato a mostrarci le prestazioni con le quali sti sta positivamente mettendo in mostra nel corso di questa annata. Sono 38 i punti per lui, che lo rendono il top-scorer della serata, mettendo a referto anche 6 rimbalzi e 4 assist. Ed è suo il canestro che segna il definitivo sorpasso dei Bulls sui Lakers, a circa una cinquantina di secondi dalla sirena finale. Solita azione DeRozaniana, ricezione della palla, in marcatura su di lui c’è un certo LeBron. Ma DeRozan non vuole sfidarlo, e infatti procede al solito arresto e tiro dal midrange, specialità della casa. Il risultato lo lascio immaginare a voi e da quel punto in poi i Bulls non saranno più ripresi. Durante tutta la durata del match, il numero 11 non si è mai preso un tiro dalla lunga distanza, usanza molto atipica per una shooting guard a livello NBA, ma ha preferito basare la sua prestazione su ciò che gli riesce meglio. Scelta coraggiosa ma efficace.
Carmelo Anthony: “Ecco perché DeRozan è così efficiente”
In NBA molto spesso anche gli avversari, quando vedono un giocatore dominare in campo in lungo e in largo, si fermano e gli fanno i complimenti. E Carmelo Anthony, uno dei super veterani ancora in attività ed alla sua diciannovesima stagione da professionista, si è accorto subito dell’esplosione di DeRozan e lo ha fatto notare in un’intervista post-partita. “Nonostante io non lo usi granché, il tiro dal midrange è una delle armi che noi giocatori sottovalutiamo di più. DeMar invece ha imparato fin dall’inizio ad utilizzarlo spesso. E in una partita tirata e combattuta come questa, se vede che non c’è speranza con il tiro dall’arco, devi essere in grado di arrivarci. Cosa che ha fatto DeMar. Anche grazie a questo questo quest’anno è così dominante ed efficiente.” Che dire, davvero un signore sia dentro che fuori dal campo.
Melo ha chiuso la sua partita con 21 punti, 5 rimbalzi, 2 stoppate e 2 palle recuperate in uscita dalla panchina. Nonostante le percentuali siano rivedibili, il prodotto di Syracuse si è dimostrato ancora una volta molto efficiente in entrambe le metà campo e soprattutto ha mostrato grandi sprazzi di aggressività ed atletismo, nonostante anche lui non sia più un giovanotto (il prossimo 29 maggio compirà infatti 38 anni!)

