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DeMar DeRozan colpisce ancora: secondo buzzer beater di fila, Wizards KO

di Michele Gibin
demar derozan

He did it again, DeMar DeRozan segna sulla sirena il canestro del 120-119 con cui i suoi Chicago Bulls hanno vinto contro gli Washington Wizards alla Capital One Arena, appena 24 ore dopo aver “giustiziato” gli Indiana Pacers.

Un’altra tripla allo scadere per DeRozan, che diventa così il primo giocatore nella storia della NBA a segnare due buzzer beater di fila, in occasione di un back to back. I Bulls portano a casa solo all’ultimo minuto una partita in cui erano rimasti sempre sotto nel punteggio, con gli Wizards a controllare grazie a Kyle Kuzma e a un Bradley Beal da 17 assist totali a fine gara.

Anche in back to back, Chicago trova la forza di restare agganciata nel punteggio per poi affidarsi nel quarto periodo ai closer per eccellenza di questa stagione: Zach LaVine e soprattutto uno straordinario DeMar DeRozan. A 8 minuti dal termine, Washington è ancora avanti per 102-92 dopo un canestro di Kuzma, ma i Bulls tornano sotto con LaVine e Nikola Vucevic. Il pareggio arriva a 2 minuti dalla sirena finale con lo stesso Vucevic che converte un gioco da tre punti dopo l’errore in lunetta di DeRozan.

E’ Zach LaVine a mettere i Bulls avanti per 115-114 con una tripla, la sua settima di serata, cui replica Beal con due tiri liberi a 1:28 ancora da giocare. Gli ultimi 50 secondi di partita sono frenetici: DeRozan fa due su due ai tiri liberi (117-116), poi Kuzma sbaglia da tre punti. Vucevic ha a sua volta la possibilità di chiudere la partita ma sbaglia ancora da tre, l’ultimo possesso è per gli Wizards che senza timeout si affidano a Beal.

L’ex Florida serve Kyle Kuzma, che da ben oltre 8 metri spara la tripla del 119-117 a 3.3 secondi dal termine sul recupero di Derrick Jones Jr. Il canestro che sembra risolvere finalmente la partita.

Ma non se c’è DeMar DeRozan nei paraggi. Sull’ultima rimessa Bulls, coach Fleming disegna un’uscita dai blocchi per LaVine, che serve da “specchietto per le allodole” per consegnare il pallone al numero 11 di Chicago, che riceve e attacca Corey Kispert verso l’angolo sinistro. Il rookie da Gonzaga abbocca alla classica finta di DeRozan, che poi tira sull’ottimo recupero di Beal praticamente cadendo fuori dal campo. La palla entra, la sirena suona e la beffa per gli Wizards è compiuta. mentre la panchina dei Bulls, davanti a cui si svolge l’intera sequenza, travolge DeMar di gioia.

Il buzzer beater di DeRozan vale la settima vittoria di fila per i Chicago Bulls, che con un record di 24-10 sono ora primi nella Eastern Conference davanti a Nets e Bucks. Un canestro che corona DeRozan a de facto MVP della prima parte di stagione, con buona pace di Kevin Durant e soci, proprio per quanto inaspettato sia stato il rendimento alla sua prima stagione a Chicago dell’ex star di Raptors e Spurs.

DeMar DeRozan chiude a Washington con 28 punti, 9 rimbalzi e 5 assist, con 10 su 22 al tiro in 35 minuti. Zach LaVine segna 35 punti, Nikola Vucevic 22 con una doppia doppia da 12 rimbalzi. Senza Lonzo Ball e Alex Caruso, la panchina fa poco ma coach Fleming, che sostituisce Billy Donovan a casa con il Covid, trova un Coby White da 20 punti con 4 su 8 da tre.

Non so se sto sognando o è reale“, dice DeRozan dopo la partita “Già segnare allo scadere è una cosa speciale, riuscirci due volte di fila, fuori casa poi… Per me vedere come la squadra si fidi di me nel quarto quarto è un onore. che vada bene o male, i miei compagni hanno fiducia nell’affidarsi a me e alla mia capacità di restare calmo. E’ una delle cose che cerco sempre di portare, la calma nei minuti finali, perché finché c’è tempo sul cronometro si ha sempre una chance.”

In pratica, DeMar mi ha detto: scusa, reggimi la birra un attimo…” Così Kuzma, citando un celebre meme, ha riconosciuto l’impresa di DeRozan dopo il suo tiro a 3.3. secondi dal termine. Per gli Wizards, rimaneggiati e senza Montrezl Harrell, Spencer Dinwiddie, Rui Hachimura, Aaron Holiday e Raul Neto fermi per Covid, la sconfitta è una vera beffa. Bradley Beal ha chiuso con 27 punti e 17 assist, Kyle Kuzma con 29 punti e 12 rimbalzi, per l’ex di giornata Daniel Gafford 19 punti con 8 rimbalzi e 9 su 10 al tiro.

DeRozan? Grazie a Dio lo abbiamo in squadra“, LaVine riconosce a fine partita “Io ho un grande rispetto per lui e per il suo modo di giocare, la stessa fiducia che ho nel mio gioco“.

Credo che questa squadra sia solo affamata di vittorie, venire al lavoro qui tutti i giorni con i miei compagni, i coach e lo staff è una gioia, è una cosa che dà grandi motivazioni (…) sono nella NBA da un bel po’ ormai, qui l’ambiente è davvero fresco, il merito va alla squadra. E’ un piacere giocare qui“, dice ancora DeMar DeRozan. “La chimica, l’intesa tra di noi è arrivata molto presto. E si vede chiunque sia in campo in un dato momento della partita, siamo sempre pronti a cercare il compagno e a coinvolgere tutti e provare a vincere ogni partita. Siamo altruisti, e questo ha pesato nella mia scelta di venire a giocare qui, quando ho capito che sarebbe stato un gruppo vero, che non pensa a quanti tiri si prenda un giocatore o l’altro, ma solo a vincere“.

Coach Chris Fleming racconta così l’approccio di DeRozan: “DeMar è così, giorno dopo giorno ha la sua routine, tratta le persone allo stesso modo, ed è venuto a giocare qui con tutte le ragioni giuste: vuole vincere, sa vincere e ha sempre giocato in buone squadre“.

 
 
 
 
 
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