A inizio stagione in pochi credevano che l’innesto di Gary Payton II, potesse costituire per i Golden Warriors un rincalzo di sicuro affidamento.
E invece alla matura età di 28 anni, il figlio del più celebre campione NBA con la maglia dei Miami Heat, ha sorpreso tutti, in primis se stesso. Attacco al ferro e dinamicità difensiva, sono state le chiavi che gli hanno permesso di conquistarsi una conferma fino al termine della corrente stagione. Ad annunciarlo, come riferito da Dana Gauruder del portale Hoops Rumors, è stato in conferenza stampa il coach di Golden State, Steve Kerr.
L’ex Washington Wizards sta performando con diligenza e un velo di esuberanza, qualità che in una lega così competitiva non guastano mai.
A conferma di ciò, innumerevoli sono stati gli attestati di stima da gran parte dei componenti del roster dei californiani. In testa, il volto franchigia Stephen Curry,che ne ha elogiato le doti difensive e la perseveranza nell’attacco al ferro, seppur il metro e novanta di altezza, non lo aiuti nel fronteggiare i centri più robusti.
Insomma, Payton II trova così quella stabilità che tanto aveva desiderato nel corso della sua carriera.
Arrivato nella massima lega americana, da undrafted nel 2016, ha poi girato diverse lidi in G-League, ottenendo spazio sporadicamente anche in NBA. Agli Warriors ha trovato la sua dimensione, merito anche di un sistema di gioco, quello di Golden State, che negli anni ha permesso a tanti gregari di uscire dal guscio ed esaltarne le qualità. Per Payton II si tratta della seconda esperienza nella Baia, nell’arco di pochi mesi.
Giunto a San Francisco nell’aprile della passata stagione, era stato successivamente tagliato in estate, salvo poi essere richiamato lo scorso ottobre per riempire l’ultimo posto a roster.
Da quel momento il primogenito di “The Glove”, ha scalato a suon di prestazioni le gerarchie di coach Kerr, risultando costantemente tra i migliori in uscita dalla panchina. Attualmente il prodotto di Oregon State viaggia a una media di 7.8 punti, 3.6 rimbalzi e, 0.8 assist. Numeri certamente non eccezionali, ma quanto meno apprezzabili per chi appena qualche mese prima girovagava per la lega alla disperata ricerca di un contratto.
