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NBA, James Harden non ha esercitato la sua player option per il 2022\23

di Michele Gibin
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Tra i dettagli della trade che ha portato James Harden ai Philadelphia 76ers, era emerso quello di un Barba che avesse accettato di impegnarsi a esercitare la sua player option da oltre 47 milioni di dollari per la stagione 2022\23.

Dettaglio che, a quanto pare, non è vero. Harden non avrebbe garantito alcun impegno formale a non uscire dal suo contratto al termine della stagione in corso, fosse anche solo con l’unico intento di rifirmare al massimo salariale con i 76ers. Il Barba avrà si cambiato squadra, e si sarà fatto certo spedire per il secondo anno di fila verso una destinazione di suo gradimento, ma a quanto sembra non vorrà comunque rinunciare all’ebbrezza di diventare free agent per la prima volta in carriera a 32 anni.

Qualcosa che anche in tempi meno sospetti, ovvero all’inizo della stagione a Brooklyn, James Harden aveva detto di voler fare.

L’ex Nets e Rockets potrà conmunque decidere (informalmente) di esercitare la sua opzione per il 2022\23 in qualsiasi momento entro il 30 giugno 2022, per cui mai dire mai. Il dato di cui tener conto resta comunque il fatto che i Sixers e Daryl Morey non abbiano chiesto a Harden alcun impegno a rimandare ogni discorso di rinnovo contrattuale all’anno prossimo. Secondo quanto riportato da Shams Charania di The Athletic, l’intenzione di Harden sarebbe comunque quella di “esercitare la sua opzione. Il fatto che non sia avvenuto dopo la trade è dovuto ai tempi tecnici, che non c’erano“.

Le cifre in ballo sono notevoli: James Harden sarà eleggibile al termine dela stagione per un rinnovo al supermassimo salariale da 5 anni e 270 miloni di dollari (compreso il 2022\23) complessivi. A ottobre, il Barba aveva declinato una proposta di rinnovo triennale da 161 milioni di dollari a Brooklyn, mossa saggia col senno di poi per il neo giocatore dei 76ers.

Col suo innesto, sperando in condizioni atletiche sufficienti, i Sixers sono diventati una minaccia più che seria per Milwaukee Bucks e Miam Heat a Est. Comunque finisca la stagione, Harden e i Sixers si siederanno a un tavolo per trattare la permanenza a lungo termine dell’MVP 2018, e chissà, anche altre mosse “periferiche” per modellare attorno al duo Embiid-Harden la miglior squadra possibile, magari creando spazio salariale cedendo il contratto di Tobias Harris o richiamando in servizio coach Mike D’Antoni, per rimettere in piedi la vecchia band di Houston che nel 2018 sfiorò la finale NBA.

In questi tre mesi di stagione regolare capiremo se la versione appesantita di James Harden vista fino a metà febbraio fosse un prodotto di un infortunio, di scarse condizioni atletiche in parte dovute anche alla sua situazione a Brooklyn, o se James Harden ha ancora in sé la capacità di tornare quello ammirato per anni ai Rockets, o che lo scorso anno per due mesi tra febbraio e marzo ai Nets divenne due volte giocatore del mese a Est.

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